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Vertice del PdL a Celano

Si sono riuniti ieri mattina a Celano i vertici del Pdl. La riunione, convocata per decidere le prossime azioni politiche tra le quali il rimpasto di giunta, divenuto necessario viste le dimissioni di Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, si è tenuta presso lo studio del coordinatore regionale Filippo Piccone e ha visto protagonisti il vicecoordinatore Fabrizio Di Stefanoe il governatore Gianni Chiodi.

E intanto Daniela Stati ha ufficializzato il suo passaggio a Fli, aderendo, quindi, al rispettivo gruppo consiliare. “Restero’ in maggioranza, ma con il mio gruppo non staro’ a guardare e interverremo su ogni provvedimento”- ha dichiarato l’ex assessore regionale all’Ambiente.

Alla conferenza non ha preso parte il coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto che ha inviato una nota nella quale spiegava la sua assenza, per impegni alla Camera.

“Mi sono sentita sempre di troppo all’interno del mio partito”, ha affermato Daniela Stati, “per questo passo a Fli, ma solo io. Non ho chiesto a nessuno di seguirmi. Ho fatto questa scelta e dovro’ lavorare molto. E’ un partito nuovo che spero riportera’ la politica tra la gente. In Regione- ha aggiunto – sono in maggioranza e continueremo a lavorare. Non sara’ pero’ una maggioranza silente, non alzeremo la mano a ogni provvedimento, altrimenti il mio spostamento non avrebbe senso”.

Daniela Stati: “Sono tutti stranamente di Celano”

L’ex assessore regionale all’ambiente, Daniela Stati, indagata nell’ambito dell’inchiesta rifiutopoli, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ad Avezzano, pur non entrando nel campo delle indagini in corso, ha affrontato diversi argomenti.

In merito all’utenza telefonica sotto controllo, la Stati ha specificato che “la mia utenza telefonica era sotto controllo perche’ io potevo essere oggetto di pressione di parte di altri soggetti”. Ma l’argomento più scottante affrontato è stato senz’altro quello della centrale termoelettrica a biomasse che la Powercrop vorrebbe realizzare nel nucleo industriale di Avezzano.

“E’ stato deciso di mettere un impianto a Biomasse ad Avezzano – ha affermato – senza che sia stato chiesto neanche il parere del Comune. Stranamente quando fu firmata l’intesa per la riconversione dello zuccherificio di Celano – ha aggiunto parlando del Piano che disponeva simultaneamente l’apertura dell’impianto a biomasse di Avezzano – il Comune di Avezzano non fu invitato, per la Provincia c’era il rappresentante Benito Marcanio che stranamente e’ di Celano, il Nucleo industriale, presieduto da Evelina Torrelli, diede parere favorevole e stranamente anche lei e’ di Celano, e infine anche Filippo Piccone diede l’ok, e stranamente allora era il sindaco di Celano”.

La Stati ha continuato a fare riferimenti a Celano anche per quanto riguarda l’Aciam, una della societa’ che gestisce i rifiuti nella Marsica. “Mi domando – ha dichiarato – come sia possibile che non possa esserci un presidente dell’Aciam di Avezzano. Invece c’e’ Luigi Ciaccia, stranamente di Celano, cognato di Filippo Piccone”.

Daniela Stati sposta i sospetti su Avezzano

Si chiama Power Crop l’altro affare nel settore rifiuti. L’impianto a biomasse da fare ad Avezzano. L’uragano Daniela Stati, l’ex assessore che sta chiaramente tentando di dilaniare il Pdl abruzzese, ne parlerà oggi.

Un appuntamento che arriva dopo le rivelazioni in Procura.La Stati è più che mai intenzionata ad affondare i vertici del suo ex partito che a suo dire non le hanno mostrato solidarietà dopo l’altra vicenda giudiziaria che l’ha travolta (le sue dimissioni conseguenza dell’inchiesta su Abruzzo Engineering che ha portato agli arresti del padre Ezio e del compagno Marco Buzzelli).

Un primo e sostanzioso assaggio l’ha dato in Procura a Pescara: tre ore di interrogatorio al termine del quale Trifuoggi ha detto che la Stati «ha fornito particolari molto interessanti».

L’ex assessore avrebbe raccontato di più interessi politico-economici sui rifiuti, ha presentato dossier e documenti e ha tirato dentro i vertici regionali del Pdl che a più livelli le avrebbero fatto pressioni considerandola una pedina (come emerge anche dall’ordinanza del gip).

Il prossimo sfogo è preannunciato per oggi alle 11,30 nell’ufficio avezzanese dell’ex assessore regionale ad Ambiente e Protezione civile. Il bersaglio, stavolta, lo fornirà la Power Crop (energia da coltivare).

