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	<title>Avezzano Blog &#187; decreto abruzzo</title>
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		<title>Recupero tributi: per gli aquilani le tasse slittano al 1° Luglio 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 11:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sessanta rate in 5 anni a partire dal 1º Luglio del prossimo anno. Questi i tempi a disposizione dei contribuenti aquilani per restituire le tasse non pagate nel 2009. La sospensione dei termini slitterà quindi di sei mesi. L&#8217;ordinanza di proroga, che ancora non è stata dettagliata, comincia a prendere forma. La proroga riguarderà tutti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sessanta rate in 5 anni a partire dal 1º Luglio del prossimo anno. Questi i tempi a disposizione dei contribuenti aquilani per restituire le tasse non pagate nel 2009.</p>
<p>La sospensione dei termini slitterà quindi di sei mesi. L&#8217;ordinanza di proroga, che ancora non è stata dettagliata, comincia a prendere forma. La proroga riguarderà tutti, ma potrebbero essere stabilite differenziazioni tra i vari contribuenti.</p>
<p>Un primo passo nella giusta direzione: dai tempi strettissimi previsti inizialmente dal &#8220;Decreto Abruzzo&#8221; poi convertito in legge &#8211; 24 rate mensili (due anni) a partire dal 1° Gennaio 2010 &#8211; si passa ora a 60 rate mensili (cinque anni) a partire dal 1° Luglio 2010.</p>
<p>Spetta ora ai politici abruzzesi, locali e nazionali, spingere affinché anche i terremotati abruzzesi ottengano lo stesso trattamento fiscale di quelli marchigiani e umbri.</p>
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		<title>Terremoto: rinviato il recupero dei tributi sospesi in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 06:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stata rinviata la data d&#8217;inizio del recupero di tributi e contributi finora sospesi in Abruzzo per il terremoto. Lo ha comunicato il ministero dell&#8217;Economia, spiegando che &#8220;è stato concordato tra il ministro Tremonti e il sottosegretario Bertolaso che, con ordinanza di Protezione civile, l&#8217;inizio del recupero dei tributi e contributi, finora sospesi, sarà rinviato&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stata rinviata la data d&#8217;inizio del recupero di tributi e contributi finora sospesi in Abruzzo per il terremoto. Lo ha comunicato il ministero dell&#8217;Economia, spiegando che &#8220;è stato concordato tra il ministro Tremonti e il sottosegretario Bertolaso che, con ordinanza di Protezione civile, l&#8217;inizio del recupero dei tributi e contributi, finora sospesi, sarà rinviato&#8221;. È stato inoltre deciso &#8211; aggiunge il Tesoro &#8211; &#8220;che la durata del periodo di rateizzazione verrà più che raddoppiata&#8221;.</p>
<p>In pratica il periodo di rateizzazione, inizialmente di soli 24 mesi, sarà superiore ai 48 mesi. Per conoscere la data di inizio del pagamento dei rimborsi bisognerà attendere la pubblicazione dell&#8217;ordinanza preannunciata dal Governo e dalla Protezione Civile, ma in ogni caso la data del 1° Gennaio 2010 è stata cancellata.</p>
<p><span id="more-1379"></span></p>
<p>Un provvedimento di buon senso, che viene a sanare una situazione assurda venutasi a creare col cosiddetto &#8220;Decreto Abruzzo&#8221; poi convertito in legge, che prevedeva il rimborso del 100% dei tributi in 24 rate mensili a partire già dal Gennaio del prossimo anno: una richiesta a cui moltissimi contribuenti non avrebbero potuto fare fronte, stante la situazione di grave crisi economica.</p>
<p>Sempre ieri esponenti del Governo hanno ipotizzato per l&#8217;Abruzzo un trattamento equivalente a quello di cui hanno beneficiato Umbria e Marche dopo gli eventi sismici che hanno sconvolto quelle regioni.</p>
