Ancora ingorghi in centro

Nonostante la fluidificazione sul Quadrilatero a senso unico, altrove ci sono problemi.

Via Eleuterio Di Gianfilippo, arteria che dovrebbe smaltire il traffico della centralissima via Corradini verso Tagliacozzo e autostrade, e che invece diventa un grande ingorgo.

Doveva facilitare, in altri termini, quelli che una volta riconquistata la direzione piazza Risorgimento, provenienti da tantissimi uffici, negozi e scuole del centro della città devono raggiungere la Tiburtina.

Ma così proprio non è, visto le lamentele che sono pervenute dai tanti automobilisti diretti ai centri dei Piani Palentini. «Addirittura – ci dice un frequentatore di piazza Risorgimento – una signora, sconvolta, mi ha fatto vedere il navigatore della sua auto chiedendomi come poteva raggiungere via Roma per andare ai centri commerciali».

Bisogna precisare che il quadrilatero a senso unico è partito da poco e, quindi, ci sarà bisogno di vari aggiustamenti. «Quello che non riusciamo a capire – ci dice un anziano che abita vicino all’istituto “Don Orione” – come sia possibile convogliare gli automobilisti, con tanto di cartellonistica, su via Eleuterio Di Gianfilippo, ex via Salto». Perché? Presto detto. La piccola arteria che collega via Corradini con via Monte Velino presenta un parcheggio sui due lati con tanto di strisce bianche, quindi non «abusivo». E in diversi momenti è praticamente intasata.

«Qualcuno deve anche aver trascurato il fatto che nella traversa in questione c’è pure una scuola materna e nell’ora di entrata e uscita è veramente un disastro tutto quel traffico», dice un nonno che puntualmente deve portare e riprendere il suo nipotino dalla scuola.

Qualcuno farà osservare che è possibile «cercare» altre soluzioni per risalire la città, ma per gli automobilisti che non sono di Avezzano è veramente difficile potersi districare con semplicità. Intanto bisogna adottare subito qualche accorgimento per evitare l’enorme traffico su via Eleuterio di Gianfilippo e, quindi, dare anche un po’ più di sicurezza a quanti frequentano la locale scuola.

(fonte: Ferdinando Mercuri – Il Tempo)

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