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Fucino, chiesto lo stato di calamità naturale
Acqua, grandine e insetti stanno mettendo a dura prova le colture del Fucino, compromettendo soprattutto i raccolti. Il presidente del Consorzio di Bonifica Settimio Dino Iacutone ha chiesto lo stato di calamità naturale inviando una lettera dettagliata sullo stato delle coltivazioni del Fucino all’assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo, al presidente della commissione regionale agricoltura Antonio Del Corvo e a tutti i sindaci dei comuni interessati.
“Seminare un campo oggi costa e se non c’è un’entrata dalla raccolta per l’agricoltore è un danno ingente. Per questo abbiamo richiesto lo stato di calamità naturale”, ha spiegato Iacutone. Questo periodo generalmente per gli agricoltori è quello della semina di alcuni ortaggi e del raccolto di altri. In questi giorni invece non possono fare né l’uno, né l’altro.I campi infatti sono completamente allagati, non è possibile seminare e i pochi ortaggi che vengono raccolti sono marci. A preoccupare poi gli agricoltori sono gli attacchi da parte di parassiti e funghi.
“Ora i campi sono pieni d’acqua, come del resto anche i canali, ma quando smetterà di piovere arriverà il caldo e di conseguenza gli attacchi di parassiti e funghi perché non sono stati fatti i trattamenti necessari”, ha precisato il presidente del Consorzio di Bonifica .
Per ora la situazione è critica ma è ancora troppo presto per fare una stima dei danni complessivi visto che sono interessate le colture di tutto il Fucino”. La richiesta di stato di calamità naturale, inviata da Iacutone interessa le coltivazioni di tutto il Fucino: Avezzano, Celano, Aielli, Cerchio, Ortucchio, Luco dei Marsi, Pescina, San Benedetto dei Marsi e Trasacco.
“Il mal tempo ha messo a rischio i raccolti della maggior parte delle aziende agricole del Fucino”, ha continuato Iacutone. Per molti infatti non è stato possibile seminare i finocchi, per l’impraticabilità dei campi, in altri i prodotti precedentemente seminati non sono nati, in altri ancora le carote o le patate già presentano uno stato di deperimento.Le autorità conoscono il territorio marsicano e sanno cosa sta accadendo in questi giorni alle nostre colture”, ha concluso Iacutone.
“Auspichiamo perciò che venga riconosciuto, almeno per il comprensorio fucense, lo stato di calamità naturale di cui ne ricorrono ampiamente i presupposti”.
Stupefacenti, ancora arresti ed espulsioni
Ieri mattina i Carabinieri della Compagnia di Avezzano e del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cittadino extracomunitario, A. L. di 27 anni, emessa dal Gip Dr. Stefano Venturini.
L’arrestato, che è stato protagonista di diversi episodi di spaccio di cocaina, sia in Luco dei Marsi che ad Avezzano, è stato associato al carcere di Sulmona a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti la Compagnia dei Carabinieri di Avezzano, assieme a tutte le Stazioni dipendenti, dall’inizio dell’anno ha sequestrato circa un chilogrammo di hashish ed un etto di cocaina.
Ben 50 sono gli arresti che vedono protagonisti cittadini di origine marocchina colti in flagranza di reato, in quasi tutti i comuni marsicani, a spacciare per i giovani del posto. Le modalità di spaccio sono tra le più disparate, dagli incontri negli esercizi pubblici alle zone isolate nel mezzo della piana del Fucino; anche il confezionamento delle dosi ed i sistemi di scambio sono alquanto singolari.