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Terremoto L’Aquila, appalti: Cialente non ha tempo di rispondere. Trasparenza negata: interviene la polizia
Da PrimaDaNoi.it:
Una storia che sembra enorme, a tratti grottesca e pure incredibile. Con moltissimi lati oscuri e le strumentalizzazioni del caso. Tuttavia la mancata trasparenza non fa che alimentare dubbi e perplessità.
«Inquietante e sopra le righe il comportamento di Cialente: per questo chiediamo le dimissioni». Ha iniziato così, Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in Regione, la conferenza annunciata già ieri per chiedere le dimissioni del sindaco del capoluogo.
Sotto accusa la delibera di giunta n.154 del 12 giugno scorso (ancora impossibile da ottenere come fosse un documento dei servizi segreti) con la quale si affidano i lavori per il deposito e le operazioni di selezione delle macerie all’impresa T&P per un ammontare di 50 mln di euro (giudicati da molti solo iniziali).
Le stranezze sarebbero tante.
Le ha passate in rassegna, Gianfranco Giuliante, illustrando i documenti reperiti:«una impresa inattiva fino al 31 maggio 2009. Il primo giugno la T&P presenta domanda di inizio attività. Il 4 successivo viene ceduta per 1.250 euro da Walter Tirimacco a Claudio Pangrazi, che lavora nella cava di Paganica, mentre il trasferimento delle quote presso il registro ditte della Camera di commercio avviene l’11 giugno, proprio il giorno prima della delibera di affidamento dei lavori». Quello che Giuliante ha definito un percorso «inquietante» ruota intorno a due domande di fondo: «la Giunta era competente per deliberare un atto di gestione come questo affidamento diretto?» e «è possibile che un’azienda, che era inattiva, abbia i requisiti soggettivi per essere affidataria di un tale appalto?».
G8: Obama, Medvedev e la Merkel in visita a L’Aquila e Onna
La prima giornata del G8 aquilano è stata caratterizzata, oltre che dai primi importanti accordi su materie quali il clima, l’economia e la finanza internazionale e la lotta alla povertà, dalle visite dei “grandi” ai centri maggiormente colpiti dal sisma del 6 Aprile.
In particolare, Barack Obama e Dmitri Medvedev hanno visitato il centro storico de L’Aquila, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel ha visitato Onna, la località che in assoluto ha registrato la percentuale più alta sia di morti rispetto alla popolazione residente sia di edifici distrutti, un vero e proprio luogo-simbolo del terremoto.
I tre leader si sono impegnati a finanziare la ricostruzione o il restauro di edifici storici, chiese e monumenti.
Barack Obama è apparso molto impressionato, nel corso della sua visita a L’Aquila e in particolare alla zona di piazza Duomo, dall’entità dei danni subiti dalla città.
Si è intrattenuto brevemente con una rappresentanza dei soccorritori – Vigili del fuoco, addetti della Protezione Civile, volontari, forze dell’ordine – salutandoli calorosamente e ringraziandoli per l’opera svolta finora.
Il presidente americano è stato anche protagonista di una simpatica gag al momento di scattare le foto-ricordo ufficiali dell’evento con Silvio Berlusconi, Gianni Chiodi (presidente della Regione Abruzzo), Stefania Pezzopane (presidente della Provincia de L’Aquila) e Massimo Cialente (sindaco della città).
Si è infatti ritrovato fianco a fianco con la presidente della provincia, Stefania Pezzopane, che – sia detto con simpatia – per usare un neologismo politicamente corretto potremmo definire una persona “diversamente alta”: resosi conto della differenza d’altezza, al momento della foto il presidente Obama si è sciolto in un gran sorriso e si è abbassato per permettere ai fotografi di immortalarlo insieme alla presidente Pezzopane.
Il presidente russo Medvedev dal canto suo si è impegnato nella ricostruzione di un palazzo di elevato valore storico nel centro della città, a pochi passi dalla piazza del Duomo.
Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel è rimasta molto colpita da quel che ha visto a Onna: durante la visita è apparsa, in certi momenti, visibilmente emozionata.
Diciamo che i militari tedeschi non hanno lasciato esattamente un buon ricordo di sè in questo borgo: durante la loro ritirata sotto l’incalzare delle forze Alleate, nel 1944, commisero una strage di civili che costò la vita a diciassette cittadini onnesi.
