La Regione dice sì alla discarica di Valle dei Fiori
«Il territorio ha fatto la sua scelta e la Marsica così non rischia l’emergenza rifiuti». Così ha commentato l’ok della Regione Abruzzo per la discarica di Valle dei Fiori l’assessore all’ambiente Daniela Stati.
L’impianto, che sorgerà ai confini tra Gioia dei Marsi e Pescina, smaltirà circa 50 mila tonnellate l’anno di rifiuti non pericolosi provenienti da Aielli. Secondo una prima stima nella discarica di Valle dei Fiori verrebbero dirottati anche tutti i rifiuti di Avezzano, che ora smaltisce a Lanciano, risparmiando una cifra notevole.
Attualmente il comune di Avezzano spende 5 milioni e 500 mila euro l’anno, mentre portando i rifiuti a Gioia dovrebbe affrontare una spesa di tre milioni e 600 mila euro all’anno, più il trasporto di un milione e 79 mila euro.
L’iter che ha portato al si della Regione per la discarica di Valle dei Fiori è stato piuttosto lungo. Il Via (Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale), ha dato l’ok all’impianto di smaltimento ponendo però due clausole: i rifiuti devono essere obbligatoriamente “compost” fuori specifica e prodotti dal trattamento meccanico; l’impianto deve continuare a essere dichiarato dal servizio “Gestione rifiuti” «indispensabile» per il territorio e anche «non delocalizzabile».
“Il nostro atteggiamento nella politica ambientale”, ha affermato l’assessore Stati, “non è quello di arrivare a gamba tesa sulle scelte di un territorio. La prima decisione deve spettare ai cittadini e quindi ai Comuni, come hanno fatto quelli di Gioia e Pescina durante la partecipazione alle Conferenza dei servizi.
Per Avezzano non abbiamo ricevuto alcuna indicazione riguardo a Valle Solegara e attualmente solo l’impianto di Gioia dei Marsi ha ottenuto tutte le autorizzazioni”.
L’area interessata dal progetto ha un’estensione di circa tre ettari e mezzo. Ben 25 mila metri quadrati verranno occupati dall’area destinata all’accumulo dei rifiuti che sarà suddivisa in due lotti attivati in successione. Il primo sarà di 90 mila metri. Della superficie rimanente circa 5 mila metri quadrati saranno destinati all’area servizi, che comprende piazzale, capannone attrezzi e uffici, mentre lo spazio rimanente sarà destinato ad area verde, da sfruttare per lo stoccaggio del terreno di copertura ed eventualmente, secondo il progetto «per la realizzazione di nuove fasi di trattamento».
La profondità della falda acquifera risulta, dal progetto dell’Aciam e dalle indagini in ambito geologico e idrogeologlco, circa 250 metri sotto il piano campagna, quindi pienamente compatibile con quanto previsto dalla legge vigente che impone una profondità minima di appena due metri.
(fonte: Terre Marsicane)