Articoli marcati con tag ‘gianfranco giuliante’

Polemiche nel PdL abruzzese

Vivace scambio di opinioni nel corso di un incontro tra i vertici del Pdl a Pescara.
A scatenare una serie di reazioni una nota del parlamentare del Pdl, Marcello De Angelis nella quale si afferma che “Il sen. Filippo Piccone alla chiusura dell’incontro del PDL, tenutosi a Pescara, ha dichiarato che L’Aquila non e’ piu’ la capitale dell’Abruzzo. Il tutto e’ avvenuto davanti al coordinatore provinciale dell’Aquila, Gianfranco Giuliante, che, indignato, ha abbandonato l’aula”.
“Abbiamo, in questi ultimi mesi, sopportato una discutibile gestione del PDL che ha mortificato gli eletti e gli elettori del partito. Questa – conclude de Angelis- e’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Esprimiamo solidarieta’ al coordinatore provinciale dell’Aquila, Giuliante, e il massimo sostegno a qualsiasi iniziativa volesse intraprendere, inclusa l’autosospensione di tutti gli esponenti del PDL aquilano”.

Ancora sospetti di irregolarità a L’Aquila

Stessa grafica, stessi errori, stesso testo e stessi tempi. Torna all’attacco il capogruppo del Pdl alla regione, Gianfranco Giuliante. Ancora una volta lancia il suo j’accuse contro l’amministrazione comunale de L’Aquila. E in primis contro il suo primo cittadino Massimo Cialente.

Procedure poco limpide segnerebbero la gara a trattativa privata per l’acquisto di quattro celle frigorifere per la conservazione delle derrate alimentari, di importo pari a 32.595 euro.

«Il primo atto del comune – ha spiegato Giuliante – è stato quello di avere l’autorizzazione dalla Dicomat ad affettuare una gara privata per l’acquisto delle celle frigorifere. La richiesta è stata avanzata il 16 aprile, l’autorizzazione della Dicomat è del 17 aprile. Sono stati consegnati il 16 aprile, prima della risposta della Dicomat, tre preventivi – approfondisce Giuliante -: il primo di una ditta abruzzese di San Giovanni Teatino (vincitrice dell’appalto), il secondo di Roma e l’altro di una ditta di Bari».

Ma qui arrivano le anomalie sulle quali Giuliante ha concentrato la sua attenzione. «I preventivi inviati dalle tre ditte sarebbero stati realizzati in modo molto simile tra loro – illustra – per quanto riguarda la grafica, il contenuto, la merce preventivata e conterrebbero addirittura gli stessi errori. Le ditte, infatti, si sono rivolte al Comune dell’Aquila definendolo “punto vendita”, e per quanto riguarda il pagamento hanno fatto riferimento alla legge Sabatini che è applicabile solo per le ditte private e non per gli enti pubblici».

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Terremoto L’Aquila, appalti: Cialente non ha tempo di rispondere. Trasparenza negata: interviene la polizia

Da PrimaDaNoi.it:

Una storia che sembra enorme, a tratti grottesca e pure incredibile. Con moltissimi lati oscuri e le strumentalizzazioni del caso. Tuttavia la mancata trasparenza non fa che alimentare dubbi e perplessità.
«Inquietante e sopra le righe il comportamento di Cialente: per questo chiediamo le dimissioni». Ha iniziato così, Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in Regione, la conferenza annunciata già ieri per chiedere le dimissioni del sindaco del capoluogo.
Sotto accusa la delibera di giunta n.154 del 12 giugno scorso (ancora impossibile da ottenere come fosse un documento dei servizi segreti) con la quale si affidano i lavori per il deposito e le operazioni di selezione delle macerie all’impresa T&P per un ammontare di 50 mln di euro (giudicati da molti solo iniziali).
Le stranezze sarebbero tante.
Le ha passate in rassegna, Gianfranco Giuliante, illustrando i documenti reperiti:«una impresa inattiva fino al 31 maggio 2009. Il primo giugno la T&P presenta domanda di inizio attività. Il 4 successivo viene ceduta per 1.250 euro da Walter Tirimacco a Claudio Pangrazi, che lavora nella cava di Paganica, mentre il trasferimento delle quote presso il registro ditte della Camera di commercio avviene l’11 giugno, proprio il giorno prima della delibera di affidamento dei lavori». Quello che Giuliante ha definito un percorso «inquietante» ruota intorno a due domande di fondo: «la Giunta era competente per deliberare un atto di gestione come questo affidamento diretto?» e «è possibile che un’azienda, che era inattiva, abbia i requisiti soggettivi per essere affidataria di un tale appalto?».

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