Revoca della sospensione IRPEF, Di Pangrazio: “l’ennesima beffa”

In una nota diffusa dalla portavoce, Cristina Di Stefano, il consigliere regionale, Giuseppe Di Pangrazio afferma che : “Dopo l’esclusione dal Decreto, l’ennesima beffa si abbatte su molti comuni della provincia dell’Aquila e sulla loro ripresa economica già drammaticamente penalizzata. E’ la revoca della sospensione del pagamento dell’Irpef, per i residenti al di fuori dei comuni del cosiddetto ‘cratere’”.

Giuseppe Di Pangrazio, consigliere regionale del Partito Democratico torna a parlare del Decreto Abruzzo, segnalando un’altra “assurdità” che porta la firma della Presidenza del consiglio dei ministri. Con l’ordinanza numero 3780 (articolo 2 ) si annulla la prima disposizione siglata dal Ministro dell’economia Giulio Tremonti il 6 aprile scorso, dove l’esenzione del pagamento Irpef, Iva e Irap era concesso a tutti i residenti della provincia dell’Aquila fino al 30 novembre 2009.

“Oggi le cose sono notevolmente cambiate – dice Di Pangrazio – entro il 19 luglio molti aquilani dovranno restituire tutto in cinque rate.  Chiediamo   – conclude Di Pangrazio – che venga ripristinata la proroga dei termini di pagamento delle imposte e la restituzione dilazionata in tempi più lunghi. Una richiesta onesta visti i criteri fiscali utilizzati nelle precedenti emergenze”.

(fonte: Pagine Abruzzo)

12 Commenti a “Revoca della sospensione IRPEF, Di Pangrazio: “l’ennesima beffa””

  • Anna Lisa scrive:

    Non ci dici niente di nuovo visto che la notizia ormai è nota dal 7 giugno 2009 (famigerata ordinanza 3780).

    • Giovanni scrive:

      Vero – ne riferivo qui, ad esempio – ma a quanto pare il PD ha i riflessi lenti anche a livello locale (hanno tenuto delle riunioni nei giorni scorsi, senza fretta).

  • Paolo scrive:

    Se confrontiamo le misure tributarie adottate per l’Aquila con le precedenti emergenze esce fuori una cosa indecente ed a cui si stenta a credereci. Forse pensano che gli abruzzesi siano una popolazione di montanari ignoranti. I politici abruzzesi del pdl non hanno saputo difendere i nostri interessi. Dovrebbero tutti minaciare di uscire dallo schieramento di destra e formarne uno indipendente. Ma a loro degli abruzzesi non gliene importa nulla. Importante è conservare la loro poltrona. Anna Lisa e Giovanni mi sembrano scherati su questa linea evidentemente hanno i loro miseri interessi da difendere. Vergognatevi.

    • Giovanni scrive:

      Le sue diffamatorie insinuazioni (queste sì misere, in quanto infondate e del tutto gratuite) si commentano da sole. Evidentemente non ha letto i post pubblicati sull’argomento nelle scorse settimane o le mie risposte ai vari commenti, o se lo ha fatto li ha interpretati a modo suo. Ho criticato quel che c’era da criticare, e continuerò a farlo, ma da qui a mettermi a fare gossip o scandalismo a fini politici ce ne corre: sono cose che lascio volentieri ai giornali “seri”, questo blog non ha né sudditanze politiche né tesi precostituite da dimostrare a qualunque costo, non funziona così.

  • Paolo scrive:

    Mi spiace che si sia sentito chiamato in causa ma il “vergognatevi”, innanzitutto, era rivolto ai politici chiamati in causa. Ho criticato le vostre posizioni perché rivolte a chi sollevava un’evidente discriminazione in atto. A mio avviso, invece, occorrerebbe sostenere, a prescindere, chi porta avanti certe battaglie e non perdersi in queste critiche. Altri suoi post o interventi purtroppo non ho avuto modo di vederli.

    • Giovanni scrive:

      La questione dei politici, sia locali che nazionali, è purtroppo molto complessa ma al tempo stesso molto semplice da sintetizzare: non esiste, né a livello locale né a livello nazionale, una classe politica degna di questo nome. Le poche eccezioni si perdono nel mare magno – nella melma, per meglio dire – delle correnti e delle logiche di partito e di schieramento. Questo vale anche per la sinistra: basta guardare cosa è successo e continua a succedere in Abruzzo (scandalo giunta Del Turco, scandali a Pescara e in altre realtà locali governate dalla sinistra) e a Roma (una opposizione inesistente, irrilevante, incapace di capire la mutata realtà del Paese e di elaborare proposte credibili e conseguenti). Impossibile, in queste condizioni, sostenere una sponda politica che ha già dato disastrose prove quando ha avuto responsabilità di governo sia a livello regionale che nazionale e che ora si esercita nello sport della critica a prescindere e nella formulazione di proposte demagogiche e quasi sempre concretamente impraticabili (tanto, come si dice? Niente è difficile per chi non deve farlo…). Sul lato destro dello schieramento non è che la situazione sia molto migliore: ci si riempie la bocca del termine “liberalismo” e si mettono in pratica politiche conservatrici e clericali, si diffonde (giustamente) ottimismo ma non si mettono in cantiere quelle riforme del sistema-Paese che erano già indispensabili prima del crollo economico-finanziario globale scatenato dalla crisi del 2008: si naviga a vista, insomma, e si confida nello Stellone italiano. Un po’ poco, per una classe dirigente. La scelta in questo momento è quindi ristretta fra la padella e la brace, e temo che sarà così ancora per molti anni a venire.