Angela Merkel ha affermato che la Germania ha “adottato” Onna per la ricostruzione anche come gesto di parziale riparazione per quanto successo allora, e si è soffermata a lungo davanti alla stele che ricorda le vittime dell’eccidio nazista del 1944. Un gesto che è stato particolarmente apprezzato dagli sfollati del paesino abruzzese, che hanno più volte salutato la visita del Cancelliere e del premier Berlusconi con applausi.
La Germania, in particolare, oltre a contribuire genericamente alla ricostruzione del borgo abruzzese si farà carico integralmente della costruzione di una scuola elementare e del restauro di una chiesa del 1300 parzialmente crollata a seguito del terremoto.
(ripubblicato su Report On Line)
G8, Massimo Cialente: “spero non sia un flash”
«Speriamo che questi riflettori accesi facciano veramente luce su quanto accaduto», ha esordito il primo cittadino alla vigilia del G8. «L’Aquila è una città fantasma e non lo si è compreso a fondo a tre mesi dal sisma – ha aggiunto – a livello economico è ripartito poco più del 5% del sistema. Non vorrei che il G8 rappresentasse un flash e non un riflettore sulla città. Ad oggi non so chi è interessato a vedere la città. Solo l’Ambasciata del Giappone mi ha contattato perché il loro premier ha manifestato questa intenzione. Ho appreso della Merkel a Onna dai giornali, vorrei che vedesse anche l’Aquila. Spero almeno in una ricaduta turistica nel comprensorio».
Per Massimo Cialente far vedere L’Aquila vuol dire mettere di fronte al dramma di quanto accaduto. «Ora il Governo ci fa ripagare tutte le tasse, in due anni da gennaio, cosa che non era mai avvenuta prima. In Umbria si comincia adesso, dopo oltre dieci anni e in 120 rate. Un lavoratore autonomo non riuscirà mai a rimettersi in piedi, ricominciare un’attività è difficilissimo. Ciò scoraggia, serve invece una zona franca del cratere, non urbana, per dare possibilità al territorio di respirare, per questo vorrei che almeno i leader europei vedessero la città».
Una città che in queste ore è diventata deserta. «Tanta la preoccupazione degli aquilani che sono davanti a una diaspora – ha evidenziato Cialente – sancita da chi non sta pensando alla ricostruzione. Basti pensare che si dà il contributo per l’affitto anche a chi trova casa in altre regioni italiane. È una presa d’atto che non si vuole far rientrare gli aquilani all’Aquila. Per la ricostruzione sono passati tre mesi ed è tutto fermo. I primi 20 milioni verranno erogati a giorni; la Regione non presenta ancora il prezzario nonostante le continue richieste. Senza case sarà vano pure riaprire le scuole. Per i lavori le ditte chiedono anticipi, non essendo fissata la parcella ai professionisti c’è chi chiede il 30% del contributo di 10mila euro per la prima casa agibile. Non ci sono ancora i soldi, non c’è regolamentazione, si vede sfiducia. E questa è una costa triste».
(fonte: Il Tempo)
Terremoto, Massimo Cialente critico sul decreto anticrisi
Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha criticato la norma, nel nuovo decreto anticrisi approdato alla Camera, che prevede per le popolazioni terremotate in Abruzzo la ripresa da gennaio del pagamento dei contributi e dei tributi sospesi in giugno.
“La notizia”, ha dichiarato in una nota, “ha dell’incredibile”. Per Cialente, “con una decisione incomprensibile nella forma, iniqua nella sostanza e incresciosa nella valenza, si stabilisce a norma di legge che i residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile, attualmente, come in casi analoghi, esonerati dal pagamento di tasse e tributi previdenziali, dovranno restituire quanto finora non corrisposto all’erario in ragione dell’emergenza gia’ a partire dal mese di gennaio 2010, per il 100 per cento della somma e nell’arco di 24 mesi”.
“L’iniquita’ rispetto alle precedenti emergenze “, ha insistito, “e’ vergognosa, dal momento che in Umbria, tanto per citare un caso analogo, i cittadini hanno iniziato la restituzione di tasse e imposte solo ora, dopo ben 12 anni dal sisma. Non solo: dovranno corrispondere solo il 40 per cento e nell’arco di 120 mesi. Allo stesso modo, in seguito all’alluvione in Piemonte, i tributi furono corrisposti dopo diversi anni e per il 10 per cento del totale, grazie a un condono”.
