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Dal CIPE via libera a 40 milioni per l’Università de L’Aquila
Nella riunione del Cipe di questa mattina il Governo ha dato il via libera all’assegnazione di 40 milioni di euro per la ricostruzione dell’Università dell’Aquila.
Questo finanziamento, richiesto dal Rettore Ferdinando Di Orio e dal Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, è una prima assegnazione degli 89 milioni di euro che il Governo ha messo a disposizione dell’Ateneo abruzzese.
Grazie a questo impegno, l’Università dell’Aquila potrà dotarsi di strutture nuove e più funzionali che garantiranno pienamente lo svolgimento delle attività didattiche, della ricerca e il funzionamento dei laboratori dell’Ateneo.
(fonte: ASCA)
Il “Decreto Abruzzo” diventa legge
Epilogo deludente per la vicenda del cosiddetto “Decreto Abruzzo”: alla Camera non è stata apportata nessuna modifica rispetto alla versione, ampiamente insoddisfacente, uscita dall’aula del Senato.
Una campana a morte, forse, per l’economia della provincia aquilana e del Centro Abruzzo: rimangono fuori dal decreto, ora legge dello Stato, misure e incentivi assolutamente necessari per evitare il tracollo dell’intera area.
Rimane solo da augurarsi che i politici locali e i rappresentanti dell’Abruzzo al Parlamento nazionale non restino con le mani in mano e facciano le necessarie pressioni per arrivare alla presentazione e all’approvazione di ulteriori provvedimenti a favore delle aree colpite dal sisma.
Non sarebbe la prima volta, d’altronde: nel caso del terremoto che colpì Marche e Umbria, ad esempio, il governo emise in tempi successivi quattro diversi decreti legge volti a precisare, definire e dove necessario ampliare la portata dell’intervento pubblico a favore delle aree terremotate.
Link esterni:
- la notizia della conversione del decreto alla Camera;
- un riepilogo dei punti principali del decreto stesso.
Crisi economica e rischio usura
Da Ascomfidi Marsicana:
Non c’è dubbio che la crisi economica sia un pericoloso volano per il diffondersi dei fenomeni legati all’usura. Le imprese sono strette fra il calo della domanda, ritardo nei pagamenti da parte dei clienti oltre che della pubblica amministrazione, e un sistema creditizio che si è irrigidito, rigidità di cui soffrono particolarmente le piccole e medie imprese.
La difficoltà di reperire finanziamenti potrebbe spingere qualche imprenditore, più debole o esposto più degli altri, a percorrere vie extrabancarie nell’illusione di poter abolire la crisi economica da un lato e le regole bancarie sempre più rigide dall’altro.
Ma quello che sembra un aiuto in realtà può essere l’inizio di una spirale che travolge imprenditori e famiglie nelle maglie della criminalità organizzata.
Alle Forze dell’Ordine chiediamo di continuare a vigilare come già stanno facendo, alle banche e agli enti pubblici chiediamo di aiutarci a prevenire il fenomeno con tutti i mezzi possibili.
Al di là degli obblighi imposti da Basilea, gli istituti di credito devono porsi il problema di garantire una normale operatività alle imprese soprattutto a quelle che vogliono investire per innovarsi e crescere.
Importante il ruolo delle Cooperative di Garanzia delle Associazioni di Categoria nel sostegno ai soggetti a rischio che potrebbero essere dotate di un fondo rischio speciale per allontanare lo spettro dei prestiti usurai.
Confcommercio è direttamente impegnata sul fronte della lotta all’usura per questo ritiene che l’attivazione presso le Prefetture degli Osservatori sul Credito, vanno nella giusta direzione.
Il decreto anti-crisi ha infatti assegnato ad ogni Prefettura il compito di costituire al proprio interno un centro di controllo che dovrà fungere da Osservatorio e contemporaneamente facilitare il rapporto banca-impresa.
Imprese che da parte loro, possono segnalare attraverso una specifica modulistica, comportamenti degli istituti di credito che ritengono lesivi dei propri diritti.
