A L’Aquila raggiunto il 7° grado Richter?

Questo è quello che ha affermato pochi minuti fa un giornalista del TG3 regionale dell’Abruzzo delle 19:30: parlando del sisma del 6 Aprile ha parlato di una scossa “di magnitudo 6.3 Richter, e un 7.0 in Centro storico”.

Vorrei tanto che questa cosa venisse chiarita una volta per tutte: secondo l’INGV la scossa delle 03:32 del 6 Aprile è stata di magnitudo 5.8 Richter, pari a una magnitudo Momento di 6.3 – ora il giornalista riporta una magnitudo Richter, non Momento, di 6.3, con un “picco” nel centro storico cittadino equivalente addirittura a un 7.0 Richter.

Non è una questione secondaria: l’Unione Europea ha erogato solo parzialmente gli aiuti previsti in caso di terremoto proprio perché la magnitudo Richter non ha raggiunto il grado 6.0, intensità a partire dalla quale sarebbe scattata l’erogazione del 100% dei finanziamenti comunitari previsti per questo tipo di calamità naturali.

Anche altre fonti giornalistiche nei mesi scorsi hanno parlato di “magnitudo 6.3 Richter”, mentre tuttora sul sito dell’INGV la magnitudo indicata è 5.8 sulla scala Richter (vedi pagina eventi sismici di Aprile), quindi sotto il livello previsto dalla UE per l’erogazione del100% degli aiuti: sarebbe ora di fare chiarezza una volta per tutte, magari pubblicando un chiarimento ufficiale e “definitivo”, per evitare altre polemiche e la proliferazione di voci incontrollate.

7 Commenti a “A L’Aquila raggiunto il 7° grado Richter?”

  • Marta scrive:

    Sta a cuore anche a me questa questione, inizialmente si parlava anche di un 6.8 Richter, informazione che era comparsa su siti come USGS. Trovo ridicolo questo balletto.

    • Giovanni scrive:

      Infatti. Io ho visto riapparire qua e là il valore di 6.3 Richter su vari siti web, in questi mesi: sarebbe davvero ora di mettere un punto fermo.

  • Carlo Alberto Brunori scrive:

    Care/i tutte/i

    Mi sembra se faccia confusione tra Magnitudo e Intensità.

    Il valore di magnitudo musurata, si esprime con valori qusali 5.8 Ml-Magnitudo “locale” o, 6.3 Mw-magnitudo “momento” e quantifica l’energia liberata dal sisma.
    Ml e Mw sono due misure dello stesso fenomeno e cioè l’energia liberata dal sisma.

    L’Intensità si esprime in gradi (VII° grado MCS ad esempio) che quantifica l’effetto sul territorio (danneggiamento delle case, etc.) causato dallo squotimento sismico.

    La magnitudo è quindi una misura oggettiva del terremoto.
    L’intensità macrosismica è una valutatazione (misurata tramite la scala Mercalli Cancani Sieberg) degli effetti del terremoto.

    Quindi:
    - la scossa principale a L’Aquila è stata misurata con magnitudo locale (Ml) 5.8 o magntudo momento (Mw) 6.3.
    - L’intensità macrosimica (in base agli effetti dello squotimento osservati sui manufatti etc.) è stata valutata nella regione maggiormente colpita, secondo la distribuzione valutata e mappata dagli specialisti (http://www.mi.ingv.it/eq/090406/quest.html)

    Detto questo, consiglio di consultare la pagina http://portale.ingv.it/faq/terremoti/

    ciao
    cab

    • Giovanni scrive:

      Grazie per il chiarimento. Conosco le differenze fra le varie scale: quello che mi ha lasciato perplesso in questi mesi è vedere non solo su blog ma anche su testate giornalistiche online continuare a riapparire periodicamente il valore di 6.3 “Richter” (quando invece quella è stata la Mw dell’evento): non capivo da dove traessero questa “certezza” gli autori degli articoli, visto che l’INGV indicava chiaramente una Ml di 5.8 – ieri sera poi il colmo: un giornalista della testata regionale RAI abruzzese che parla non solo di 6.3 Richter ma che aggiunge anche il dettaglio di una 7.0 “nel centro storico”. Se per i giornalisti delle piccole testate online vale la regola per cui informarsi (bastava visitare il sito INGV) prima di scrivere qualcosa non ha mai fatto male a nessuno :-) a maggior ragione la stessa cosa dovrebbe valere per la Rai: e invece…

  • Raffaele scrive:

    Ciao

    la Ml è 5.8 e la Mw è 6.3. I valori sono quelli e non cambiano dalla zona epicentrale fino a l’altra parte del mondo. Perché la Magnitudo, anche se con errori di misura, è un valore proporzionale all’energia rilasciata. Fin qui la richter (diciamo).

    Il grado che invece è variabile è quello della Mercalli che non c’entra niente con la magnitudo in quanto è legato al danneggiamento (nel deserto è sempre prossimo a zero per esempio). In epicentro si avranno gradi più alti (per esempio sopra 9 o 10 ecc) e molto più bassi fino a zero mano a mano che ci si allontana.

    E’ sulla mercalli che si definisce poi il collegamento legale al risarcimento … Non sulla magnitudo. Quella serve solo a far partire i soccorsi al più presto (e la Ml è la misura più veloce per adesso). Spero sia definitivamente chiaro.
    Comunque vi allego un link esplicativo:
    http://actarus2971.wordpress.com/2009/05/06/magnitudo-penale/

    PS: questa confusione parte da poco dopo il 6 aprile quando qualcuno, chissà perché poi, ha diffuso falsità sull’argomento.

  • Raffaele scrive:

    PS: il balletto di valori iniziale (anche l’USGS ha rilasciato valori più alti all’inizio, come spesso avviene) dipende dal fatto la misura di Mw si assesta man mano che arrivano nuovi dati e la localizzazione e le stime di Magnitudo si stabilizzano.
    Gli enti come l’USGS e anche l’INGV chiariscono che i valori sono quelli migliori al momento in cui la misura è fatta. E’ una informazione importante per la gente sapete che c’è stato un Mw maggiore di 6 per esempio e minore di 7 nel mondo, nel minor tempo possibile. Poi col tempo la misura si assesta sul valore finale. Di solito in meno di mezz’ora. Poi la ricerca farà ulteriori analisi (per giorni o mesi) per capire l’aspetto scientifico stringendo su valori sempre più certi ma le cui differenze sono di poco conto per la gente, che intanto ha avuto al più presto l’informazione importante e in forma praticamente definitiva. L’importante è sapere come funzionano le cose. Utenti informati. E’ anche il vantaggio di avere una ricerca pubblica, libera e indipendente.
    Questo per dire che il balletto dei valori suona meno ridicolo se si sa da cosa dipende.

    • Giovanni scrive:

      Grazie anche a te per l’intervento. Spero che questo, assieme a quello di Carlo Alberto Brunori di INGV, fornisca ai miei 24 lettori una idea un po’ più chiara dell’accaduto e serva a dissipare i dubbi generati da alcuni giornalisti quantomeno “disinvolti”.

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