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Un terzo dell’8 per mille all’Abruzzo

Quasi un terzo dello stanziamento del fondo dell’8 per mille per il 2009 andrà a interventi straordinari in Abruzzo: 14,7 milioni di euro su quasi 44 milioni. A prevederlo è lo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri trasmesso alla Camera per l’esame in commissione Bilancio.

La dotazione complessiva derivata dalla quota di Irpef destinata dai cittadini allo Stato è di 43.969.406,39 euro, con un più che sostanzioso incremento rispetto al 2008 quando fu di 3.542.043,21 euro. Le domande per l’assegnazione sono state 974, selezionate attraverso “un’attenta valutazione delle tipologie di interventi” per cui sono stati richiesti i finanziamenti, si legge nel decreto.

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Manifestazione all’aeroporto di Preturo

È sempre più caldo il fronte della protesta finalizzata alla modifica del decreto Abruzzo che oggi verrà discusso alla Camera.

Ieri, di fronte all’aeroporto di Preturo, una delle strutture strategiche del G8 di luglio, rappresentanti delle istituzioni locali e sindaci del cratere hanno manifestato pacificamente, tornando a chiedere l’inserimento di emendamenti decisivi allo strumento legislativo già approvato in Senato.

«Non vogliamo creare problemi – ha esordito la presidente dell’amministrazione provinciale dell’Aquila Stefania Pezzopane – ma non vogliamo nemmeno che il Governo si concentri esclusivamente sull’organizzazione del G8, dimenticando chi è ancora nelle tende e sulla costa.

Vogliamo solamente che la Commissione Ambiente modifichi il decreto così come ci era stato promesso dallo stesso Berlusconi e sani il tradimento che è stato operato alle spalle degli abruzzesi e degli aquilani».

Risorse agli enti locali, rimborsi del cento per cento anche per la ricostruzione delle seconde case e dei centri storici, istituzione della zona franca e salvaguardia dei beni culturali sono i cinque punti che si chiede al Parlamento di inserire nel decreto sul terremoto numero 39 «dal quale – ha aggiunto il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis – dipende il futuro di una città capoluogo di regione e di decine di Comuni. Chiediamo solamente certezze e che si dia seguito a quelle promesse che è stato lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi a fare quando è stato all’Aquila. Se ci sono i soldi, lo scrivano nel decreto: si stima che occorrano almeno dieci miliardi di euro per la ricostruzione. Tutti devono aver ben chiaro che il tragico evento che ha colpito L’Aquila è qualcosa di unico nella storia».

Nel pomeriggio di ieri è stata diffusa una nota a firma del sottosegretario Letta nella quale veniva garantito il rimborso anche per le seconde case: «Mi fido di quanto dice Letta – ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – ma non vorrei che queste dichiarazioni siano estemporanee per tenere calmi gli animi fino al G8. Berlusconi ha fatto delle promesse, chiediamo solo che adesso le mantenga».

(fonte: Il Tempo)

Terremoto, oggi pomeriggio manifestazione a L’Aquila

I rappresentanti provinciali di Confindustria, Apindustria, Confcommercio, Confesercenti, CGIL, CISL, UIL, Coldiretti, CIA, Direzione Regionale del Lavoro, INPS, Camera di Commercio, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri e diversi soggetti economici hanno aderito alla manifestazione che si terrà oggi alle ore 16.30 alla Villa Comunale, organizzata dalle Istituzioni (Provincia e Comuni) e aperta a tutti i cittadini.

L’adesione ufficiale è stata annunciata ieri dalle diverse categorie, durante un incontro organizzato dalla Presidente della provincia Stefania Pezzopane per coinvolgere il tessuto produttivo e professionale locale nell’opera effettiva della ricostruzione.

“Sono convinta” – ha esordito la Presidente all’incontro – “che le proposte debbano partire dal territorio e che noi abbiamo intelligenze e conoscenze da spendere. Tramite progetti credibili dobbiamo riuscire a coagulare inoltre grandi nomi dell’architettura, ingegneria, geologia, urbanistica ecc.

