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Sodalizio camorristico con famiglia rom di Avezzano
È di 8 arresti il bilancio dell’operazione antidroga condotta dai carabinieri di Rieti che ha permesso di sgominare un presunto sodalizio criminale tra la famiglia Morelli di Rieti e potenti clan camorristici campani.
Il blitz è scattato dopo un anno di indagini del reparto operativo dei carabinieri di Rieti e ha portato all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere.
Secondo quanto reso noto oggi nel corso di una conferenza stampa presso il comando provinciale dei carabinieri di Rieti, i Morelli, famiglia Rom proveniente da Avezzano, inizialmente si erano stabiliti a Borgorose per poi stabilizzarsi a Rieti, dove avevano avviato attività commerciali di vario genere, da bar a bancarelle per la vendita di frutta.
Negli ultimi anni una consistente componente della famiglia Morelli avrebbe iniziato a dedicarsi allo spaccio di cocaina, allancciando legami criminali con potenti clan della camorra campana.
Camorrista latitante arrestato ad Avezzano
E’ stato arrestato ad Avezzano un camorrista casertano, Nicola Loffredo di 42 anni, ricercato da mesi perchè destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dal tribunale di Napoli.
L’uomo deve scontare quattro anni di reclusione. E’ considerato un elemento di spicco del clan camorristico Farina – Amoroso, che opera nel maddalonese.
Il 42enne è accusato di detenzione abusiva di armi e munizioni oltre che di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Rintracciato in una abitazione di Avezzano, non ha opposto resistenza.
Droga e camorra: coinvolti nomi eccellenti nell’inchiesta marsicana
Spuntano nomi eccellenti nell’inchiesta della Procura di Avezzano “Ultima cena 2″. Nell’operazione dei carabinieri che avrebbe scoperto un traffico di droga dalla camorra alla Marsica sarebbero coinvolti come consumatori anche numerosi professionisti e imprenditori marsicani: ciò emergerebbe dalle intercettati eseguite nel corso delle indagini.
Intanto sono stati sottoposti a interrogatorio di garanzia i due arrestati: Michele Gallo, 58 anni, di Torre Annunziata (Napoli), ritenuto vicino all’omonima famiglia camorristica dei “Gallo Cavalieri”, e Vittorio D’Ovidio (35), di Celano. Secondo l’accusa, la droga arrivava dai clan camorristici di Torre Annunziata.
Scoperto traffico di cocaina fra la Campania e la Marsica
I Carabinieri delle Compagnie di Avezzano e Torre Annunziata hanno stroncato un’ articolata e ramificata rete di spaccio di sostanze stupefacenti nel corso di una operazione conclusasi con l’arresto di due persone.
Circa cinquanta militari dell’ Arma di Avezzano, supportati dai colleghi campani e con l’ ausilio di unità cinofile di Chieti, hanno eseguito le due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 58 enne di Torre Annunziata e di un 35enne di Celano.
Le due operazioni, denominate “Ultima cena 1″ e “Ultima cena 2″, hanno permesso di stroncare un’ articolata rete di spaccio di droga tra la Campania e la Marsica con il coinvolgimento di numerosi acquirenti di Celano. Le indagini hanno accertato che la droga, proveniente dall’ hinterland di Torre Annunziata, era gestita da clan camorristici.
Ricostruzione, revocato il certificato antimafia alla “Impresa Di Marco srl”
“Abbiamo ritenuto che vi siano indizi di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata sicialiana”. Questa la motivazione con cui il Prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli ha revocato il certificato antimafia alla società “Impresa Di Marco Srl” con sede a Carsoli, impegnata in lavori di scavi e movimentazione terra nel cantiere di Bazzano e Cese di Preturo in cui si stanno realizzando le case antisismiche.
“Si è trattato di una misura preventiva e non giudiziaria – ha detto il Prefetto dell’Aquila – presa a ragion veduta e motivandola con elementi che ci sono stati forniti dalle forze dell’ordine impegnate nella verifica delle ditte impegnate nelle attività di ricostruzione post-terremoto”.
Il fantasma di Ciancimino dietro la ricostruzione post-terremoto?
«I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il “tesoro” di Vito Ciancimino».
E’ questa la notizia che qualche giorno fa era stata lanciata dalle pagine del quotidiano La Repubblica, in un articolo di Attilio Bolzoni. Ma il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli ha assicurato che gli accertamenti e i controlli sono continui e non c’è nulla di cui temere.
Repubblica, però, ha ricostruito tutto l’intreccio di ditte, vincitori, amicizie e collegamenti che gettano così le prime ombre sulla ricostruzione della città. Una ricostruzione che fin dal principio aveva creato preoccupazioni e perplessità, tanto che a vigilare sarà una commissione parlamentare antimafia.
Bolzoni fa il nome di Dante Di Marco, imprenditore di Carsoli di 70 anni, che si è aggiudicato l’appalto per le piattaforme di cemento di Bazzano dove sorgeranno le nuove case antisismiche, insieme all’associazione temporanea di imprese.
«La capogruppo», si legge nell’articolo di Repubblica, «era la “Prs, produzione e servizi srl” di Avezzano, la seconda ditta era la “Idio Ridolfi e figli srl” (anch’essa di Avezzano, sta partecipando anche ai lavori per la ristrutturazione per il G 8 dell’aeroporto di Preturo), la terza era la “Codisab” di Carsoli, la quarta era l’impresa “Ing. Emilio e Paolo Salsiccia srl” di Tagliacozzo e la quinta l’”Impresa Di Marco srl” con sede a Carsoli, in via Tiburtina Valeria km 70».
(fonte: PrimaDaNoi – continua a leggere)
Non ancora pronto l’elenco-bis dei comuni terremotati
Il nuovo elenco dei comuni terremotati è ancora allo studio della Protezione civile, che sta valutando la documentazione inviata dai Comuni interessati: la pubblicazione del nuovo – e definitivo, si spera – elenco dovrebbe essere comunque imminente.
Fra i comuni che quasi certamente verranno inclusi nel nuovo elenco Sulmona e alcuni centri del comprensorio della Val Peligna.
Gira voce che l’elenco possa comprendere più “fasce” terremotate, almeno due, con agevolzioni e interventi differenziati a seconda della “fascia” di appartenenza.
In questo caso chiaramente Sulmona e gli altri centri più lontani dall’epicentro del sisma del 6 Aprile avrebbero diritto a minori agevolazioni rispetto a L’Aquila e agli altri comuni maggiormente colpiti: una mossa ragionevole, che eviterebbe l’eccessiva dispersione dei fondi destinati alla ricostruzione e la “prodigiosa” moltiplicazione dei comuni “terremotati” – a questo proposito ricordo che dopo il sisma dell’80 in Irpinia i comuni “terremotati” – e quindi aventi diritto ai fondi per la ricostruzione - passarono nel giro di poco tempo da meno di 40 a più di 600, consentendo sia speculazioni clientelari da parte dei politici locali sia l’esplosione del fenomeno camorristico: uno scandalo, una vergogna che qui non deve ripetersi.