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Terremoto, L’Aquila: così traslochi, autonoma sistemazione e indennizzi

Rimborsi per coloro che dovranno necessariamente vuotare le case, aumento del contributo per l’autonoma sistemazione e indennizzi per le aziende e i privati che hanno perso dei beni mobili o che sono stati obbligati a chiudere in occasione del G8. Ecco le direttive del Comune dell’Aquila.

- Traslochi e deposito mobili. Queste le principali novità introdotte dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri 3797 dello scorso 30 luglio. A coloro che hanno svuotato o dovranno svuotare i loro alloggi – eccezion fatta per i proprietari di immobili classificati A – sarà riconosciuto un rimborso fino a 5.000 euro per le spese di trasloco e per il deposito temporaneo dei mobili. Per ottenere il contributo, si dovrà presentare una richiesta al Comune (senza particolari formalità), allegando la documentazione fiscale delle spese sostenute.

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Terremoto L’Aquila, appalti: Cialente non ha tempo di rispondere. Trasparenza negata: interviene la polizia

Da PrimaDaNoi.it:

Una storia che sembra enorme, a tratti grottesca e pure incredibile. Con moltissimi lati oscuri e le strumentalizzazioni del caso. Tuttavia la mancata trasparenza non fa che alimentare dubbi e perplessità.
«Inquietante e sopra le righe il comportamento di Cialente: per questo chiediamo le dimissioni». Ha iniziato così, Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in Regione, la conferenza annunciata già ieri per chiedere le dimissioni del sindaco del capoluogo.
Sotto accusa la delibera di giunta n.154 del 12 giugno scorso (ancora impossibile da ottenere come fosse un documento dei servizi segreti) con la quale si affidano i lavori per il deposito e le operazioni di selezione delle macerie all’impresa T&P per un ammontare di 50 mln di euro (giudicati da molti solo iniziali).
Le stranezze sarebbero tante.
Le ha passate in rassegna, Gianfranco Giuliante, illustrando i documenti reperiti:«una impresa inattiva fino al 31 maggio 2009. Il primo giugno la T&P presenta domanda di inizio attività. Il 4 successivo viene ceduta per 1.250 euro da Walter Tirimacco a Claudio Pangrazi, che lavora nella cava di Paganica, mentre il trasferimento delle quote presso il registro ditte della Camera di commercio avviene l’11 giugno, proprio il giorno prima della delibera di affidamento dei lavori». Quello che Giuliante ha definito un percorso «inquietante» ruota intorno a due domande di fondo: «la Giunta era competente per deliberare un atto di gestione come questo affidamento diretto?» e «è possibile che un’azienda, che era inattiva, abbia i requisiti soggettivi per essere affidataria di un tale appalto?».

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L’Aquila, parte oggi la segnalazione degli alloggi sfitti

Da oggi, lunedi’ 29 Giugno, è possibile per i proprietari di immobili agibili nel territorio comunale de L’Aquila mettere i loro alloggi – a uso abitativo, dotati dell’impianto di riscaldamento e non utilizzati – a disposizione della Municipalità, affinché la medesima elabori una graduatoria e li assegni a coloro che hanno la casa inagibile.

Lo ha reso noto il sindaco Massimo Cialente, il cui avviso è stato pubblicato nell’albo pretorio dell’ente e sul sito internet istituzionale, in attuazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3769 del 15 maggio 2009.

Il provvedimento fissa i canoni di locazione, in relazione ai posti letto, che saranno a carico non degli affittuari, ma dello Stato. Al documento è allegato anche lo schema della risposta che gli interessati devono compilare per ufficializzare la propria disponibilità.

Terremoto, allevatori in ginocchio

Dopo il Cospa anche gli allevatori aquilani dell’Ara denunciano di essere “in ginocchio” in quanto “il Comune disattende l’impegno, del 22 maggio scorso, di comprare carne e latticini locali per le tendopoli”.

L’accordo stabiliva che il Comune si sarebbe rivolto all’associazione per acquistare carne e latte da produttori locali per approvvigionare i centri di accoglienza.

“All’associazione allevatori – denuncia l’Ara – è stato detto che il protocollo non può essere applicato senza procedure di evidenza pubblica”.

Astensionismo a L’Aquila: una valutazione

A spoglio dei risultati europei appena finito c’è già chi tenta di dipingere l’elevata percentuale di astensioni registrata nel capoluogo abruzzese come una “clamorosa forma di protesta” contro la politica in generale e i partiti di governo, accusati di non fare abbastanza per la ricostruzione, in particolare.

Viene sbandierato, in particolare, il dato del Comune de L’Aquila, dove quasi tre cittadini su quattro non si sono recati alle urne: solo il 27,9 degli elettori ha infatti votato, mentre la percentuale era stata del 73,1 nel 2004, ma questo dato va interpretato tenendo conto di alcuni fattori.

Innanzitutto, buona parte dei cittadini-elettori de L’Aquila (e dei comuni limitrofi) sono attualmente ospitati in strutture e alberghi lontani dalla città, spesso sulla costa teramana o pescarese: esisteva quindi un oggettivo problema logistico, la necessità di percorrere centinaia di chilometri fra andata e ritorno per poter esprimere il proprio voto nelle aree terremotate.

La distanza probabilmente per molti non avrebbe rappresentato un ostacolo insormontabile se il voto fosse stato anche amministrativo, ma per le note vicende nell’aquilano sabato e domenica si votava solo per le elezioni europee: ha pesato quindi la scarsa affezione e lo scarso interesse per le tematiche europee, rafforzata inoltre da una “scoperta” fatta nelle scorse settimane: l’Unione Europea eroga contributi pari al 100% del danno solo in caso di terremoti pari o superiori al grado 6.0 della scala Richter, mentre il sisma in Abruzzo è stato “solo” (si fa per dire) di grado 5.8 Richter: niente copertura totale, quindi, da parte delle istituzioni europee.

I fattori che hanno prodotto una così elevata astensione dal voto sono stati quindi tre: difficoltà logistiche per gli sfollati sulla costa; disaffezione/protesta nei confronti della UE, mancata concomitanza del voto amministrativo, decisamente più “sentito” di quello europeo.

Non mi pare reggere la tesi del giudizio negativo nei confronti del governo: il voto complessivo per il Comune de L’Aquila parla di un PdL al 54,75% (52,67% in provincia), di un PD staccatissimo al 19,63% (22,12% in provincia) e di un’IdV all’11,38% (10,10% in provincia) – non esattamente un voto “di protesta”, insomma.

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