Terremoto, Massimo Cialente critico sul decreto anticrisi
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha criticato la norma, nel nuovo decreto anticrisi approdato alla Camera, che prevede per le popolazioni terremotate in Abruzzo la ripresa da gennaio del pagamento dei contributi e dei tributi sospesi in giugno.
“La notizia”, ha dichiarato in una nota, “ha dell’incredibile”. Per Cialente, “con una decisione incomprensibile nella forma, iniqua nella sostanza e incresciosa nella valenza, si stabilisce a norma di legge che i residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile, attualmente, come in casi analoghi, esonerati dal pagamento di tasse e tributi previdenziali, dovranno restituire quanto finora non corrisposto all’erario in ragione dell’emergenza gia’ a partire dal mese di gennaio 2010, per il 100 per cento della somma e nell’arco di 24 mesi”.
“L’iniquita’ rispetto alle precedenti emergenze “, ha insistito, “e’ vergognosa, dal momento che in Umbria, tanto per citare un caso analogo, i cittadini hanno iniziato la restituzione di tasse e imposte solo ora, dopo ben 12 anni dal sisma. Non solo: dovranno corrispondere solo il 40 per cento e nell’arco di 120 mesi. Allo stesso modo, in seguito all’alluvione in Piemonte, i tributi furono corrisposti dopo diversi anni e per il 10 per cento del totale, grazie a un condono”.
Ora, ha aggiunto, “mi domando il perche’ di questo atto offensivo e politicamente incomprensibile, a fronte delle grandi promesse del premier, che sancisce di fatto l’esistenza di ‘terremotati di serie A’ e di ‘terremotati di serie B’”.
Davvero un’iniquità! Ma come, prima si “prestano” per necessità soldi per fronteggiare l’emergenza e poi se ne chiede la restituzione due mesi dopo. E se uno li ha spesi per comprarsi la casa, magari la prima casa? Gliela sequestrano?
Penso che a indurre Tremonti a questa decisione ridicola e con 6 mesi di anticipo (come se volesse preavvisare i beneficiari)serva:
1) ad scoraggiare possibili prepensionamenti sfruttando la finestra di ottobre (la sospensione dei tributi IRPEF sulla buonuscita è elevata)
2) scongiurato questo pericolo sono certo che il Parlamento apporterà delle modifiche al Decreto Legge prima dell’1/1/2010.
Può essere. Di certo le cose non possono restare come sono adesso, una correzione di rotta è più che mai necessaria – e già in occasione del terremoto in Umbria e Marche, se ben ricordo, alla fine i decreti furono ben quattro, emanati in tempi successivi.