<p>Ricordo che in quei casi lo Stato finanziò la ricostruzione anche delle seconde (e in alcuni casi delle terze) case, e che i contribuenti di quelle regioni stanno praticamente iniziando a restituire ora, dopo dieci anni, il 40% dei tributi non pagati all&#8217;epoca: non sarebbe male se, con successive ordinanze, Governo e Protezione Civile adottassero analoghi provvedimenti anche per l&#8217;Abruzzo &#8211; anche in occasione dei terremoti di Marche e Umbria i provvedimenti vennero presi per aggiustamenti successivi, nel caso dell&#8217;Umbria i &#8220;decreti-terremoto&#8221; alla fine furono ben quattro.</p>
<p>Altra buona notizia per i contribuenti abruzzesi: sono in arrivo circa 11 milioni di euro di rimborsi fiscali. E&#8217; la somma complessiva che l&#8217;Agenzia delle Entrate si appresta a erogare in questi giorni a quasi 19 mila persone fisiche residenti nella regione.</p>
<p>Si tratta di rimborsi relativi per lo più all&#8217;Irpef maturati e richiesti nelle dichiarazioni dei redditi presentate sino al 2007.</p>
<p>I rimborsi possono essere riscossi o mediante accreditamento sul conto corrente bancario o postale, o in contanti in un qualsiasi ufficio postale esibendo il modulo spedito a domicilio del beneficiario dall&#8217;agenzia delle entrate, oppure ancora mediante vaglia cambiario della banca d&#8217;italia.</p>
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		<title>Piccone interviene sulla zona franca</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 07:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli emendamenti presentati dai senatori Lusi e Legnini e respinti dal Senato non contenevano alcun dettato in merito all&#8217;istituzione della zona franca urbana ma si limitavano a chiedere l&#8217;ampliamento della dotazione del fondo presso il Ministero dell&#8217;economia e delle finanze per i prossimi quattro anni. Vorrei ricordare ai senatori Lusi e Legnini che l&#8217;articolo 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli emendamenti presentati dai senatori Lusi e Legnini e respinti dal Senato non contenevano alcun dettato in merito all&#8217;istituzione della zona franca urbana ma si limitavano a chiedere l&#8217;ampliamento della dotazione del fondo presso il Ministero dell&#8217;economia e delle finanze per i prossimi quattro anni.</p>
<p>Vorrei ricordare ai senatori Lusi e Legnini che l&#8217;articolo 10 del Decreto n. 39, convertito lo scorso 29 giugno e meglio conosciuto come Decreto Abruzzo, già prevede, che il Cipe su proposta del Mef, provveda all&#8217;istituzione delle zone franche urbane.</p>
<p>Il modello preso a riferimento sarà quello francese introdotto in Italia dalla Finanziaria 2007 e modificato dalla manovra del 2008 con il fine di favorire l&#8217;integrazione nel tessuto socio economico delle popolazioni residenti in aree svantaggiate.</p>
<p>Così il Senatore Filippo Piccone in merito alle notizie riguardanti la mancata istituzione della zona franca all&#8217;Aquila ed alle dichiarazioni dei senatori Lusi e Legnini Il Decreto Abruzzo “ conclude il Sen. Piccone &#8211; ha previsto una dotazione iniziale di 45 milioni a copertura del suddetto fondo, trattasi di un impegno economico dovuto ai soli fini istitutivi in quanto il finanziamento delle zone franche urbane sarà realizzato annualmente, a risposta delle esigenze dei territori, dopo il via libera da parte dell&#8217;Unione Europea.</p>
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		<title>Revoca della sospensione IRPEF, Di Pangrazio: &#8220;l&#8217;ennesima beffa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 07:15:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In una nota diffusa dalla portavoce, Cristina Di Stefano, il consigliere regionale, Giuseppe Di Pangrazio afferma che : &#8220;Dopo l&#8217;esclusione dal Decreto, l&#8217;ennesima beffa si abbatte su molti comuni della provincia dell&#8217;Aquila e sulla loro ripresa economica già drammaticamente penalizzata. E&#8217; la revoca della sospensione del pagamento dell&#8217;Irpef, per i residenti al di fuori dei comuni del cosiddetto ‘cratere&#8217;&#8221;.</p>
