Articoli marcati con tag ‘decreto abruzzo’

Recupero tributi: per gli aquilani le tasse slittano al 1° Luglio 2010

Sessanta rate in 5 anni a partire dal 1º Luglio del prossimo anno. Questi i tempi a disposizione dei contribuenti aquilani per restituire le tasse non pagate nel 2009.

La sospensione dei termini slitterà quindi di sei mesi. L’ordinanza di proroga, che ancora non è stata dettagliata, comincia a prendere forma. La proroga riguarderà tutti, ma potrebbero essere stabilite differenziazioni tra i vari contribuenti.

Un primo passo nella giusta direzione: dai tempi strettissimi previsti inizialmente dal “Decreto Abruzzo” poi convertito in legge – 24 rate mensili (due anni) a partire dal 1° Gennaio 2010 – si passa ora a 60 rate mensili (cinque anni) a partire dal 1° Luglio 2010.

Spetta ora ai politici abruzzesi, locali e nazionali, spingere affinché anche i terremotati abruzzesi ottengano lo stesso trattamento fiscale di quelli marchigiani e umbri.

Terremoto: rinviato il recupero dei tributi sospesi in Abruzzo

È stata rinviata la data d’inizio del recupero di tributi e contributi finora sospesi in Abruzzo per il terremoto. Lo ha comunicato il ministero dell’Economia, spiegando che “è stato concordato tra il ministro Tremonti e il sottosegretario Bertolaso che, con ordinanza di Protezione civile, l’inizio del recupero dei tributi e contributi, finora sospesi, sarà rinviato”. È stato inoltre deciso – aggiunge il Tesoro – “che la durata del periodo di rateizzazione verrà più che raddoppiata”.

In pratica il periodo di rateizzazione, inizialmente di soli 24 mesi, sarà superiore ai 48 mesi. Per conoscere la data di inizio del pagamento dei rimborsi bisognerà attendere la pubblicazione dell’ordinanza preannunciata dal Governo e dalla Protezione Civile, ma in ogni caso la data del 1° Gennaio 2010 è stata cancellata.

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Piccone interviene sulla zona franca

Gli emendamenti presentati dai senatori Lusi e Legnini e respinti dal Senato non contenevano alcun dettato in merito all’istituzione della zona franca urbana ma si limitavano a chiedere l’ampliamento della dotazione del fondo presso il Ministero dell’economia e delle finanze per i prossimi quattro anni.

Vorrei ricordare ai senatori Lusi e Legnini che l’articolo 10 del Decreto n. 39, convertito lo scorso 29 giugno e meglio conosciuto come Decreto Abruzzo, già prevede, che il Cipe su proposta del Mef, provveda all’istituzione delle zone franche urbane.

Il modello preso a riferimento sarà quello francese introdotto in Italia dalla Finanziaria 2007 e modificato dalla manovra del 2008 con il fine di favorire l’integrazione nel tessuto socio economico delle popolazioni residenti in aree svantaggiate.

Così il Senatore Filippo Piccone in merito alle notizie riguardanti la mancata istituzione della zona franca all’Aquila ed alle dichiarazioni dei senatori Lusi e Legnini Il Decreto Abruzzo “ conclude il Sen. Piccone – ha previsto una dotazione iniziale di 45 milioni a copertura del suddetto fondo, trattasi di un impegno economico dovuto ai soli fini istitutivi in quanto il finanziamento delle zone franche urbane sarà realizzato annualmente, a risposta delle esigenze dei territori, dopo il via libera da parte dell’Unione Europea.

Revoca della sospensione IRPEF, Di Pangrazio: “l’ennesima beffa”

In una nota diffusa dalla portavoce, Cristina Di Stefano, il consigliere regionale, Giuseppe Di Pangrazio afferma che : “Dopo l’esclusione dal Decreto, l’ennesima beffa si abbatte su molti comuni della provincia dell’Aquila e sulla loro ripresa economica già drammaticamente penalizzata. E’ la revoca della sospensione del pagamento dell’Irpef, per i residenti al di fuori dei comuni del cosiddetto ‘cratere’”.

Giuseppe Di Pangrazio, consigliere regionale del Partito Democratico torna a parlare del Decreto Abruzzo, segnalando un’altra “assurdità” che porta la firma della Presidenza del consiglio dei ministri. Con l’ordinanza numero 3780 (articolo 2 ) si annulla la prima disposizione siglata dal Ministro dell’economia Giulio Tremonti il 6 aprile scorso, dove l’esenzione del pagamento Irpef, Iva e Irap era concesso a tutti i residenti della provincia dell’Aquila fino al 30 novembre 2009.

