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Riaprono i locali a L’Aquila

Con la riapertura del primo locale cittadino, alle porte della zona rossa, il centro storico de L’Aquila torna a vivere anche di sera.

Centinaia di persone, saluteranno oggi il ritorno al lavoro della cantina “Ju Boss” aperta dal 1881 in un luogo simbolo della citta’, piazza Regina Margherita.

Sempre oggi, in un’altra zona simbolo, piazza Duomo, apre lo storico bar Nurzia, che per la visita dei grandi del G8 aveva esposto un cartello con scritto “Chiuso il 6 aprile – riapre?”.

Abruzzo, piano casa: ecco cosa prevede la legge

Il provvedimento di legge votato ieri dal Consiglio regionale d’Abruzzo rappresenta l’atto di competenza regionale nel più generale Piano Casa votato dal Governo la settimana scorsa e concordato con le Regioni in sede di Conferenza.

Il Piano Casa Abruzzo, che dunque va ad integrare quello nazionale, ha espressamente escluso i sottotetti e gli incentivi alle attività ricettive turistiche che, come hanno spiegato i consiglieri Luca Ricciuti e Berardo Rabbuffo, ”saranno approvati con leggi regionali ad hoc”.

Il Piano Casa è essenzialmente tarato su abitazione residenziale. I privati potranno ampliare fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati. Capitolo importante è stato riservato alla demolizione e ricostruzione: i privati che abbattono le abitazioni possono ricostruire fino a un massimo del 65% di cubatura in più.

Si tratta di una percentuale di premialità, nel senso che si può arrivare al 65% di maggiore cubatura solo se le nuove costruzioni sono realizzate con particolari materiali di bioedilizia elevando un edificio catalogabile in classe energetica B.

Le norme riportate nel Piano Casa non si applicano alle aree vincolate di qualunque genere, come pure nelle zone ”A” di centro storico. I Comuni che vogliono avvalersi delle norme del Piano Casa, sono tenuti a recepire la legge con atto deliberativo del Consiglio comunale entro 120 giorni dall’entrata in vigore e in ogni caso gli incentivi hanno valore di 24 mesi.

Per i comuni inseriti nel cratere del terremoto, gli incentivi della presente legge hanno una validità maggiore, pari alla durata dello stato di emergenza superiore anche ai 24 mesi.

(fonte: ASCA)

L’Aquila, cinque anni per ricostruire il centro storico

Da Il Tempo:

«Occorreranno non meno di cinque anni per ricostruire il centro storico dell’Aquila». E’ questa la dichiarazione rilasciata dal sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso ieri mattina in occasione della riapertura di Corso Federico II, che da due mesi a questa parte era una delle strade del centro storico che facevano parte della zona rossa.

«E’ bene non illudere e prendere in giro nessuno -continua Bertolaso – qua bisogna fare un lavoro molto difficile e complicato, che richiede anche un’analisi dettagliata, un piano collettivo di interventi e di nuova urbanizzazione, e poi fare quei lavori seri che bisogna fare. Premesso questo, la riapertura di questo tratto di centro storico è una buona base di partenza per continuare però con cose concrete, non a chiacchiere, per definire tutte le misure per la riapertura del centro storico».

Alla manifestazione hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, contestato da alcuni partecipanti, il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, promotore della riapertura, ed il Presidente della Provincia Stefania Pezzopane, oltre ai tanti aquilani accorsi per l’occasione anche dagli alloggi temporanei sulla costa adriatica.

Notevole è stato il dispiegamento di Vigili del Fuoco e Polizia, necessari al fine di evitare che i curiosi aggirassero le restrizioni, addentrandosi nelle zone limitrofe ancora non poste in sicurezza e quindi potenzialmente pericolose.

Tantissimi i cittadini arrivati fino in Piazza Duomo accompagnati dalle squadre dei Vigili, che hanno calpestato dopo mesi il lastricato della storica piazza, con gli occhi lucidi ed il fiato spezzato dalla commozione, e si sono sentiti di nuovo a casa. Tante le persone giunte anche da altre regioni per vedere i lavori di ricostruzione dell’Aquila.

Aggiungo, per completezza, che la porzione di centro storico riaperta ieri è di fatto aperta solo di giorno: ogni sera dalle 22:00 l’area sarà nuovamente transennata e off-limits fino al mattino successivo. Si tratta quindi, almeno per ora, di una riapertura simbolica.

Come cambia il decreto “Abruzzo” – parte 2 di 2

Il decreto relativo al terremoto che ha colpito l’Abruzzo arriverà in aula martedì prossimo. Il testo è quello, integrato da vari emendamenti presentati dal governo, approvato dalla Commissione Ambiente del Senato.

Di seguito un riassunto dei punti più significativi (seconda parte: la prima è stata pubblicata ieri).

Espropri.

I terreni da espropriare saranno pagati a prezzo di mercato, secondo la destinazione d’uso stabilita dai piani in vigore prima del sisma.

I centri storici.

I piani di ricostruzione del centro storico della città saranno attuati dal Comune.

Zone franche.

Introdotta la possibilità per il Cipe di istituire zone franche urbane all’interno della provincia de L’Aquila, previa autorizzazione dell’Unione Europea, che prevedono agevolazioni fiscali per le piccole e micro imprese che lavorano nel territorio aquilano e nei Comuni colpiti dal sisma. Per le piccole e medie imprese spuntano anche ritocchi all’accesso al fondo di garanzia.

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