<p>Giuseppe Di Pangrazio, consigliere regionale del Partito Democratico torna a parlare del Decreto Abruzzo, segnalando un&#8217;altra &#8220;assurdità&#8221; che porta la firma della Presidenza del consiglio dei ministri. Con l&#8217;ordinanza numero 3780 (articolo 2 ) si annulla la prima disposizione siglata dal Ministro dell&#8217;economia Giulio Tremonti il 6 aprile scorso, dove l&#8217;esenzione del pagamento Irpef, Iva e Irap era concesso a tutti i residenti della provincia dell&#8217;Aquila fino al 30 novembre 2009.</p>
<p>&#8220;Oggi le cose sono notevolmente cambiate &#8211; dice Di Pangrazio &#8211; entro il 19 luglio molti aquilani dovranno restituire tutto in cinque rate.  Chiediamo   &#8211; conclude Di Pangrazio &#8211; che venga ripristinata la proroga dei termini di pagamento delle imposte e la restituzione dilazionata in tempi più lunghi. Una richiesta onesta visti i criteri fiscali utilizzati nelle precedenti emergenze&#8221;.</p>
<p>(fonte: <a title="nuova finestra" href="http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/L_aquila/18792/Revoca_della_sospensione_irpef_di_pangrazio_l_ennesima_beffa.html" target="_blank">Pagine Abruzzo</a>)</p>
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		<title>Il &#8220;Decreto Abruzzo&#8221; diventa legge</title>
		<link>http://www.avezzanoblog.com/2009/06/24/il-decreto-abruzzo-diventa-legge/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 07:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Epilogo deludente per la vicenda del cosiddetto &#8220;Decreto Abruzzo&#8221;: alla Camera non è stata apportata nessuna modifica rispetto alla versione, ampiamente insoddisfacente, uscita dall&#8217;aula del Senato. Una campana a morte, forse, per l&#8217;economia della provincia aquilana e del Centro Abruzzo: rimangono fuori dal decreto, ora legge dello Stato, misure e incentivi assolutamente necessari per evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Epilogo deludente per la vicenda del cosiddetto &#8220;Decreto Abruzzo&#8221;: alla Camera non è stata apportata nessuna modifica rispetto alla versione, ampiamente insoddisfacente, uscita dall&#8217;aula del Senato.</p>
<p>Una campana a morte, forse, per l&#8217;economia della provincia aquilana e del Centro Abruzzo: rimangono fuori dal decreto, ora legge dello Stato, misure e incentivi assolutamente necessari per evitare il tracollo dell&#8217;intera area.</p>
<p>Rimane solo da augurarsi che i politici locali e i rappresentanti dell&#8217;Abruzzo al Parlamento  nazionale non restino con le mani in mano e facciano le necessarie pressioni per arrivare alla presentazione e all&#8217;approvazione di ulteriori provvedimenti a favore delle aree colpite dal sisma.</p>
<p>Non sarebbe la prima volta, d&#8217;altronde: nel caso del terremoto che colpì Marche e Umbria, ad esempio, il governo emise in tempi successivi quattro diversi decreti legge volti a precisare, definire e dove necessario ampliare la portata dell&#8217;intervento pubblico a favore delle aree terremotate.</p>
<p>Link esterni:</p>
<ul>
<li><a title="nuova finestra" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/06/23/1039762-decreto_abruzzo_diventa_legge.shtml" target="_blank">la notizia</a> della conversione del decreto alla Camera;</li>
<li><a title="nuova finestra" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/06/23/1039765-legge_abruzzo.shtml" target="_blank">un riepilogo</a> dei punti principali del decreto stesso.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Si intensificano le azioni per modificare il decreto Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 08:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Provincia de L&#8217;Aquila e i sindaci dell&#8217;intero territorio provinciale terranno due presidi istituzionali. Il primo lunedì 15 giugno, alle ore 16.00 all&#8217;aeroporto di Preturo, luogo simbolico del G8, l&#8217;altro martedì 16 giugno a Roma, di fronte a Montecitorio, per far sentire la voce e le ragioni del territorio, affinché il decreto n.39 venga modificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Provincia de L&#8217;Aquila e i sindaci dell&#8217;intero territorio provinciale terranno due presidi istituzionali. Il primo lunedì 15 giugno, alle ore 16.00 all&#8217;aeroporto di Preturo, luogo simbolico del G8, l&#8217;altro martedì 16 giugno a Roma, di fronte a Montecitorio, per far sentire la voce e le ragioni del territorio, affinché il decreto n.39 venga modificato nelle sue parti sostanziali.</p>
