L’Aquila, riapre la sala operatoria di neurochirurgia

Più di tre mesi dopo il tragico terremoto del 6 Aprile, anche l’Unità Operativa di Neurochirurgia a direzione Universitaria dell’Ospedale “San Salvatore” ha riaperto la sala operatoria. Sono stati operati due pazienti, già in lista d’attesa prima del sisma, che hanno preferito aspettare anziché rivolgersi ad altre strutture.

Il primo intervento è stato effettuato su una giovane paziente abruzzese, già trattata ripetutamente senza successo in altre sedi, affetta da fistola liquorale (fuoriuscita di liquido cerebrospinale dal naso). L’intervento, consistente nella ricostruzione del basicranio appunto attraverso le cavità nasali, e stato condotto con tecnica puramente endoscopica.

Il secondo intervento è stato eseguito su un paziente aquilano affetto da una malformazione ossea della volta cranica, che ha richiesto l’asportazione della lesione e una delicata opera di plastica ricostruttiva.

Entrambi gli interventi sono stati eseguiti nella sala operatoria attivata all’interno del ristrutturato Ospedale San Salvatore, mentre la degenza dei pazienti si svolge nella stanza dell’ospedale modulare attivato in occasione del “G8”, lasciato in eredità dalla Protezione Civile.

La divisione clinicizzata di Neurochirurgia (diretta dal professor Renato J. Galzio, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia nonché direttore della Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia dell’Ateneo aquilano) ha ripreso l’attività chirurgica anche grazie a nuove apparecchiature acquistate a prezzi agevolati o a donazioni di aziende dimostratesi particolarmente sensibili.

In questo modo è stato possibile fornire il nosocomio aquilano di una nuova colonna endoscopica dedicata alla chirurgia cranica e spinale, di una serie di trapani e craniotomi elettrici, di un aspiratore chirurgico in grado di demolire l’osso rispettando le delicate strutture neurovascolari adiacenti e di un Tomografo Computerizzato (TAC) mobile in grado di eseguire scansioni craniche in sala operatoria, in sala di rianimazione e persino nelle stanze di degenza.

Queste apparecchiature consentono di affrontare al meglio la straordinaria situazione legata all’attuale e particolare condizione logistica, permettendo l’esecuzione di prestazioni di elevatissima qualità diminuendo i disagi per i pazienti.

L’unità operativa, anche se conta solo quattro unità (i dottori Alessandro Ricci, Donato Zotta, Claudio De Tommasi e Franco Moruzzi) oltre al direttore, effettua, attualmente, tre sedute chirurgiche a settimana. Tuttavia la qualità erogata dall’equipe, coadiuvata da sette specializzandi e soprattutto dal motivatissimo personale paramedico, attivo sia in sala operatoria che nel reparto di degenza dell’Ospedale del “G8”, sarà certamente esaltata dai mezzi a disposizione.
Non va, infatti, dimenticato che la U.O. di Neuroradiologia dell’Ospedale “San Salvatore”, diretta dal professor Massimo Gallucci, è stata fornita, dalla Protezione Civile in occasione del “G8”, di un angiografo biplanare, modernissima attrezzatura, presente in pochissimi altri centri in Italia, che consente non solo l’esecuzione di esami diagnostici, ma permette anche i più evoluti trattamenti di neuroradiologia interventistica per malformazioni vascolari e lesioni tumorali del sistema nervoso.

La collaborazione fra la neurochirurgia e la neuroradiologia, entrambe a direzione universitaria e quindi sotto l’egida non solo della struttura ospedaliera ma anche sotto quella del locale Ateneo, dura ormai da anni e la dotazione di tutte le strutture acquisite pone il nosocomio aquilano ai vertici dell’eccellenza nel trattamento delle patologie del sistema nervoso centrale.

Anche patologie più banali ma di rilevante impatto sociale possono essere trattate nella maniera migliore per le stesse motivazioni: l’acquisizione del nuovo sistema endoscopico consente ad esempio, di trattare l’ernia del disco con una nuova rivoluzionaria metodica minimante invasiva.

Siamo convinti che l’erogazione di prestazione sanitarie evolute rappresenti non solo un fattore fondamentale per la rinascita dell’ospedale e della Facoltà di Medicina, ma anche una efficace spinta economica, oltre che d’immagine, al recupero della città.

Il professor Renato Galzio, motivatamente convinto di potere in futuro progressivamente aumentare il numero, e non solo la qualità delle prestazioni, ritiene doveroso esprimere la propria gratitudine a quanti hanno reso possibile la ripresa dell’attività,in particolare al Dottor Maurizio Fontana, direttore della Unità Operativa di Neurochirurgia di Avezzano, che ha consentito agli specializzandi aquilani di proseguire temporaneamente l’attività presso la sua divisione, e al Dottor Vincenzo Magliani, direttore della Unità Operativa di Neurochirurgia di Lanciano, per avere consentito, nella sua struttura, il trattamento improrogabile di alcuni pazienti.

(fonte: Il Capoluogo)

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