Articoli marcati con tag ‘classe dirigente’
Le responsabilità dei politici e quelle degli elettori
Stamattina è stato arrestato l’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni, nell’ambito di una inchiesta sui rifiuti partita nel 2008.
Siamo alle solite: ora scoppieranno le solite polemiche, bisognerà capire se l’arresto è motivato o se siamo di fronte all’ennesimo caso di protagonismo giudiziario, se non si tratta dell’ennesima faida politica combattuta per interposta magistratura o se invece, dopo gli arresti motivati di amministratori di centro-sinistra, ora l’Abruzzo debba assistere all’arresto motivato di amministratori del centro-destra, più o meno sempre per gli stessi motivi.
Una cosa è certa: la classe politica regionale (di destra e di sinistra) come pure la classe dirigente in generale, al di là delle eventuali responsabilità penali, non è all’altezza del suo compito, e quindi finisce automaticamente anche per essere al di sotto di ogni sospetto – ma se sono degli incapaci e dei cialtroni, come mai vengono regolarmente eletti e continuano ad avere in mano il governo della regione?
Come mai gli abruzzesi continuano a votare (sia pure con sempre minore convinzione, come dimostrano le alte percentuali di astensione dal voto) una classe politica che a destra come a sinistra pare composta in larghissima parte da gente adatta al massimo a gestire un (piccolo) condominio, non certo una Regione coi problemi che ha l’Abruzzo?
Possibile che il voto clientelare e quello ideologico (due grandi jatture) facciano tuttora la parte del leone, nonostante i disastrosi risultati ormai da tempo sotto gli occhi di tutti?
Quando, finalmente, i cittadini cominceranno a votare nel proprio interesse? Prima ancora: quando gli abruzzesi cominceranno a riconoscere qual è il proprio interesse, e a consideralo preminente rispetto a quello delle varie cordate di politici di mezza tacca che infestano le amministrazioni locali, dalla Regione fino ai Comuni?
Francamente, sono pessimista. Non vedo grossi segnali in questa direzione, vedo solo crescere delle proteste di stampo qualunquista quando non addirittura neo-squadrista, ma non vedo farsi strada nessuna reale consapevolezza politica.
Il rischio è che porzioni sempre più ampie di elettorato vengano strumentalizzate da partiti e gruppi interessati in realtà non a dare risposte concrete ai problemi sul tappeto ma solo ad acquisire dei vantaggi elettorali nel breve termine: sarebbe davvero un cadere dalla padella nella brace, rimandando ancora più in là nel tempo la possibilità di risolvere i problemi dell’Abruzzo e degli abruzzesi.
Terremoto, Bertolaso: non si chiami fatalità ciò che si poteva evitare
‘La classe dirigente di cui sono parte non ha saputo evitare tanti lutti”. A scriverlo è Guido Bertolaso, commissario straordinario per il terremoto dell’Abruzzo, in una lettera pubblicata integralmete dal settimanle Left, in edicola oggi.
Nella lettera inviata al padre di una vittima del terremoto de L’Aquila, il capo della Protezione Civile parla di ”omissioni colpose” e di ”irresponsabilità colpevoli”.
Ma il commissario straordinario, spiega una nota della rivista, non fa i nomi e cognomi e si accende la protesta dei parenti lasciati soli.
”Mi assumo la piena responsabilità di ciò che ho fatto e che faccio, insieme a quelle di chi non ha fatto – denuncia Bertolaso nella email – e non ha assunto responsabilità quando doveva farlo per evitare la morte di persone innocenti”.
Sul banco degli imputati finisce un’intera ”classe dirigente che – si legge nella lettera pubblicata da Left – non ha saputo fare ciò che era possibile per evitare lutti e dolori a tante, troppe persone”. E conclude: ”E’ giusto che non si chiami fatalità o disgrazia ciò che poteva essere evitato”.
(fonte: ASCA)