  • Alessio scrive:

    Premesso che sono aquilano, sfollato e deluso da tutta la classe politica, mi sembra giusto che i residenti AL DI FUORI DEL CRATERE continuino a pagare normalmente l’irpef;in effetti un pescarese o teramano o chietino ecc.. che danni ha avuto? perche dovrebbe avere questa agevolazione insensata?? la sospensione a livello regionale era uno spreco e per quei cittadini che dal terremoto erano stati nemmeno sfiorati l’albero della cuccagna, non un aiuto sensato

    • Giovanni scrive:

      Ma la questione non riguarda tutta la regione: è chiaro che a Pescara o a Vasto le agevolazioni fiscali non avrebbero senso, ad esempio, però ci sono decine di località – per la maggior parte in provincia de L’Aquila – che hanno subito un contraccolpo molto forte dal terremoto, sia in termini di danni agli edifici (per quanto minori rispetto al cratere) sia per quanto riguarda l’economia: sarebbe assurdo far finta che in questi luoghi non sia successo niente.

      • Alessio scrive:

        quella di esentare dal pagamento dell’irpef è una misura di aiuto pesante, su uno stipendio medio (1200-1600) incide per 300-500 euro al mese!!! ne dovrebbe beneficiare solo chi è stato danneggiato fortemente dal sisma; cioè chi dovra usare quell’ulteriore provento per bisogni esosi a cui prima non doveva provvedere:viaggi di 150km al giorno perchè ci si trova sulla costa e si lavora all’Aquila, il pagamento di un affitto ecc… e chi aveva una attività commerciale sparita in pochi secondi e deve sfamare una famiglia senza nulla; CHIUNQUE abiti fuori dal cratere del sisma,anche se in provincia di L’Aquila non ha assolutamente di questi problemi(vedi Sulmona e Avezzano).

        • Giovanni scrive:

          Se vuole vada pure lei a spiegare a chi, come a Sulmona, in Aprile ha avuto un calo del giro d’affari nel settore delle attività commerciali dell’80-90%, o agli artigiani, o agli operatori turistici dell’aquilano, che hanno un calo delle prenotazioni del 75-85% che loro “non hanno assolutamente problemi” legati al terremoto. Io non ci provo neanche: non ci tengo a farmi suonare come un tamburo.
          I danni economici non si fermano miracolosamente ai confini fissati per il cratere: non è che un chilometro più in qua c’è crisi nera e un chilometro più in là si festeggia a caviale e champagne.
          Le cose sono sempre più complicate di quanto sembrano, e di quanto riesce a vedere la burocrazia di stato: è a questo che serve – che dovrebbe servire – la politica, a portare un po’ di buon senso e di visione d’insieme.
          Oltre tutto non si tratta di niente di assurdo o straordinario o campato in aria: è già successo in Friuli, in Irpinia, in Umbria, nelle Marche che venissero concesse agevolazioni anche alle aree colpite solo indirettamente, ma comunque danneggiate sul piano economico: per quale motivo solo qui e oggi le cose dobrebbero andare diversamente? Forse gli abruzzesi sono, tutti quanti, ricchi milionari in euro e quindi possono arrangiarsi da soli? O forse sono, tutti quanti, una manica di fessi?

          • Alessio scrive:

            credi che un alimentari di sulmona o un negozio di abbigliamento di avezzano abbiano avuto un calo delle vendite del 90% dopo il terremoto??
            sono stato in entrambi i paesi dopo il sisma per motivi di lavoro e non è assolutamente credibile!!

          • Giovanni scrive:

            Io ad Avezzano ci abito, guarda caso, non ci passo per lavoro. Questi sono i dati forniti dai diretti interessati in Aprile, con percentuali elevatissime a Sulmona e meno alte ad Avezzano: hanno mentito? Quindi i negozi che ho visto chiudere e gli uffici col cartello affittasi sono solo fumo negli occhi, l’ennesimo complotto all’italiana? Liberissimo di crederlo, ma sei uno dei pochi. Poi certo si può continuare a sostenere che un chilometro fuori dal cratere l’economia sia in piena fioritura, peccato che le statistiche pubblicate da fonti diverse – anche istituzionali – stiano tutte evidenziando un crollo degli indicatori economici; ma immagino che sia inutile ripetermi, ho già detto tutto nelle repliche precedenti. Resterebbe da capire per quale motivo quello che è stato considerato normale e dovuto in occasioni di precedenti calamità venga invece dipinto da te come una pretesa assurda e immotivata: pregiudizio ideologico? Ignoranza delle dinamiche socio-economiche post-catastrofe? Acredine verso gli abruzzesi? Strano, perché a me – che sono milanese di origine – stanno simpatici, e ora che sono finiti nei guai ancora più di prima.

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