Allarme della UIL: “Ormai si sfiora il dramma sociale”
Disoccupazione dilagante, crisi economica, effetti negativi del dopo terremoto. È questa la fotografia, poco tranquillizzante, scattata dal segretario della Uil provinciale di Avezzano, Michele Lombardo.
A preoccupare di più sono i dati dell’industria, già oggetto di riflessione da parte del segretario della Uilm, Michele Paliani, tempo addietro.
«Il ricorso agli ammortizzatori sociali è stato nella Provincia dell’Aquila, fino a novembre 2009, pari a 1.848.196 ore e di queste circa un terzo sono ricadute nel comprensorio marsicano.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro – dice Lombardo – il tasso di occupazione è ulteriormente sceso mentre è salito il tasso di disoccupazione che, rispetto all’8% del livello regionale, sfiora nel nostro territorio il 12%.
Dobbiamo dire che in questo momento solo la tenuta degli ammortizzatori sociali ai quali si è ricorso in maniera massiccia ha consentito di non vivere un vero e proprio dramma sociale.
In questo contesto rimangono ancora aperte una serie di vertenze che devono trovare una giusta soluzione; ne voglio ricordare alcune: zuccherificio, Maccaferri e Vepral a Celano, Smc e Elco a Carsoli, Imb (ex Brenta), Silver Car e Marel ad Avezzano.
È evidente – afferma Lombardo – che l’elenco di queste vertenze occupazionali non è altro che il termometro di una condizione economica per tutto l’anno 2009 molto critica e difficile. L’anno 2010 nelle nostre previsioni sarà, anche per la Marsica, un anno difficile non solo per il prolungare della crisi nazionale e internazionale, ma anche per i permanenti effetti negativi del dopo sisma aquilano che continuano a frenare la nostra economia e quella dell’intera provincia».
Fiamm e Micron sono per Lombardo le uniche note positive, insufficienti ad arginare una crisi così profonda. «Noi pensiamo che bisogna da subito dare gambe al Master Plan e all’Accordo sulle infrastrutture – conclude Lombardo -. Riteniamo non più rinviabile la stesura di una legge quadro sull’industria e sulla ricerca e innovazione.
Pensiamo che bisogna rigettare la tentazione di utilizzare parte dei fondi Fas per voci non pertinenti. Riteniamo giunta l’ora nella quale le istituzioni, a tutti i livelli, capiscano che bisogna agire subito per evitare che territori come il nostro si trovino ad uscire dalla crisi nella maniera peggiore e con prezzi sociali negativi molto alti».
(fonte: Il Tempo)