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Senza proroga, le imprese dovranno versare i diritti camerali
Sono 15.550 le imprese ricadenti nel cratere che per effetto dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n.3763 del 6 maggio 2009, hanno ottenuto la sospensione fino al 31 Dicembre 2009 del versamento delle somme relative al diritto annuale camerale.
2009, male il credito alle imprese in Abruzzo
Secondo un’analisi condotta su dati di Bankitalia dal Centro studi regionale della Cna, guidato da Aldo Ronci, tra aprile e giugno scorso i finanziamenti alle imprese abruzzesi hanno subito una decurtazione di ben 130 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un quadro fosco, confermato dall’andamento del trimestre precedente, che porta i primi sei mesi del 2009 a una variazione negativa complessiva di 216 milioni di euro.
Se a questo si aggiunge che nel primo trimestre 2008 c’era stato un incremento di 691 milioni, il taglio di risorse per le imprese, in questo stesso periodo, sfiora il miliardo di euro, con meno 907 milioni.
Confcommercio: si aprano i rubinetti del credito
La Confcommercio ritorna sul problema del credito alle imprese e punta il dito sul sistema bancario, chiamato ancora una volta a fare la sua parte.
Gli Istituti di Credito, spiega il Presidente provinciale della Confcommercio, Roberto Donatelli, non devono chiudere il rubinetto del credito alle imprese.
Quanto fatto fino ad oggi, compreso la moratoria sui debiti, accordo fatto con l’obiettivo di consentire al sistema produttivo di poter superare la fase di maggiore difficoltà e arrivare al momento della ripresa economica nelle migliori condizioni possibili, non basta: serve molto di più.
I tempi fra la richiesta di finanziamento e l’erogazione dei soldi sono infatti troppo lunghi. Le richieste di finanziamento presentate alle banche dai nostri Confidi, con garanzie che molte volte superano il 50%, giacciono inevase per mesi e mesi.
Dare credito alle imprese e snellire i tempi delle erogazioni significa salvare decine e decine di aziende e centinaia di posti di lavoro.
Terremoto, dalla UE 35 milioni per danni imprese
La Commissione europea ha stanziato 35 milioni di euro in favore delle imprese e dei titolari di partita Iva che hanno subito danni dal sisma del 6 aprile. A comunicarlo al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e’ stato il ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, dopo che la Commissione ha valutato positivamente la richiesta della Regione Abruzzo che ha istruito tutta la documentazione pervenuta in Commissione il 28 luglio.
“La decisione della Commissione europea rappresenta un successo per la Regione – ha commentato il presidente Gianni Chiodi – perche’ in questo modo le imprese aquilane che hanno subito danni materiali dal terremoto hanno modo di rivalersi su un fondo con destinazione specifica.
Terremoto, il 70% delle imprese di nuovo al lavoro
Il 70% delle imprese nelle aree terremotate ha ricominciato l’attivita’, secondo i dati del Cresa. Lo ha reso noto Giorgio Rainaldi, presentando il Rapporto sull’ economia abruzzese effettuato dal Centro regionale di studi.
”Le imprese si sono rimboccate le maniche e hanno reagito”, ha continuato Rainaldi, sottolineando che tutto pero’ puo’ essere vanificato ”se non ci saranno leggi regionali, nazionali e comunitarie di supporto”.
TARSU, costituito il comitato permanente di controllo
In seguito alla riunione delle associazioni di categoria: CNA, Confartigianato, Confcommercio, Unimpresa, Mondo Consumatori, Centro Giuridico Consumatori della Marsica, si è costituito in Avezzano, il comitato permanente di controllo, di tutela e di proposta in conseguenza della problematica creatasi con l’invio a tutte le famiglie ed alle imprese operanti sul territorio degli avvisi di pagamento riguardanti la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ciò in considerazione della grave situazioni creatasi con gli aumenti dei costi, causati da un incremento spropositato delle relative tariffe.
Parimenti, in tale ambito deve essere inquadrata la contestazione dei contribuenti e delle imprese avverso i costi lievitati a dismisura per l’anno 2008 della tarsu ad Avezzano.
Le motivazioni addotte, ad avviso delle associazioni di categoria, autorizzano i contribuenti a dedurne che l’Amministrazione comunale e/o l’ACIAM si siano limitate a far quadrare i conti ed i bilanci comunali e/o delle società addette e a non affrontare la problematica della gestione e smaltimento dei rifiuti nella sua interezza, evitando di assumersi importanti responsabilità decisionali e a salvaguardare anche gli interessi degli stessi contribuenti.
Anche Confesercenti contesta gli aumenti della TARSU
Anche la Confesercenti contesta gli aumenti “intollerabili” della tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi ed urbani del Comune di Avezzano.
A dire il vero, sostengono Domenico Venditti e Roberto D’Agostino, a nome dei Commercianti e degli Artigiani di Confesercenti, la nostra associazione si era già attivata prontamente nel maggio del 2008, allorquando il Consiglio Comunale approvo la manovra fiscale che conteneva anche gli aumenti della Tarsu, i cui effetti si stanno vedendo solo ora con l’emissione da parte di Equitalia delle bollette di pagamento.
In una nota inviata al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Consiglieri, Confesercenti giudicava insostenibili gli aumenti proposti che, in taluni casi, specie per le attività produttive, prevedevano aumenti del 300% (esempio categorie come Ristoranti, Alberghi e locali Commerciali).
Purtroppo la nostra azione e la nostra protesta non impedì l’approvazione della delibera con i suddetti aumenti ed oggi le famiglie e le aziende di Avezzano, già particolarmente provate da una crisi, acuita ancor di più dai danni indiretti causati dal terremoto, sono raggiunti da cartelle Tarsu di migliaia di euro.
Ribadiamo all’Amministrazione che sui rifiuti occorre una seria programmazione e non la semplice copertura dei costi a totale carico degli utenti, occorre sviluppare e potenziare la raccolta differenziata, altrimenti questo sarà solo l’inizio di un percorso ad ostacoli che porterà ad ulteriori aumenti e ad emulare situazioni spiacevoli come quelle accadute in regioni a noi vicine.
Per quanto ci riguarda staremo al fianco delle imprese ma siamo disponibili ad un confronto con l’intero consiglio comunale per studiare soluzioni insieme.