Droga, condanna durissima
Accusato di detenzione a fine di spaccio di meno di un etto di hashish e circa 5 grammi di cocaina, condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione. La sentenza, a prima vista, potrebbe apparire fuori misura ma, al contrario, è il risultato della rigorosa applicazione del codice penale.
L’imputato, Pasquale Tomassini, di Celano, il 14 novembre scorso è stato arrestato dai Carabinieri di Avezzano, nell’ambito di un controllo antidroga, con due marocchini.
Lui fu trovato in possesso dello stupefacente, risultato peraltro molto puro, mentre i due immigrati vennero trovati in possesso di molto denaro contante. Ieri mattina, davanti al Giudice monocratico Claudio Politi, Tomassini, difeso dall’avv. Barbara D’Amore, e i due nordafricani, difesi dall’avv. Roberto Verdecchia, hanno affrontato il processo direttissimo.
Tomassini ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato e, nonostante i tentativi del suo difensore di far passare la linea della detenzione della droga per uso personale, l’uomo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione con l’aumento della pena causato dall’applicazione di un comma dell’art. 99 del codice penale che prevede questa misura di fronte ad una recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale; in parole povere, se si commette lo stesso reato più volte e nello spazio temporale di 5 anni, la condanna subisce un aumento consistente.
I due immigrati, per la cronaca, hanno preferito il rito ordinario che sarà celebrato in altra data. Il difensore del celanese condannato ha annunciato ricorso in Appello.
(fonte: Il Tempo)