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ASL Avezzano-Sulmona, vaccini in forte ritardo
Sono quindici i giorni di ritardo nella consegna dei vaccini antifluenzali registrati per la Asl Avezzano-Sulmona ed esplode la polemica. La denuncia è arrivata direttamente dai medici di base che nonostante tutto l’allarmismo che si sta diffondendo negli ultimi giorni non sono ancora stati contattati dalla Asl Avezzano-Sulmona per le dovute spiegazioni del caso come avviene ormai di routine, anche se sembrerebbe che i vaccini siano arrivati in Regione lo scorso lunedì.
Intanto nella struttura sulmonese, i medici stanno analizzando alcuni casi di febbre accompagnata a cefalea, brividi e dolori muscolari. I sintomi, a detta dei sanitari, potrebbero essere dovuti al virus A (H1N1) anche se ancora nulla di certo. La situazione appare tranquilla e il panico che c’era stato nei giorni scorsi sembra essere rientrato.
Influenza A/H1N1, primo caso nella Marsica
Si registra, dopo i casi di Teramo, Pescara e Lanciano anche il primo caso di contagio dell’influenza di tipo “A” nella marsica. Alcuni giovani della Valle Peligna, di ritorno da un viaggio in Inghilterra, si sono presentati al Pronto Soccorso dell’ospedale di Sulmona con sintomi influenzali.
Dopo essere stati sottoposti ad analisi del sangue e al tampone faringeo, sono stati successivamente trattenuti per tutte le indagini previste dal protocollo. Alla ricezione dei risultati tutti sono stati rimandati a casa tranne uno di loro risultato positivo al test della nuova influenza di tipo “A”.
Il caso è stato confermato dall’Istituto Superiore di Sanità al quale la Asl ha inviato le analisi. A contrarre l’influenza è stato un quindicenne di Pratola Peligna, che è stato trasferito all’ospedale di Avezzano dove resterà ricoverato in osservazione nel reparto di malattie infettive per qualche giorno.
I sanitari comunque invitano a non creare inutili allarmismi, ribadendo che al momento il livello di aggressività del virus è estremamente basso.
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Influenza A/H1N1, una guida per difendersi dal virus
1 Come si trasmette l’influenza da virus A/H1N1?
In maniera diretta attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie veicolate con tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata, ma anche indirettamente attraverso la dispersione di virus e secrezioni su oggetti e superfici. Anche un bacio o il bere dallo stesso bicchiere o bottiglia può essere un veicolo del virus.
2 A quale distanza ci si può infettare?
A 15-20 centimetri attraverso il respiro, a un metro se chi è infettato starnutisce, a circa tre metri dopo un colpo di tosse (le goccioline contenenti il virus vanno a una velocità di 150 chilometri orari).
3 La mascherina serve?
Poco, perché lo spray infettante nel caso della nuova influenza è composto di goccioline di pochi micron e può essere trasportato anche a distanza. Una micro nebbiolina che passa attraverso le mascherine tradizionali. Nel caso della Sars, invece, funzionavano perché le goccioline infettanti erano più grandi. E la Sars, che aveva allertato gli esperti, era meno diffusiva anche se più «cattiva».
4 Quindi mettere la mascherina in un ambiente a rischio non proteggerebbe a sufficienza. Ma quali sono gli ambienti a rischio?
Tutti i luoghi affollati e le manifestazioni di massa, anche se all’aperto. Le collettività come quelle scolastiche. I pub e le discoteche. Cinema e mezzi pubblici… No se semivuoti, sì se affollati. Altre caratteristiche favorevoli sono il caldo e l’umidità. Per esempio: un luogo affollato dove si suda è a rischio.