<p>Questo quanto approvato all&#8217;unanimità nel corso dell&#8217;incontro di ieri (sala Carispaq, &#8216;Strinella 88&#8242;) convocato dalla presidente della Provincia de L&#8217;Aquila Stefania Pezzopane, per riferire sull&#8217;audizione dei giorni scorsi alla Commissione Ambiente ed illustrare le modifiche e gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati.</p>
<p>La presidente Pezzopane ha anche lanciato un appello al Presidente della Repubblica Napolitano per chiedere appoggio alla loro battaglia.</p>
<p>Erano presenti gli onorevoli Giovanni Lolli, Maurizio Scelli e Augusto Di Stanislao, i sindaci del territorio, l’ANCI, i vice presidenti del Consiglio regionale Giorgio De Matteis e Giovanni D’Amico, consiglieri e assessori provinciali, rappresentanti delle categorie produttive, di categoria e professionali, sindacati.</p>
<p><span id="more-825"></span></p>
<p>&#8220;Faccio appello a tutti i parlamentari di andare fino in fondo sulle nostre richieste e chiedo il sostegno del Capo dello Stato. E&#8217; ora di iniziative energiche, di alzare la voce &#8211; ha commentato la presidente Pezzopane -. Non è vero che tutto è a posto, che tutto è stato risolto dal decreto. Sta passando l&#8217;immagine che l&#8217;emergenza è finita. Questo decreto non ci piace e va cambiato. Continueremo a dare battaglia sulle proposte che abbiamo sempre avanzato, sin dall&#8217;inizio. Due punti sono stati accolti dal Senato (il rimborso al 100% per la ricostruzione della prima casa e il riconoscimento del danno lieve alle abitazioni, rimborsato fino a 10.000 euro). Gli altri, ormai noti, dovranno essere oggetto di modifica alla Camera. A questi va aggiunto anche il principio del rimborso delle attività produttive nei comuni fuori del cratere. Su almeno due di queste proposte il Presidente Berlusconi, prima delle elezioni, si era detto d&#8217;accordo, ossia il rimborso totale delle seconde case e il risarcimento per i mancati introiti per gli enti locali. Le nostre aspettative sono forti, non vorrei che i lavori parlamentari cambiassero le carte in tavola. Sarebbe un secondo terremoto&#8221;.</p>
<p>L&#8217;on. Lolli ha illustrato gli emendamenti presentati, sottolineando due aspetti: la necessità di fare chiarezza sulla reale copertura finanziaria e la fissazione dei principi cardine nel decreto, non nelle ordinanze.</p>
<p>&#8220;Il rimborso delle seconde case non è un privilegio &#8211; ha aggiunto- Non stiamo avallando interessi privilegiati. Guardiamo alla realtà del nostro tessuto sociale. Faccio un esempio: ad Ovindoli su 188 case, oltre 130 sono seconde case. Se non ci sono risorse per risarcirle, il paese scompare. Si azzerano i centri storici&#8221;.</p>
<p>Tra gli emendamenti presentati alla Camera anche la sospensione del contratto d&#8217;affitto per i non proprietari e un emendamento sulle scuole, sottoscritto all&#8217;unanimità dalla Commissione Cultura, che prevede l&#8217;azzeramento nelle zone terremotate dei tagli e degli accorpamenti voluti dal governo e la garanzia di risorse certe per iniziare i lavori, al fine di consentire la ripresa dell&#8217;attività scolastica.</p>
<p>Giovanni D&#8217;Amico ha lanciato la proposta di un documento unitario del Consiglio regionale a sostegno della battaglia di Provincia e sindaci, mentre Giorgio De Matteis ha invocato un Consiglio regionale straordinario per capire se esiste un pacchetto di interventi da parte della Regione Abruzzo.</p>
