L’Aquila, 5 anni per liberare la città dalle macerie

“Ci vorranno cinque anni per liberare L’Aquila dalle macerie del terremoto del 6 aprile. Macerie che sono state stimate in 1,5 milioni di metri cubi soltanto per le costruzioni pubbliche”.

Lo ha detto ieri l’assessore comunale all’Ambiente, Alfredo Moroni, illustrando il piano straordinario di intervento per “fare uscire la città da un’emergenza sociale”, quella della presenza massiccia di rifiuti ingombranti e degli inerti.

Secondo l’assessore comunale all’Ambiente, la prima emergenza da risolvere riguarda il rinnovo del parco macchine della municipalizzata ed ha annunciato di aver chiesto alla Protezione civile lo stanziamento di oltre 3 milioni di euro per l’acquisto delle nuove macchine per far fronte alle necessità.

“Siamo ripartiti con la raccolta dei rifiuti porta a porta – ha detto Moroni – e chiedo ai cittadini una collaborazione: non lasciare i rifiuti in ogni angolo della città, non per le sanzioni e per i controlli che abbiamo fatto partire, ma per il decoro urbano”.

Il piano di interventi prevede l’individuazione sul territorio comunale di 12 aree (6 fisse e 6 mobili) recintate e controllate in cui i cittadini potranno conferire i rifiuti ingombranti e gli inerti. Si tratta di punti alternativi ai centri di raccolta classici, per alleggerire il lavoro e renderlo più efficiente.

Moroni ha poi annunciato di aver fatto riprendere, a cominciare dai plessi scolastici, la pulizia e la manutenzione del verde pubblico e la pulizia in generale delle aree cittadine. A breve avranno inizio anche le operazioni di derattizzazione e disinfestazione.

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