Come cambia il decreto “Abruzzo” – parte 1 di 2
Il decreto relativo al terremoto che ha colpito l’Abruzzo arriverà in aula martedì prossimo. Il testo è quello, integrato da vari emendamenti presentati dal governo, approvato dalla Commissione Ambiente del Senato.
Di seguito un riassunto dei punti più significativi (prima parte: la seconda sarà online domani).
Capoluogo di Regione.
Il capoluogo della Regione Abruzzo rimane L’Aquila: lo stabilisce uno specifico emendamento sollecitato dagli amministratori aquilani.
Contributi prima casa.
Il contributo dello Stato per la ricostruzione integrale della prima casa è pari al 100% ed è a fondo perduto. Il ricorso al credito d’imposta o al finanziamento agevolato per usufruire degli aiuti sarà solo su base volontaria.
Seconde case.
E’ prevista la concessione di contributi, anche con le modalità del credito d’imposta, per la ricostruzione o riparazione di immobili diversi da quelli adibiti ad abitazione principale, nonché di immobili ad uso non abitativo distrutti o dichiarati inagibili.
Mini riparazioni.
Fino a 10.000 euro di contributo per le riparazioni delle case che hanno subito danni lievi e un contributo di 2.500 euro per unità abitativa per lavori condominiali.
Attività produttive.
Indennizzi sono previsti a favore delle attività produttive che hanno subito conseguenze economiche sfavorevoli per effetto degli eventi sismici; la concessione di indennizzi a favore delle attività produttive per la riparazione e la ricostruzione di beni mobili distrutti o danneggiati.
Tetto ai mutui.
Lo Stato potrà subentrare nei mutui di chi ha subito danni dal terremoto, sempre su richiesta individuale, per un importo massimo di 150.000 euro. In questo caso la proprietà dell’immobile passa a Fintecna S.p.A.
I Comuni e le aree.
I Comuni potranno acquistare da Fintecna i diritti di proprietà delle aree oggetto della cessione e non ancora edificate, entro tre anni dall’entrata in vigore della legge.
Campus solo per residenti.
I moduli abitativi destinati a “una durevole utilizzazione” , cioè i campus, potranno essere consegnati solo ai residenti e a coloro che hanno il domicilio nelle aree terremotate.
(segue domani – fonte: stampa locale – Il Messaggero)