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Terremoto, due arresti per un appalto truccato
Due persone sono state arrestate dai carabinieri di Pescara con l’accusa di aver manovrato la gara d’appalto relativa alla ricostruzione degli uffici amministrativi dell’Asl dell’Aquila, danneggiati dal terremoto di aprile.
Si tratta di Claudio D’Alesio, 50 anni residente a Pescara, imprenditore, amministratore delegato della Fira servizi, e di Italo Mileti, 59 anni, ex assessore comunale di Pescara.
Ancora sospetti di irregolarità a L’Aquila
Stessa grafica, stessi errori, stesso testo e stessi tempi. Torna all’attacco il capogruppo del Pdl alla regione, Gianfranco Giuliante. Ancora una volta lancia il suo j’accuse contro l’amministrazione comunale de L’Aquila. E in primis contro il suo primo cittadino Massimo Cialente.
Procedure poco limpide segnerebbero la gara a trattativa privata per l’acquisto di quattro celle frigorifere per la conservazione delle derrate alimentari, di importo pari a 32.595 euro.
«Il primo atto del comune – ha spiegato Giuliante – è stato quello di avere l’autorizzazione dalla Dicomat ad affettuare una gara privata per l’acquisto delle celle frigorifere. La richiesta è stata avanzata il 16 aprile, l’autorizzazione della Dicomat è del 17 aprile. Sono stati consegnati il 16 aprile, prima della risposta della Dicomat, tre preventivi – approfondisce Giuliante -: il primo di una ditta abruzzese di San Giovanni Teatino (vincitrice dell’appalto), il secondo di Roma e l’altro di una ditta di Bari».
Ma qui arrivano le anomalie sulle quali Giuliante ha concentrato la sua attenzione. «I preventivi inviati dalle tre ditte sarebbero stati realizzati in modo molto simile tra loro – illustra – per quanto riguarda la grafica, il contenuto, la merce preventivata e conterrebbero addirittura gli stessi errori. Le ditte, infatti, si sono rivolte al Comune dell’Aquila definendolo “punto vendita”, e per quanto riguarda il pagamento hanno fatto riferimento alla legge Sabatini che è applicabile solo per le ditte private e non per gli enti pubblici».
L’Aquila, ancora colpi di scena nella vicenda dello smaltimento macerie
Ancora un colpo di scena sull’appalto per lo smaltimento delle macerie all’Aquila. La T&P ha smentito, infatti, il ritiro annunciato nella riunione della commissione di garanzia.
“Non è vero che l’impresa si è ritirata – ha ribadito il sindaco Cialente – ma stiamo aspettando l’esito delle valutazioni dei nostri dirigenti comunali per vedere se possiede i requisiti. Quanto alle dimissioni dell’assessore Alfredo Moroni – ha proseguito il primo cittadino aquilano – , ammesso che davvero si possa parlare di un atto di questo genere, non le prendo neanche in considerazione”.
Ma ci sono altri elementi che coloriscono ulteriormente la vicenda al di là dell’inchiesta che finora non prevede indagati.
Infatti non è ben chiaro l’ammontare dell’appalto dato per 50 milioni mentre la delibera appare del tutto illegittima secondo la relazione definitiva della commissione di garanzia.
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Berlusconi: ricostruzione al 100%, no restituzione agevolazioni
“Ricostruzione al 100 per cento”. E’ quanto ha assicurato Silvio Berlusconi, in visita per la diciassettesima volta nei luoghi del sisma. Il premier ha garantito che ci sarà il rimborso totale e la possibilità di costruire le case anche in altri siti.
Ma soprattutto “niente tasse da restituire a partire da gennaio 2010″.
E intanto un colpo di scena relativo all’appalto da 50 milioni per i lavori relativi al deposito e rimozione delle macerie del sisma: l’impresa designata, infatti, si è ritirata riconoscendo di non essere in possesso dei requisiti necessari ad espletare l’appalto e l’assessore Alfredo Moroni si è dimesso.
Intanto la guardia di finanza ha acquisito la documentazione del contestato appalto per lo scarico. Per il momento non ci sono indagati e non è stato ipotizzato alcun reato, ma l’indagine potrebbe avere degli sviluppi significativi.
