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Confcommercio: si aprano i rubinetti del credito

La Confcommercio ritorna sul problema del credito alle imprese e punta il dito sul sistema bancario, chiamato ancora una volta a fare la sua parte.

Gli Istituti di Credito, spiega il Presidente provinciale della Confcommercio, Roberto Donatelli, non devono chiudere il rubinetto del credito alle imprese.

Quanto fatto fino ad oggi, compreso la moratoria sui debiti, accordo fatto con l’obiettivo di consentire al sistema produttivo di poter superare la fase di maggiore difficoltà e arrivare al momento della ripresa economica nelle migliori condizioni possibili, non basta: serve molto di più.

I tempi fra la richiesta di finanziamento e l’erogazione dei soldi sono infatti troppo lunghi. Le richieste di finanziamento presentate alle banche dai nostri Confidi, con garanzie che molte volte superano il 50%, giacciono inevase per mesi e mesi.

Dare credito alle imprese e snellire i tempi delle erogazioni significa salvare decine e decine di aziende e centinaia di posti di lavoro.

Ricostruzione: non andrà versato alcun anticipo

Il vice-capo della Protezione Civile De Bernardinis ha assicurato che i contributi per le riparazioni delle case saranno versati direttamente all’apertura del cantiere.

In particolare, per le abitazioni classificate B, C, E, varrà la seguente procedura:

  1. La richiesta di contributo va presentata al Comune insieme al contratto stipulato con l’impresa;
  2. il primo 25% del contributo viene versato appena l’impresa apre il cantiere e affigge il cartello con tutte le indicazioni, compresi i tempi dei lavori;
  3. la seconda e terza rata del contributo (entrambe pari a un 25% dell’importo totale) vengono erogate secondo due distinte fasi di avanzamento dei lavori, controllate sempre dall’Ufficio tecnico comunale;
  4. alla conclusione dei lavori verrà erogato all’impresa il restante 25% del contributo.

Crisi economica e rischio usura

Da Ascomfidi Marsicana:

Non c’è dubbio che la crisi economica sia un pericoloso volano per il diffondersi dei fenomeni legati all’usura. Le imprese sono strette fra il calo della domanda, ritardo nei pagamenti da parte dei clienti oltre che della pubblica amministrazione, e un sistema creditizio che si è irrigidito, rigidità di cui soffrono particolarmente le piccole e medie imprese.

La difficoltà di reperire finanziamenti potrebbe spingere qualche imprenditore, più debole o esposto più degli altri, a percorrere vie extrabancarie nell’illusione di poter abolire la crisi economica da un lato e le regole bancarie sempre più rigide dall’altro.

Ma quello che sembra un aiuto in realtà può essere l’inizio di una spirale che travolge imprenditori e famiglie nelle maglie della criminalità organizzata.

Alle Forze dell’Ordine chiediamo di continuare a vigilare come già stanno facendo, alle banche e agli enti pubblici chiediamo di aiutarci a prevenire il fenomeno con tutti i mezzi possibili.

Al di là degli obblighi imposti da Basilea, gli istituti di credito devono porsi il problema di garantire una normale operatività alle imprese soprattutto a quelle che vogliono investire per innovarsi e crescere.

Importante il ruolo delle Cooperative di Garanzia delle Associazioni di Categoria nel sostegno ai soggetti a rischio che potrebbero essere dotate di un fondo rischio speciale per allontanare lo spettro dei prestiti usurai.

Confcommercio è direttamente impegnata sul fronte della lotta all’usura per questo ritiene che l’attivazione presso le Prefetture degli Osservatori sul Credito, vanno nella giusta direzione.

Il decreto anti-crisi ha infatti assegnato ad ogni Prefettura il compito di costituire al proprio interno un centro di controllo che dovrà fungere da Osservatorio e contemporaneamente facilitare il rapporto banca-impresa.

Imprese che da parte loro, possono segnalare attraverso una specifica modulistica, comportamenti degli istituti di credito che ritengono lesivi dei propri diritti.

Terremoto: chiesti tassi anche dell’8,9% per la ricostruzione

Eccole qua, le banche “vicine ai cittadini”.

Dall’agenzia ANSA:

L’AQUILA – Tassi di interesse dell’8,50 e dell’8,90 per cento sono stati proposti da due grandi banche a un cittadino aquilano che aveva chiesto piccoli prestiti fiduciari finalizzati alla ristrutturazione dell’abitazione danneggiata dal terremoto.

Le richieste sono documentate da filmati realizzati con una telecamera nascosta per un’inchiesta giornalistica; la Prefettura del capoluogo ha chiesto di avere la registrazione.

Da un’indagine condotta dal responsabile locale dell’emittente televisiva regionale “ATV7″, Gianfranco Sciarra – egli stesso danneggiato dal terremoto – è emerso che il tasso di interesse praticato per piccoli prestiti è pari o superiore all’8,50 per cento in quei due istituti di credito.

L’inchiesta è stata mandata in onda nella trasmissione “Sotto le colonne”, con riferimento ai portici dell’Aquila, che storicamente rappresentano il salotto della città dove è solito discutere di politica, cultura, sport e attualità in generale.

A causa della mancata liberatoria da parte degli intervistati non sono stati divulgati i nomi delle due banche, ma sono evidenti le dichiarazioni fornite dagli addetti.

Il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, è vice Commissario delegato con funzioni vicarie per l’emergenza terremoto in Abruzzo. Secondo quanto si è appreso, il filmato – richiesto dall’ufficio stampa della Prefettura – sarà consegnato lunedì prossimo.

Enel: “rimborseremo le bollette”

Enel rassicura i propri clienti del gas e dell’elettricità residenti nelle zone colpite dal sisma, con domiciliazione sul conto corrente bancario o postale del pagamento della bolletta: sono in corso accordi con le Poste e le banche per fare in modo che importi eventualmente addebitati siano loro riaccreditati con uguale data e valuta.

Gli eventuali addebiti – fa sapere Enel – sono relativi a bollette emesse prima del sisma, ma con scadenza successiva, che non era tecnicamente possibile bloccare, vista la numerosità di banche e utenze coinvolte. Enel si scusa per il disagio e ricorda di aver prolungato da 2 a 4 mesi la sospensione dei termini di pagamento delle bollette per tutti i comuni censiti come aree terremotate (vedi elenco), in base al decreto legge del 16 aprile 2009.

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