TARSU: nota della CNA
Con una nota, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato della Piccola e Media Impresa riporta in primo piano il caso Tarsu ad Avezzano.
Questa volta non molliamo! Aspettiamo fiduciosi che, come da impegni assunti, l’amministrazione comunale di Avezzano questa settimana ci convochi con urgenza e ci dia la possibilità di analizzare i motivi che hanno determinato gli stratosferici aumenti della tarsu. Siamo convinti che lo studio e l’analisi che ha determinato tali aumenti possono essere modificati a vantaggio dei cittadini e delle imprese, rideterminare nuove tariffe con importi molto più contenuti ed adeguati al servizio offerto.
Non ci convince affatto l’invito alla rassegnazione a pagare in maniera così esagerata, più o meno motivata dagli alti costi del servizio e dello smaltimento oppure da incapacità amministrative di questa o di altre giunte comunali. Questi ragionamenti hanno indubbiamente la loro validità, tuttavia appaiono inadeguati per la risoluzione del problema.
L’obiettivo che ci siamo posti e che tutti: soggetti pubblici e privati, amministratori locali, provinciali e regionali e di società pubblico/private, a nostro avviso, dovrebbero porsi, è quello di contenere i costi per famiglie ed imprese e rilanciare l’ecomia prima che sia troppo tardi. I cittadini e le imprese sono oberati di tasse e balzelli diventati insostenibili a fronte di carenza di idee e progetti di sviluppo e di irrisori servizi.
Il gioco del rimpallo delle reponsabilità non ci porta da nessuna parte. Occorre il massimo senso di responsabilità da parte di tutti: amministrazione, opposizione, Associazioni ed altri per affrontare il problema nel verso giusto. Occorre mettere al centro dei nostri ragionamenti non gli interessi dei partiti o delle amministrazioni attuali o precedenti ma quelli dei contribuenti che sono già indebitati per oltre il 50% delle loro capacità reddituali e decidere, insieme, quali strategie economiche adottare per iniziare a ridurre tale indebitamento.
Pensare di continuare ad aumentare il prelievo di danaro dalle tasche, ormai vuote, dei contribuenti per sostenere i costi di gestione di servizi pubblici, equivale a portare al fallimento tutto il sistema economico. Forse ancora non ci si rende conto della drammaticità del momento che stiamo attraversando e della disperazione di chi, dopo una vita di sacrifici, è riuscito a costruirsi un’abitazione o un magazzino per produrre ricchezza o un’attività commerciale e pur risultando proprietario dell’immobile, si trova costretto a pagare un affitto di migliaia di euro al mese solo per lo smaltimento dei rifiuti.
E tutto ciò dovrebbe essere giustificato dai costi che bisogna sostenere per il servizio e quindi per far quadrare i conti? Ma siamo impazziti tutti? Non possono essere queste le risposte da dare ai contribuenti perché parimenti i contribuenti potrebbero rispondere che non riuscendo a far quadrare i bilanci delle loro famiglie e/o delle loro aziende si trovano nella condizione di non pagare più le tasse.
Non ci piace cavalcare la tigre della protesta. Ma se non riusciremo ad ottenere risposte convincenti ed impegni concreti non ci fermero e nel rispetto delle regole democratiche adotteremo tutte le iniziative necessarie a riportare al centro dell’attenzione dei ragionamenti delle pubbliche amministrazioni i bisogni dei cittadini e delle imprese.