“Oggi le cose sono notevolmente cambiate – dice Di Pangrazio – entro il 19 luglio molti aquilani dovranno restituire tutto in cinque rate.  Chiediamo   – conclude Di Pangrazio – che venga ripristinata la proroga dei termini di pagamento delle imposte e la restituzione dilazionata in tempi più lunghi. Una richiesta onesta visti i criteri fiscali utilizzati nelle precedenti emergenze”.

(fonte: Pagine Abruzzo)

Il “Decreto Abruzzo” diventa legge

Epilogo deludente per la vicenda del cosiddetto “Decreto Abruzzo”: alla Camera non è stata apportata nessuna modifica rispetto alla versione, ampiamente insoddisfacente, uscita dall’aula del Senato.

Una campana a morte, forse, per l’economia della provincia aquilana e del Centro Abruzzo: rimangono fuori dal decreto, ora legge dello Stato, misure e incentivi assolutamente necessari per evitare il tracollo dell’intera area.

Rimane solo da augurarsi che i politici locali e i rappresentanti dell’Abruzzo al Parlamento  nazionale non restino con le mani in mano e facciano le necessarie pressioni per arrivare alla presentazione e all’approvazione di ulteriori provvedimenti a favore delle aree colpite dal sisma.

Non sarebbe la prima volta, d’altronde: nel caso del terremoto che colpì Marche e Umbria, ad esempio, il governo emise in tempi successivi quattro diversi decreti legge volti a precisare, definire e dove necessario ampliare la portata dell’intervento pubblico a favore delle aree terremotate.

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Si intensificano le azioni per modificare il decreto Abruzzo

La Provincia de L’Aquila e i sindaci dell’intero territorio provinciale terranno due presidi istituzionali. Il primo lunedì 15 giugno, alle ore 16.00 all’aeroporto di Preturo, luogo simbolico del G8, l’altro martedì 16 giugno a Roma, di fronte a Montecitorio, per far sentire la voce e le ragioni del territorio, affinché il decreto n.39 venga modificato nelle sue parti sostanziali.

Questo quanto approvato all’unanimità nel corso dell’incontro di ieri (sala Carispaq, ‘Strinella 88′) convocato dalla presidente della Provincia de L’Aquila Stefania Pezzopane, per riferire sull’audizione dei giorni scorsi alla Commissione Ambiente ed illustrare le modifiche e gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati.

La presidente Pezzopane ha anche lanciato un appello al Presidente della Repubblica Napolitano per chiedere appoggio alla loro battaglia.

Erano presenti gli onorevoli Giovanni Lolli, Maurizio Scelli e Augusto Di Stanislao, i sindaci del territorio, l’ANCI, i vice presidenti del Consiglio regionale Giorgio De Matteis e Giovanni D’Amico, consiglieri e assessori provinciali, rappresentanti delle categorie produttive, di categoria e professionali, sindacati.

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Abruzzo, investimenti infrastrutturali per 6 miliardi

“Questa volta come Sistema Abruzzo non avremo più scuse. I soldi ci sono. Spetta ora agli enti locali elaborare progetti e studiare come impiegare i finanziamenti destinati a segnare, nei prossimi 10 anni, lo sviluppo del territorio”.

Uno sviluppo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, iniziato ieri, a Roma, con la firma dell’Accordo quadro con il governo che prevede investimenti infrastrutturali per 6 miliardi di euro, di cui un miliardo 750 milioni spendibili già nel prossimo triennio.

Per Chiodi rappresenta “il coronamento di un lavoro realizzato in due mesi e mezzo”. Il presidente ha tenuto, comunque, a sottolineare che per le infrastrutture sono previsti altri 300 milioni di euro nel decreto Abruzzo: 200 milioni per le problematiche viarie e 100 milioni per il sistema ferroviario.

Insomma, una pioggia di denaro destinata a cambiare letteralmente il volto della regione.

Per questo, nell’intesa è stata prevista una “governance” con il compito di controllare l’avanzamento degli interventi, il rispetto dei tempi di esecuzione dei progetti e di relazionare poi il tutto ogni sei mesi.

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