Ora, ha aggiunto, “mi domando il perche’ di questo atto offensivo e politicamente incomprensibile, a fronte delle grandi promesse del premier, che sancisce di fatto l’esistenza di ‘terremotati di serie A’ e di ‘terremotati di serie B’”.
“Aquilani, tornate a casa”
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non nasconde la sua preoccupazione per il futuro della città: «Troppa gente sta pensando di trasferirsi sulla costa. In molti vorrebbero iscrivere i loro figli nelle scuole degli altri capoluoghi. Mi auguro che questo non accada. Ci aspetta un periodo duro. Due anni di sacrifici, ma posso dirvi oggi che il 18 settembre suoneranno le campanelle di tutte le scuole dell’Aquila».
«Ieri – ha aggiunto il sindaco – con l’autorità di governo abbiamo fatto un sopralluogo in alcune aree dove ricostruiremo da subito i plessi distrutti dal sisma. Ma in questo momento – ha proseguito – il vero problema non sono le scuole, ma le case. Fino a prima di Natale saremo ancora in emergenza, ma l’obiettivo è di chiudere le tendopoli con l’arrivo dell’autunno».
(fonte: Il Tempo)
L’Aquila, cinque anni per ricostruire il centro storico
Da Il Tempo:
«Occorreranno non meno di cinque anni per ricostruire il centro storico dell’Aquila». E’ questa la dichiarazione rilasciata dal sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso ieri mattina in occasione della riapertura di Corso Federico II, che da due mesi a questa parte era una delle strade del centro storico che facevano parte della zona rossa.
«E’ bene non illudere e prendere in giro nessuno -continua Bertolaso – qua bisogna fare un lavoro molto difficile e complicato, che richiede anche un’analisi dettagliata, un piano collettivo di interventi e di nuova urbanizzazione, e poi fare quei lavori seri che bisogna fare. Premesso questo, la riapertura di questo tratto di centro storico è una buona base di partenza per continuare però con cose concrete, non a chiacchiere, per definire tutte le misure per la riapertura del centro storico».
Alla manifestazione hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, contestato da alcuni partecipanti, il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, promotore della riapertura, ed il Presidente della Provincia Stefania Pezzopane, oltre ai tanti aquilani accorsi per l’occasione anche dagli alloggi temporanei sulla costa adriatica.
Notevole è stato il dispiegamento di Vigili del Fuoco e Polizia, necessari al fine di evitare che i curiosi aggirassero le restrizioni, addentrandosi nelle zone limitrofe ancora non poste in sicurezza e quindi potenzialmente pericolose.
Tantissimi i cittadini arrivati fino in Piazza Duomo accompagnati dalle squadre dei Vigili, che hanno calpestato dopo mesi il lastricato della storica piazza, con gli occhi lucidi ed il fiato spezzato dalla commozione, e si sono sentiti di nuovo a casa. Tante le persone giunte anche da altre regioni per vedere i lavori di ricostruzione dell’Aquila.
Aggiungo, per completezza, che la porzione di centro storico riaperta ieri è di fatto aperta solo di giorno: ogni sera dalle 22:00 l’area sarà nuovamente transennata e off-limits fino al mattino successivo. Si tratta quindi, almeno per ora, di una riapertura simbolica.
Cialente: fra 15 giorni emergenza rifiuti come a Napoli
“Tra 15 giorni avremo un’emergenza rifiuti come quella napoletana, perchè il Comune non ha i soldi per poter pagare l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta”.
E’ l’allarme lanciato dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha partecipato a un incontro sulla Sanità abruzzese tra il viceministro Ferruccio Fazio e i medici. Sarà emergenza, ha sottolineato Cialente, “anche per il ciclo delle acque, visto che nessuno ovviamente paga più la bolletta. Faremo venire il G8 in questa situazione?”.
La situazione finanziaria del Comune, ha ribadito il sindaco, è drammatica: “Non abbiamo più l’entrata dell’Ici, né la Tarsu. Non abbiamo più soldi. Tra due mesi non potrò più pagare gli stipendi”.
(fonte: AGI)