Si tratta di un progetto per la creazione di una centrale a biomasse in località Borgo Incile, alla periferia della città marsicana. Impianto che dovrebbe bruciare 70 milioni di quintali di pioppi ogni anno e che dovrebbe sorgere in un terreno adiacente all’ex zuccherificio Saza di Avezzano (vecchia fabbrica acquistata dal pool di imprenditori vicini al senatore Filippo Piccone, secondo quanto emerge dalle carte della Procura pescarese).

Il piano Power Crop è nato per la riconversione di un altro zuccherificio, quello di Celano della società Sadam, chiuso da qualche anno.

Arrestato l’assessore regionale Lanfranco Venturoni

L’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni (Pdl), è stato arrestato questa mattina a Teramo dalla squadra mobile di Pescara guidata da Nicola Zupo.

Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Pescara a seguito di un’inchiesta sui rifiuti scattata nel 2008. Con Venturoni, arrestato anche il noto imprenditore Di Zio, proprietario della De.co, azienda del settore rifiuti. In tutto dodici gli indagati dell’inchiesta, tra cui i senatori del Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi e l’ex assessore Daniela Stati che deve rispondere di favoreggiamento.

Ai primi tre, invece, viene contesta la corruzione. Tra le accuse ipotizzate a vario titolo dalla Procura c’è anche l’istigazione alla corruzione. Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi non e’ indagato.

Le indagini che hanno portato agli arresti domiciliari per corruzione, peculato ed abuso d’ufficio nei confronti dell’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni, sono durate circa due anni.

Le indagini sono state condotte da un pool di tre magistrati della Procura di Pescara guidata dal procuratore capo, Nicola Trifuoggi, e i pm, Gennaro Varone e Annarita Mantini. Il gip che ha concesso le misure cautelari è Guido Campli.

Secondo gli inquirenti si tratta di una delle più grosse indagini mai fatte in materia sul territorio nazionale e certamente la più importante condotta dalla Procura di Pescara in merito ai rifiuti. Gli indagati stavano cercando di realizzare un inceneritore in Abruzzo.

Gli arresti di oggi sono parte dell’inchiesta madre dalla quale è stato stralciato il provvedimento che nello scorso agosto portò alle dimissioni l’ex assessore all’Ambiente della regione, Daniela Stati.

Stati: i motivi del passaggio al Gruppo misto

‘In questa fase per me di profonda riflessione, lascio il PdL per entrare a far parte del Gruppo Misto. Restero’, comunque, fedele al programma di governo del centrodestra ed al mandato ricevuto dagli elettori”.

Così Daniela Stati motiva l’abbandono del Pdl. “Dai banchi del Consiglio regionale saro’ sempre attenta alle scelte su tematiche riguardanti il mio territorio, la Marsica, la citta’ di Avezzano, l’intera provincia dell’Aquila” – ha aggiunto l’ex assessore regionale alla Protezione civile, dimissionaria a seguito del suo coinvolgimento nell’inchiesta sugli appalti post terremoto.

E proprio riguardo alle indagini su Abruzzo Engineering, confermando la fiducia nella Magistratura, Daniela Stati ha annunciato poi che si ”difendera’ non dal processo ma nel processo”, essendo stata ”l’unico Assessore a non aver affidato neanche un euro di lavoro ad Abruzzo Engineering”, ”braccio operativo non mio ma dell’assessore Castiglione”.

Daniela Stati lascia il PdL

L’ex assessore all’Ecologia e Protezione Civile lascia il gruppo del Pdl per entrare nel gruppo misto del consiglio regionale. “Non ho mai ricevuto solidarietà dai miei colleghi del Pdl –ha dichiarato Daniela Stati- Berlusconi ha fatto un’ordinanza a favore della società. Chiedo che venga qui in Abruzzo a confermare che io non ho mai chiamato lui o fatto pressioni al riguardo”.

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Appalti post-terremoto: Angeloni ai domiciliari

Arresti domiciliari anche per Vincenzo Angeloni, fino ad ora detenuto a Regina Coeli, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti post sisma pilotati a favore dell’Abruzzo Engineering, società di cui la Regione detiene il 60% delle quote e la Provincia dell’Aquila il 10%.

Nell’inchiesta e’ coinvolta anche Daniela Stati, assessore regionale dimissionario alla protezione civile, figlia di Ezio Stati, anche lui ai domiciliari da qualche giorno.

Resta ai domiciliari ad Avezzano il compagno di Daniela Stati, Marco Buzzelli. Nell’inchiesta figura anche anche Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex, societa’ del gruppo Finmeccanica, che controlla il 30% di Abruzzo Engineering, che ha l’obbligo di dimora nel Comune di Roma.

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