E’ nostra intenzione, come istituzione, favorire con questo ed altri incontri, un lavoro coordinato con i corpi intermedi della società e con gli stessi cittadini che rappresentano.

Molti e utili i suggerimenti e contributi che sono venuti dall’incontro di oggi e che saranno recepiti all’interno delle proposte che la Provincia porterà all’attenzione degli interlocutori governativi.

Sul decreto inoltre, con la manifestazione di mercoledì, dobbiamo esprimere in maniera composta e decisa la nostra volontà di non cedere sui punti più decisivi per il nostro futuro. Invito tutti ad aderire”.

Il decreto, già passato al Senato, sarà discusso alla Camera il 15 giugno. L’obiettivo della manifestazione di mercoledì 3 giugno è dunque quello di alzare l’attenzione sugli emendamenti presentati, considerati irrinunciabili e di informare i cittadini.

Ecco i cinque punti: più risorse per la Zona Franca Urbana (45 milioni di euro per 4 anni sono del tutto insufficienti), estendere il diritto al risarcimento anche ai non residenti, inserire più fondi per i beni culturali (finora è stata trovata la copertura finanziaria solo per 44 monumenti, a fronte degli oltre 1000 danneggiati), più risorse anche per la ricostruzione dei centri storici, restituire pieni poteri agli enti locali e infine risarcire a Comuni, Provincia e municipalizzate i mancati introiti dovuti all’impossibilità di riscuotere i tributi.

Terremoto: richieste correzioni al Decreto Abruzzo

L’Aquila. La Provincia, i Comuni dell’area del cratere e alcuni rappresentanti della Regione Abruzzo, nel corso di un incontro tenutosi presso la Villa Comunale, hanno avanzato la richiesta di rivedere cinque punti considerati critici del cosiddetto “Decreto Abruzzo”.

  • Residenti. Occorre cancellare dal decreto, nella parte relativa alla ricostruzione degli immobili, la parola “residenti” per garantire il risarcimento del danno anche ai non residenti.
  • Seconda casa. Va specificato in maniera esplicita che la ricostruzione non riguarda solo la prima abitazione ma anche la seconda casa.
  • Beni culturali. Va inserito un articolo relativo ai beni culturali pubblici e privati, assegnando alla ricostruzione somme adeguate.
  • Zona Franca Urbana. E’ necessario un finanziamento maggiore rispetto ai 45 milioni previsti per quattro anni. Inoltre, è necessario risarcire gli imprenditori che hanno edifici distrutti o danneggiati.
  • Comuni. Occorre prevedere risorse per Comuni e municipalizzate, al fine di compensare i mancati introiti.

Un disastro annunciato

Da Cronache di Liberal:

Un disastro annunciato. Ecco cosa è stata l’ecatombe del patrimonio monumentale dell’Aquila, cominciata con la grande scossa del 6 aprile e proseguita con lo sciame sismico successivo. Un disastro annunciato. Perché è vero, non si possono prevedere i terremoti, però si possono prevedere i danni che un sisma come quello che ha colpito l’Abruzzo riesce a infliggere sul patrimonio artistico e monumentale. E si può intervenire per tempo, sulla qualità del restauro e della manutenzione.

Invece nessuna soprintendenza o direzione regionale in Italia aveva inserito negli ultimi piani di spesa triennale del ministero, tra le iniziative urgenti, le attività di studio e verifica sismica del patrimonio culturale. Nessuna, ad eccezione di Calabria ed Emilia Romagna. E questo malgrado dal 2003 esista un’ordinanza della protezione civile che obbliga questi enti a verifiche antisismiche; malgrado che il direttore generale dei Beni Culturali Roberto Cecchi avesse mandato nel 2004 e nel 2007 due circolari di sollecito; malgrado che il 70% del patrimonio aquilano fosse considerato a rischio; malgrado che il 60% dei beni culturali in Italia – 140-150 mila edifici secondo stime di massima – sia considerato a rischio sismico.

(Fonte: Liberal.it – continua a leggere)

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