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Inchiesta disordini Santa Croce – aggiornamento
L’inchiesta Santa Croce di Avezzano (AQ), va verso l’archiviazione, in quanto sta per uscire di scena Pietro Zannoni l’unico indagato dell’inchiesta sui disordini della Santa Croce di Canistro che si ribellarono ad un’allarmistica decisione rivelatasi in un secondo momento falsa.
Pietro Zannoni era in vacanza a Rimini il cinque settembre 2008, quando ignoti, utilizzando alcune utenze mobili intestate allo stesso Zannoni, avrebbero ingaggiato, secondo l’accusa, una vera e propria campagna allarmistica e al veleno che genero’ nei giorni caldi della vertenza, piu’ di una protesta tra i lavoratori sfociata in turbativa dell’ordine pubblico.
L’accusa ha come prova cardine i tabulati telefonici del 5 settembre, in cui sarebbero state fatte alcune telefonate in merito all’esito della vertenza, ma Zannoni ha già anticipato al magistrato di trovarsi tra i giorni 2 e 13 settembre, in soggiorno presso l’Hotel Adria di Rimini e di trovarsi quindi fisicamente lontano dai luoghi da lui abitualmente frequantati e da cui pare siano state effettuate telefonate e connessioni atte a realizzare il quadro criminoso nell’intento di gettare veleni sulla già calda vertenza di lavoro.
Zannoni ha chiesto tramite i suoi legali di essere nuovamente sentito in merito a nuove prove che depositerà agli atti, oltre a quella dell’alibi anche quella sull’incertezza dei testi dell’accusa di aver sentito la vera voce di Zannoni in alcune telefonate giunte dalle sue utenze che gli furono rubate.
Va aggiunto che la segreteria del Dr. Zannoni ha segnalato, come ulteriore prova a discarico, che una delle utenze da cui sono partite alcune delle telefonate in questione non è mai stata attivata a suo nome, e non è in alcun modo collegata alla sua persona.
Crolli all’ospedale San Salvatore: quindici indagati?
Dovrebbero essere 15 le persone iscritte nel registro degli indagati, nell’ambito del filone dell’inchiesta ruguardante i crolli all’ospedale San Salvatore.
“Prima di Natale qualche altro provvedimento verrà fuori”. Lo ha annunciato il Procuratore capo della Repubblica de L’Aquila Alfredo Rossini facendo il punto sulle indagini. Sull’identità degli indagati vige il più stretto riserbo.
Venturoni e Marzetti indagati, reazioni e polemiche
Lanfranco Venturoni, l’assessore alla sanità della Regione Abruzzo, e Roberto Marzetti, l’ex Manager della Asl dell’Aquila, sono indagati. L ‘ipotesi investigativa è di corruzione aggravata e l’inchiesta è la stessa per cui ieri sono stati arrestati l’ex assessore al lavoro di Forza Italia, Italo Mileti e l’amministratore delegato della Fira servizi, Claudio D’Alesio.
Si tratta delle presunte pressioni sostenute da promesse per l’affidamento di un appalto da quindici milioni per la ricostruzione post terremoto della Asl dell’Aquila.
Nello stesso ambito sono indagati anche gli imprenditori Alido Venturi ed Enrico Tessitore e il funzionario della Regione Enzo Mancinelli. L’inchiesta è condotta dalla Procura della Repubblica di Pescara.
Terremoto: il crollo all’Università avrebbe potuto uccidere 2.000 persone
“Nella facoltà di ingegneria è crollata una struttura tipo parete, di dimensioni molto grandi, che si affacciava su una sala dove di solito si ritrovavano gli studenti. Se il crollo si fosse verificato in un’ora in cui erano presenti gli studenti, avrebbe rischiato di uccidere circa duemila persone. Le ipotesi di reato poggiano su questo aspetto e sul fatto che, attraverso le perizie, si e’ scoperto che i lavori non erano stati fatti a norma”.
E’ quanto ha detto il Procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano informazioni in merito ai nove avvisi di garanzia relativi al crollo della facolta’ di ingegneria. “Subito dopo gli interrogatori riguardanti i filoni d’inchiesta sulla Casa dello Studente e sul Convitto – ha concluso Rossini – ci saranno quelli riguardanti gli indagati del filone relativo alla facolta’ di Ingegneria”.
Crollo Casa dello Studente, nuovi sviluppi
Un nuovo possibile spunto investigativo in relazione all’inchiesta ormai ad una svolta sul crollo della Casa dello studente di via XX Settembre in cui il 6 aprile morirono otto studenti universitari, e’ stato fornito stamane dall’ingegnere Giuseppe Carraro del’Aquila.
Il professionista, docente di estimo presso la Facolta’ di Ingegneria dell’Universita’ dell’Aquila, ha incontrato stamane il pm Fabio Picuti, titolare dell’inchiesta sui crolli degli edifici avvenuti dopo il sisma.
Inchiesta FIRA, chiesti 103 rinvii a giudizio
Il pm del tribunale di Pescara, Andrea Papalia, ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per 103 imputati (persone fisiche e giuridiche), coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta, denominata ‘Operazione Bomba’, sulla gestione dei finanziamenti pubblici erogati dalla finanziaria regionale (Fira) nel periodo 2002- 2004, che nell’ottobre del 2006 porto’ all’arresto di undici persone tra cui l’ex presidente Giancarlo Masciarelli.
Terremoto: Rossini, entro Settembre primi risultati inchiesta
“Entro Settembre si perverrà ai primi risultati che avranno una valenza processuale”. Lo ha detto oggi il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dell’Aquila, Alfredo Rossini che sta coordinando l’attività di indagine sui crolli del 6 Aprile, causati dal terremoto.
Il magistrato, che ha sottolineato come “in questi giorni la Procura sta raccogliendo parecchio materiale utile ai fini investigativi”, ha detto anche che i rilievi alla Casa dello studente, dove sono morti otto giovani, non sono affatto terminati. Si tratta di sopralluoghi complessi. Le indagini, ha rimarcato il Procuratore, “sono comunque a buon punto”.
(fonte: AGI)