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Crolla il prezzo della patata agria, coltivatori del Fucino in crisi

Il mercato della patata agria delude le aspettative degli agricoltori marsicani. Pensavano di risollevare i bilanci delle loro aziende grazie ai prezzi sostenuti della celebre patata sponsorizzata da Gerry Scotti, invece il prezzo dell’agria è crollato passando da 15 a 12 euro al quintale. Rimane fermo in questo periodo anche il mercato del finocchio, totalmente invenduto in alcuni casi.

Sono molti i fattori che stanno mettendo in crisi i coltivatori in questo periodo. Al cattivo tempo di inizio stagione, per il quale è stato richiesto lo stato di calamità naturale, si deve aggiungere il crollo dei prezzi che ha costretto molti a vendere la patata agria a 12, 13 euro al quintale, contro i 15 degli anni precedenti.

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Prezzo delle patate, incontro ad Avezzano

“Il problema di fondo nel Fucino è l’associazionismo dietro il quale si celano i commercianti che, usufruendo dei benefici che spetterebbero agli agricoltori, acquistano e lavoro prodotti importati dall’estero”, ha spiegato Lobene. “Noi cercheremo di sensibilizzare la Regione e l’Arssa affinchè controllino minuziosamente l’arrivo delle merci sul territorio, tendendo così una mano agli agricoltori. Ci devono essere più controlli sulle etichettature, i commercianti devono fare il loro lavoro, così come i contadini, senza però eludere la legge con raggiri vari”.

Ad accendere gli animi degli agricoltori negli ultimi giorni è stato soprattutto il crollo del prezzo delle patate. Mentre infatti nel Fucino un quintale di patate viene venduto a 8 euro, a Viterbo ci vogliono 18 euro per acquistare lo stesso quantitativo e a Bologna invece 19. Non è migliore la situazione per quanto riguarda le patate importate. Quelle della Repubblica Ceca stanno sui 12 euro al quintale, mentre le francesi arrivano a 16 euro e le tedesche a 23 euro.

Intanto è tutto pronto all’Arssa per l’incontro di sabato pomeriggio durante il quale il senatore Filippo Piccone e il consigliere Antonio Del Corvo incontreranno, insieme alle associazioni di categoria, gli agricoltori per ascoltare le loro esigenze e trovare insieme una soluzione al problema delle importazioni non regolari.

“La Regione Abruzzo sta già intervenendo sulla questione con una serie di controlli sulle etichettature dei prodotti realizzati con patate importate”, ha spiegato il consigliere regionale Antonio Del Corvo, presidente della commissione agricoltura. “Ho già incontrato personalmente le associazioni di categoria, in merito alle attività della commissione che presiedo, e sabato insieme ascolteremo la voce degli agricoltori per capire come intervenire sul problema”.

“Maggiore tutela per le colture del Fucino”

La Presidente della Provincia Stefania Pezzopane si schiera al fianco dei produttori di patate del Fucino. La presa di posizione della Pezzopane arriva dopo la denuncia, di qualche giorno fa, di 400 produttori del Fucino che lamentavano scarsa tutela e valorizzazione di un prodotto considerato doc e un valore assoluto per questa terra.

Prezzi imposti dalle ditte di trasformazione, concorrenza sleale e altre problematiche elencate anche in una missiva al Presidente del Consiglio Berlusconi, hanno portato i produttori a chiedere immediati interventi alle istituzioni.

«Condivido pienamente le ragioni dei produttori di patate del Fucino. I prodotti della nostra terra – scrive la Pezzopane – prodotti doc, vanno tutelati, valorizzati e commercializzati con un marchio di origine che garantisca al tempo stesso produttori e consumatori circa la qualità e la provenienza.

La qualità degli ortaggi e delle patate della Marsica va protetta dalla concorrenza sleale, che sta mettendo in ginocchio i nostri agricoltori. I prezzi dei tuberi crollano e la qualità genuina dei prodotti locali non possono e non devono soccombere alla concorrenza.

(fonte: Il Tempo – leggi il testo integrale)

Agricoltura, il biologico cresce nella Marsica

E’ stato approvato, dalla direzione regionale agricoltura, l’elenco degli operatori agricoli nel settore biologico, che potranno accedere ai contributi della Comunità Europea.

Dei 120 agricoltori, 43 sono titolari di aziende biologiche, 23 dirigono aziende in corso di conversione, 32 utilizzano sia il metodo chimico che quello biologico a seconda dei prodotti e 22 sono gli imprenditori agricoli che esercitano la loro attività utilizzando prodotti provenienti da aziende ad agricoltura biologica con produzione certificata.

I 120 operatori svolgono la propria attività prevalentemente nel Fucino, ma non mancano alcuni di essi anche nei Piani Palentini ed in alcune zone della Valle del Giovenco.

(fonte: Il Centro)

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