Acconciatori CNA: ridurre l’IVA, combattere l’abusivismo
L’avezzanese Teodori è il nuovo presidente regionale dell’Unione Benessere e sanità.
Recepire l’indicazione dell’Ecofin di ridurre l’Iva al 10% sulle prestazioni degli acconciatori, estendendo la misura anche al mondo delle estetiste. Combattere duramente il diffuso abusivismo che dilaga all’interno della categoria. Introdurre anche in Italia misure di carattere europeo, come “l’affitto del posto di lavoro”.
Sono le indicazioni scaturite dall’assemblea regionale dell’Unione Benessere e sanità della Cna abruzzese, riunita a Pescara nel pomeriggio di lunedì 14 settembre, che ha provveduto tra l’altro alla nomina del nuovo presidente: una scelta caduta su Tonino Teodori, ex presidente della Cna provinciale di Avezzano, che prende il posto dell’uscente Giovanni Melideo.
Secondo gli operatori aderenti alla Cna, spiega responsabile regionale Renato Giancaterino, «una spinta alla ripresa di un settore in forte debito d’ossigeno potrebbe arrivare dall’introduzione anche in Italia della misura approvata nel marzo scorso dai ministri dell’Economia e delle finanze dei 27 paesi membri dell’Unione europea, che hanno deciso di ridurre al 10%, dall’attuale 20% l’Iva sulle prestazioni degli acconciatori». «Una misura – sottolineano ancora gli operatori della Cna – che andrebbe ulteriormente estesa al mondo delle estetiste».
Ancora, indice puntato sulla piaga diffusa dell’abusivismo: «Un mondo sommerso – argomenta il neo presidente Teodori – che sottrae ogni anno all’Erario risorse imponenti, e che introduce soprattutto una concorrenza sleale e selvaggia nei confronti dei tanti operatori che invece operano regolarmente».
Dall’assemblea pescarese, infine, è arrivata anche la richiesta di introdurre misure innovative, in vigore già in Paesi come l’Inghilterra e riconosciute ufficialmente a livello europeo, come il cosiddetto “affitto del posto di lavoro”: uno strumento, oggi vietato, che consentirebbe a tanti artigiani del settore di poter cedere ad altri colleghi, che ne siano sprovvisti, spazi e strutture propri.
(fonte: Terre Marsicane)
siamo un gruppo di acconciatori e l abusivismo (concorrenza sleale)ci sta mettendo in ginocchio visto anche il periodo di crisi che attreversiamo vorremo sapere quali sono i primi passi per combattere la concorrenza sleale grazie
Direi che la questione è al tempo stesso semplice e complessa: da una parte gli abusivi quasi sempre non hanno partita IVA, non rilasciano ricevute, non pagano tasse, e probabilmente lavorano anche in ambienti non in regola con le norme d’igiene e sicurezza, quindi per le autorità dovrebbe essere un gioco da ragazzi perseguirli a norma di leggi, una volta ricevuta una denuncia circostanziata; dall’altra bisogna chiedersi se le autorità sono veramente intenzionate a combattere fino in fondo questi fenomeni oppure preferiscono tollerarli, almeno fino a un certo punto, per non far degenerare determinate situazioni. Il consiglio è quello di denunciare comunque alle autorità almeno le situazioni di abusivismo più “sfacciato”, e in contemporanea di esporre pubblicamente, anche con comunicati stampa ai media locali, le proprie ragioni: perché un “regolare” è più sicuro, dal punto di vista igienico-sanitario, di un abusivo; quali differenze ci sono sul piano della professionalità e dei risultati; il danno che gli abusivi procurano a chi lavora rispettando le leggi in termini di distorsione del mercato e di livellamento verso il basso (non solo sul piano dei prezzi ma anche della qualità) dell’offerta; e così via.