<p>Nel corso dei lavori sono intervenuti i dipendenti di Abruzzo Engineering, per chiedere sostegno alla loro battaglia e tutelare i posti di lavoro.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Abruzzo, investimenti infrastrutturali per 6 miliardi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 06:06:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Questa volta come Sistema Abruzzo non avremo più scuse. I soldi ci sono. Spetta ora agli enti locali elaborare progetti e studiare come impiegare i finanziamenti destinati a segnare, nei prossimi 10 anni, lo sviluppo del territorio&#8221;. Uno sviluppo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, iniziato ieri, a Roma, con la firma dell&#8217;Accordo quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa volta come Sistema Abruzzo non avremo più scuse. I soldi ci sono. Spetta ora agli enti locali elaborare progetti e studiare come impiegare i finanziamenti destinati a segnare, nei prossimi 10 anni, lo sviluppo del territorio&#8221;.</p>
<p>Uno sviluppo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, iniziato ieri, a Roma, con la firma dell&#8217;Accordo quadro con il governo che prevede investimenti infrastrutturali per 6 miliardi di euro, di cui un miliardo 750 milioni spendibili già nel prossimo triennio.</p>
<p>Per Chiodi rappresenta &#8220;il coronamento di un lavoro realizzato in due mesi e mezzo&#8221;. Il presidente ha tenuto, comunque, a sottolineare che per le infrastrutture sono previsti altri 300 milioni di euro nel decreto Abruzzo: 200 milioni per le problematiche viarie e 100 milioni per il sistema ferroviario.</p>
<p>Insomma, una pioggia di denaro destinata a cambiare letteralmente il volto della regione.</p>
<p>Per questo, nell&#8217;intesa è stata prevista una &#8220;governance&#8221; con il compito di controllare l&#8217;avanzamento degli interventi, il rispetto dei tempi di esecuzione dei progetti e di relazionare poi il tutto ogni sei mesi.</p>
<p><span id="more-674"></span></p>
<p>Particolare attenzione fra le opere strategiche sarà rivolta all&#8217;asse ferroviario Pescara-Roma, per la cui velocizzazione sono stati messi in campo 2 miliardi di euro. &#8220;Facciamo giustizia – ha commentato Chiodi – di una ipocrisia che per tanti anni ha indotto i cittadini a credere che l&#8217;opera sarebbe stata realizzata facilmente&#8221;.</p>
<p>Ma naturalmente non solo interventi sulle ferrovie. Per quanto riguarda il sistema stradale, sono in programma 14 progetti di ammodernamento, ristrutturazione e nuova realizzazione.</p>
<p>Per il sistema portuale è tutto concentrato sul porto di Ortona. In totale sono previsti, entro l&#8217;anno, interventi per 96,5 milioni di euro.</p>
<p>Sempre entro il 2009 sono in programma, per un totale di 6,5 milioni di euro, l&#8217;adeguamento e la messa a norma dell&#8217;aeroporto d&#8217;Abruzzo di Pescara con il prolungamento della pista.</p>
<p>Per quanto concerne, infine, il risanamento idrogeologico e mitigazione del rischio, la programmazione generale può riassumersi in tre sub programmi: quello riguardante la riduzione del rischio per i Comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti (100 milioni di euro); quello relativo alla riduzione del rischio per i Comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti (80 milioni di euro) ed il programma di riduzione del rischio per le infrastrutture lineari (150 milioni di euro).</p>
<p>Soddisfatti anche il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e l&#8217;assessore ai Trasporti, Giandonato Morra. &#8220;E&#8217; un passaggio storico per l&#8217;Abruzzo – ha commentato Morra -. Tutto ciò che cambierà per l&#8217;Abruzzo passa per questa giornata&#8221;.</p>
<p>(fonte: <a title="nuova finestra" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/abruzzo/2009/05/29/1029849-arrivano_fondi_abruzzo_scuse.shtml" target="_blank">Il Tempo</a>)</p>
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		<title>La comunità montana Valle Peligna ricorrerà al TAR</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 07:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La comunità montana Valle Peligna ricorrerà al Tar Abruzzo contro il decreto Bertolaso con il quale è stata individuata la zona &#8220;cratere&#8221; del terremoto d&#8217;Abruzzo. Lo annuncia Antonio Carrara, presidente della stessa Comunità montana, territorio in cui ricadono 16 comuni, oltre quello di Sulmona, esclusi dalla perimetrazione della zona terremotata. &#8220;I danni registrati nei comuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La comunità montana Valle Peligna ricorrerà al Tar Abruzzo contro il decreto Bertolaso con il quale è stata individuata la zona &#8220;cratere&#8221; del terremoto d&#8217;Abruzzo.</p>