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Terremoto L’Aquila, appalti: Cialente non ha tempo di rispondere. Trasparenza negata: interviene la polizia
Da PrimaDaNoi.it:
Una storia che sembra enorme, a tratti grottesca e pure incredibile. Con moltissimi lati oscuri e le strumentalizzazioni del caso. Tuttavia la mancata trasparenza non fa che alimentare dubbi e perplessità.
«Inquietante e sopra le righe il comportamento di Cialente: per questo chiediamo le dimissioni». Ha iniziato così, Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in Regione, la conferenza annunciata già ieri per chiedere le dimissioni del sindaco del capoluogo.
Sotto accusa la delibera di giunta n.154 del 12 giugno scorso (ancora impossibile da ottenere come fosse un documento dei servizi segreti) con la quale si affidano i lavori per il deposito e le operazioni di selezione delle macerie all’impresa T&P per un ammontare di 50 mln di euro (giudicati da molti solo iniziali).
Le stranezze sarebbero tante.
Le ha passate in rassegna, Gianfranco Giuliante, illustrando i documenti reperiti:«una impresa inattiva fino al 31 maggio 2009. Il primo giugno la T&P presenta domanda di inizio attività. Il 4 successivo viene ceduta per 1.250 euro da Walter Tirimacco a Claudio Pangrazi, che lavora nella cava di Paganica, mentre il trasferimento delle quote presso il registro ditte della Camera di commercio avviene l’11 giugno, proprio il giorno prima della delibera di affidamento dei lavori». Quello che Giuliante ha definito un percorso «inquietante» ruota intorno a due domande di fondo: «la Giunta era competente per deliberare un atto di gestione come questo affidamento diretto?» e «è possibile che un’azienda, che era inattiva, abbia i requisiti soggettivi per essere affidataria di un tale appalto?».
Cento imprese unite danno vita al Consorzio Costruzioni di Confartigianato
Oltre cento imprese delle filiera delle costruzioni hanno dato vita al “Consorzio Costruzioni Confartigianato” pensato e programmato per rispondere operativamente alle necessità di ricostruzione emerse dopo il sisma del 6 aprile scorso, ma anche per creare un “Sistema d’imprese” forte ed efficace in grado di partecipare ad appalti pubblici e privati.
Oltre alle imprese del settore vedrà la partecipazione anche di tutte le professionalità necessarie come: ingegneri, architetti e geometri. Archiviata la prima fase si aprono ora possibilità lavorative enormi e quindi sarà necessaria una presenza forte nel sistema d’imprese che sappia relazionare con tutti gli Enti preposti.
“L’adesione di così tante ditte è andata oltre le nostre aspettative”, ha spiegato Flaviano Cosimati, segretario Confartigianato di Avezzano. “Dopo la costituente il primo obiettivo che ci siamo posti è quello di accreditarci al più presto come consorzio in modo tale da poter partecipare alla ricostruzione, ma anche di rispondere ad altre gare pubbliche o private”.
I relatori, il segretario Cosimati, insieme a Gianfranco Oligeri coordinatore della Consulta Nazionale dei Consorzi Confartigianato e ad Enrico De Cristofaro, esperto in appalti e ricostruzioni, hanno spiegato alle oltre cento ditte marsicane presenti, e a quelle provenienti da Sulmona che hanno voluto aderire al consorzio, che in questo momento stare insieme è fondamentale poiché il mercato ha bisogno di interlocutori in grado di operare a 360 gradi, e il consorzio costituitosi possiede proprio quest’arma vincente.
Già da subito il consorzio sarà in grado di rispondere a gare di appalto senza limiti in quanto verrà supportato in ATI dalla consulta nazionale dei consorzi confartigianato che avrà comunque l’obbligo di far lavorare solo le imprese consorziate. Nell’assemblea si sono affrontati anche altri temi legati sia alla costituzione che all’attività vera e propria del consorzio e tra questi è stato posto l’accento sulla recente norma che fissa a 500.000 euro la soglia per indire appalti pubblici senza evidenza pubblica.