Abruzzo, investimenti infrastrutturali per 6 miliardi
“Questa volta come Sistema Abruzzo non avremo più scuse. I soldi ci sono. Spetta ora agli enti locali elaborare progetti e studiare come impiegare i finanziamenti destinati a segnare, nei prossimi 10 anni, lo sviluppo del territorio”.
Uno sviluppo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, iniziato ieri, a Roma, con la firma dell’Accordo quadro con il governo che prevede investimenti infrastrutturali per 6 miliardi di euro, di cui un miliardo 750 milioni spendibili già nel prossimo triennio.
Per Chiodi rappresenta “il coronamento di un lavoro realizzato in due mesi e mezzo”. Il presidente ha tenuto, comunque, a sottolineare che per le infrastrutture sono previsti altri 300 milioni di euro nel decreto Abruzzo: 200 milioni per le problematiche viarie e 100 milioni per il sistema ferroviario.
Insomma, una pioggia di denaro destinata a cambiare letteralmente il volto della regione.
Per questo, nell’intesa è stata prevista una “governance” con il compito di controllare l’avanzamento degli interventi, il rispetto dei tempi di esecuzione dei progetti e di relazionare poi il tutto ogni sei mesi.
Come cambia il decreto “Abruzzo” – parte 2 di 2
Il decreto relativo al terremoto che ha colpito l’Abruzzo arriverà in aula martedì prossimo. Il testo è quello, integrato da vari emendamenti presentati dal governo, approvato dalla Commissione Ambiente del Senato.
Di seguito un riassunto dei punti più significativi (seconda parte: la prima è stata pubblicata ieri).
Espropri.
I terreni da espropriare saranno pagati a prezzo di mercato, secondo la destinazione d’uso stabilita dai piani in vigore prima del sisma.
I centri storici.
I piani di ricostruzione del centro storico della città saranno attuati dal Comune.
Zone franche.
Introdotta la possibilità per il Cipe di istituire zone franche urbane all’interno della provincia de L’Aquila, previa autorizzazione dell’Unione Europea, che prevedono agevolazioni fiscali per le piccole e micro imprese che lavorano nel territorio aquilano e nei Comuni colpiti dal sisma. Per le piccole e medie imprese spuntano anche ritocchi all’accesso al fondo di garanzia.
Come cambia il decreto “Abruzzo” – parte 1 di 2
Il decreto relativo al terremoto che ha colpito l’Abruzzo arriverà in aula martedì prossimo. Il testo è quello, integrato da vari emendamenti presentati dal governo, approvato dalla Commissione Ambiente del Senato.
Di seguito un riassunto dei punti più significativi (prima parte: la seconda sarà online domani).
Capoluogo di Regione.
Il capoluogo della Regione Abruzzo rimane L’Aquila: lo stabilisce uno specifico emendamento sollecitato dagli amministratori aquilani.
Contributi prima casa.
Il contributo dello Stato per la ricostruzione integrale della prima casa è pari al 100% ed è a fondo perduto. Il ricorso al credito d’imposta o al finanziamento agevolato per usufruire degli aiuti sarà solo su base volontaria.
Seconde case.
E’ prevista la concessione di contributi, anche con le modalità del credito d’imposta, per la ricostruzione o riparazione di immobili diversi da quelli adibiti ad abitazione principale, nonché di immobili ad uso non abitativo distrutti o dichiarati inagibili.
Consiglio comunale: chieste modifiche al decreto legge “Abruzzo”
Pochi minuti fa, alle 12:15, ad Avezzano si è concluso un Consiglio comunale straordinario dedicato al decreto legge “Abruzzo” e alle richieste di ampliamenti e modifiche dello stesso avanzate dal Comune e dalle forze politiche avezzanesi.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno in versione integrale: il presente OdG è stato votato all’unanimità – zero voti contrari, zero astensioni – e verrà inviato ai parlamentari del territorio.