<p>Lo annuncia Antonio Carrara, presidente della stessa Comunità montana, territorio in cui ricadono 16 comuni, oltre quello di Sulmona, esclusi dalla perimetrazione della zona terremotata.</p>
<p>&#8220;I danni registrati nei comuni &#8211; dice il presidente &#8211; quantificabili e certificabili sia dopo il sisma del 6 aprile scorso che con le successive scosse, non possono portare all&#8217;estromissione del territorio dalla lista &#8220;cratere&#8221; di cui al decreto Bertolaso. Il terremoto non fa distinzioni e questo vorremmo accadesse in positivo nelle valutazioni in corso&#8221;.</p>
<p>Ad allarmare il presidente Carrara è stata l&#8217;adozione della percentuale sulle rilevazioni: &#8220;Se in un paese con 50 case 10 risultano lesionate in maniera grave, siamo a un 20 per cento, ma basteranno poche centinia di migliaia di euro per renderle nuovamente agibili.<br />
Mentre in un grande comune della Valle Peligna la stessa percentuale vorrebbe dire centinaia di edifici lesionati, in maniera più o meno grave, con necessità di diversi milioni di euro per il ristoro dei danni subiti&#8221;.</p>
<p>La scelta del consiglio della Comunità montana nel promuovere causa al Tar, è stata adottata dopo l&#8217;intuizione del centro studi &#8220;B. Andreatta&#8221; di Sulmona che, tramite il consigliere comunale di Sulmona Antonio Iannamorelli, si era messo a disposizione dei comuni della zona colpita dal terremoto ma esclusi dal decreto n.3 del Commissario delegato per l&#8217;emergenza in Abruzzo, Guido Bertolaso.</p>
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		<title>Sulmona dimenticata</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 06:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così Vittorio Masci, dell&#8217;Alleanza per Sulmona: L’approvazione del Decreto Abruzzo al Senato, il voluto silenzio del Commissario Straordinario sulle problematiche del nostro territorio (non vi sarà mai, anche perché legislativamente non concepibile, un provvedimento contrario all’inserimento nell’elenco dei comuni danneggiati), i  pronunciamenti anche ufficiali di esponenti di primo piano del governo regionale, hanno di fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così Vittorio Masci, dell&#8217;Alleanza per Sulmona:</p>
<blockquote><p>L’approvazione del Decreto Abruzzo al Senato, il voluto silenzio del Commissario Straordinario sulle problematiche del nostro territorio (non vi sarà mai, anche perché legislativamente non concepibile, un provvedimento contrario all’inserimento nell’elenco dei comuni danneggiati), i  pronunciamenti anche ufficiali di esponenti di primo piano del governo regionale, hanno di fatto definitivamente sancito la esclusione di Sulmona e dei comuni della Valle Peligna non solo dal cosiddetto “cratere”, ma anche da tutte le provvidenze ed incentivi economici previsti in favore dei comuni colpiti dal sisma.</p>
<p><span id="more-632"></span></p>
<p>Anche coloro che ingenuamente sostenevano che l’importante non era entrare nell’elenco, quanto vedere riconosciuti incentivi e misure di sostegno, quali la Zona Franca Urbana o simili, dovranno ricredersi. Tali strumenti saranno ad esclusivo vantaggio dei comuni del cratere, se non addirittura solo di alcuni di essi (L’Aquila ed il suo hinterland), come propugna il Vice Presidente del Consiglio Regionale, il Sindaco della città capoluogo e finanche Confindustria.</p>
<p>Sulmona ne uscirà ancora una volta con le ossa rotte, priva di difese nell’assise regionale, dove i tanti politici che qui hanno mietuto voti, a scapito dei candidati del nostro territorio, ed eletti quindi anche con il contributo dei cittadini di Sulmona, si ricordano ora di essere marsicani o aquilani o teramani, pronti a difendere solo le ragioni delle loro città di origine.</p>
<p>Sulmona, che già attraversava una crisi economico sociale senza precedenti, arretrerà ancora e sarà confinata e ghettizzata ai margini dell’Abruzzo.<br />
Se ciò deve accadere, che accada contestualmente ad uno scatto di dignità e di orgoglio dei quali dobbiamo riappropriarci.</p>
<p>Il Senato e la Protezione Civile hanno detto che il terremoto qui non c’è stato, non avendo prodotto quegli effetti minimi (sesto grado della Scala Mercalli) che la norma richiede.</p>
<p>Ed allora iniziamo con l’essere conseguenti:</p>
<p>1)    Il Sindaco revochi tutte le ordinanze di sgombero negli edifici danneggiati, poiché tali non sono, non essendo concepibile che in un comune non colpito dal sisma, quantomeno con effetti del sesto grado, vi siano alcune centinaia di immobili dichiarati inagibili. Tutti tornino nelle case e negli uffici sgomberati.</p>
<p>2)    Il Sindaco inviti la Protezione Civile a smontare le tendopoli nel territorio cittadino, per le ragioni appena dette.</p>
<p>3)    Il Comune di Sulmona, non riconosciuto terremotato, cessi di anticipare spese per il COM 7, con il rischio di dissesto finanziario dell’ente. Non si comprende come la città di Sulmona debba mettere a disposizione proprie risorse e personale in favore della protezione civile per attività che non la riguardano. E’ più logico che la Protezione Civile si rivolga a quei comuni del COM 7 che quantomeno sono stati inseriti nel cratere e che hanno la certezza di vedersi restituiti gli esborsi.</p>
<p>Questi i primi, logici e necessari provvedimenti.</p>
<p>Toccherà poi alle forze politiche locali farsi interpreti degli interessi delle nostre popolazioni, anche con iniziative eclatanti, per evitare che da amministratori di una città di antiche tradizioni si diventi amministratori di un condominio !!</p>
<p>per Alleanza per Sulmona<br />
Il Capogruppo – Vittorio Masci</p></blockquote>
<p>Direi che gli abitanti di Sulmona e della Valle Peligna (ma altri li seguiranno a breve, temo) stanno avendo conferma del fatto che in Italia lo Stato e la classe politica sono presenti soprattutto quando è il momento di prendere (vuoi tasse, vuoi consensi elettorali), mentre diventano improvvisamente distratti e lontani quando è il momento di restituire parte del (mal)tolto: storia vecchia, e già vista mille volte, purtroppo.</p>
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		<title>Terremoto: richieste correzioni al Decreto Abruzzo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 10:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Aquila. La Provincia, i Comuni dell&#8217;area del cratere e alcuni rappresentanti della Regione Abruzzo, nel corso di un incontro tenutosi presso la Villa Comunale, hanno avanzato la richiesta di rivedere cinque punti considerati critici del cosiddetto &#8220;Decreto Abruzzo&#8221;. Residenti. Occorre cancellare dal decreto, nella parte relativa alla ricostruzione degli immobili, la parola &#8220;residenti&#8221; per garantire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Aquila. La Provincia, i Comuni dell&#8217;area del cratere e alcuni rappresentanti della Regione Abruzzo, nel corso di un incontro tenutosi presso la Villa Comunale, hanno avanzato la richiesta di rivedere cinque punti considerati critici del cosiddetto &#8220;Decreto Abruzzo&#8221;.</p>
<ul>
<li>Residenti. Occorre cancellare dal decreto, nella parte relativa alla ricostruzione degli immobili, la parola &#8220;residenti&#8221; per garantire il risarcimento del danno anche ai non residenti.</li>
<li>Seconda casa. Va specificato in maniera esplicita che la ricostruzione non riguarda solo la prima abitazione ma anche la seconda casa.</li>
<li>Beni culturali. Va inserito un articolo relativo ai beni culturali pubblici e privati, assegnando alla ricostruzione somme adeguate.</li>
<li>Zona Franca Urbana. E&#8217; necessario un finanziamento maggiore rispetto ai 45 milioni previsti per quattro anni. Inoltre, è necessario risarcire gli imprenditori che hanno edifici distrutti o danneggiati.</li>
<li>Comuni. Occorre prevedere risorse per Comuni e municipalizzate, al fine di compensare i mancati introiti.</li>
</ul>
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