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Avezzano: gruppo PD chiede Consiglio comunale straordinario
Il Gruppo del PD al Comune di Avezzano ha fatto richiesta di un Consiglio Straordinario per discutere di raccolta differenziata e nuovi aumenti della Tarsu. Ancora una volta a sollecitare il dibattito sulle gestione dei rifiuti è l’opposizione che, raccogliendo le rimostranze dei cittadini prima di tutto, ma anche di molte associazioni di categoria tra cui Cna, Confartigianato, Confcommercio, Unimpresa, Mondo Consumatori e Centro giuridico consumatori della Marsica ha messo agli atti la convocazione urgente di un Consiglio Comunale Straordinario.
All’ordine del giorno il Partito Democratico porterà una serie di proposte utili per scongiurare variazioni della tariffa. “L’aumento – dice il Capogruppo del Pd Giuseppe Di Pangrazio – era stato determinato, in gran parte, dal trasporto dei rifiuti nei comuni di Lanciano, Teramo ed Isernia. Con l’evento sismico l’amministrazione si è trovata costretta a riaprire la discarica di Santa Lucia, quindi l’incremento della tassazione, determinato dalle spese di trasporto, è ingiustificato. In più – aggiunge Di Pangrazio – la rateizzazione dell’aliquota potrebbe essere spalmata in sei rate invece che tre, aiutando soprattutto le famiglie meno agiate ad affrontare spese che sono particolarmente gravose”.
L’opposizione si dice contraria però, non solo sull’aumento della tariffa – battaglia che il Gruppo Pd porta avanti da più di un anno – ma, soprattutto, alla mancata programmazione della raccolta differenziata, unica soluzione al problema. “ Sarebbe demagogica la critica sterile ad una gestione amministrativa in difficoltà – concludono i consiglieri – per questo il Pd, con il Gruppo in Consiglio Comunale, porterà mozioni concrete per scongiurare in futuro l’aumento della tassa sui rifiuti”. Se le proposte verranno disattese, il Partito Democratico sarà costretto a passare dalla fase “di proposta e dialogo a quella di controllo, chiedendo agli organi superiori di verificare la corretta gestione dello smaltimento dei rifiuti”.
(fonte: IMGpress)
“Il governo regionale è immobile di fronte alla crisi economica”
L’accusa viene dallo stato maggiore del Pd aquilano, in testa il segretario provinciale Michele Fina con l’on. Giovanni Lolli e i consiglieri regionali Giovanni D’Amico, che è anche vice presidente del Consiglio regionale, e Giuseppe Di Pangrazio.
Occasione è stata una conferenza stampa, con altri dirigenti provinciali del Pd e amministratori locali del partito di Franceschini, tenutasi nella sede del Pd di Avezzano in via XX Settembre.
Immobilità, ha precisato lo stesso Fina, che si è manifestata ancor più dopo il terremoto di L’Aquila quando aree importanti come Aquilano e Marsica si sono trovate in difficoltà e non hanno trovato una Regione disposta ad ascoltare le istanze. «Governo nazionale e regionale – ha detto Fina – si sono mostrati sordi a tutte le nostre sollecitazioni, dalla richiesta di benefici fiscali a misure a sostegno dell’economia e dello sviluppo».
I dirigenti del Pd si riferiscono, innanzitutto, alla bocciatura degli emendamenti presentati per promuovere la realizzazione di interventi di reindustrializzazione e risanamento ambientale nei siti di Bussi, Pile ed Avezzano. Di Pangrazio, poi, ha ricordato la proposta riguardante la gestione dell’Irap, per la quale si chiedevano interventi a favore delle imprese fuori del cratere.
PD Avezzano, forum sull’università
Oggi alle 17:00 nella sede del PD in via Albense ad Avezzano si terrà un forum sui problemi degli studenti universitari delle facoltà aquilane nella Marsica.
L’incontro è organizzato dai Giovani democratici; vedrà la partecipazione di consiglieri del PD e di amministratori provinciali e regionali che risponderanno alle domande degli intervenuti.
Astensionismo a L’Aquila: una valutazione
A spoglio dei risultati europei appena finito c’è già chi tenta di dipingere l’elevata percentuale di astensioni registrata nel capoluogo abruzzese come una “clamorosa forma di protesta” contro la politica in generale e i partiti di governo, accusati di non fare abbastanza per la ricostruzione, in particolare.
Viene sbandierato, in particolare, il dato del Comune de L’Aquila, dove quasi tre cittadini su quattro non si sono recati alle urne: solo il 27,9 degli elettori ha infatti votato, mentre la percentuale era stata del 73,1 nel 2004, ma questo dato va interpretato tenendo conto di alcuni fattori.
Innanzitutto, buona parte dei cittadini-elettori de L’Aquila (e dei comuni limitrofi) sono attualmente ospitati in strutture e alberghi lontani dalla città, spesso sulla costa teramana o pescarese: esisteva quindi un oggettivo problema logistico, la necessità di percorrere centinaia di chilometri fra andata e ritorno per poter esprimere il proprio voto nelle aree terremotate.
La distanza probabilmente per molti non avrebbe rappresentato un ostacolo insormontabile se il voto fosse stato anche amministrativo, ma per le note vicende nell’aquilano sabato e domenica si votava solo per le elezioni europee: ha pesato quindi la scarsa affezione e lo scarso interesse per le tematiche europee, rafforzata inoltre da una “scoperta” fatta nelle scorse settimane: l’Unione Europea eroga contributi pari al 100% del danno solo in caso di terremoti pari o superiori al grado 6.0 della scala Richter, mentre il sisma in Abruzzo è stato “solo” (si fa per dire) di grado 5.8 Richter: niente copertura totale, quindi, da parte delle istituzioni europee.
I fattori che hanno prodotto una così elevata astensione dal voto sono stati quindi tre: difficoltà logistiche per gli sfollati sulla costa; disaffezione/protesta nei confronti della UE, mancata concomitanza del voto amministrativo, decisamente più “sentito” di quello europeo.
Non mi pare reggere la tesi del giudizio negativo nei confronti del governo: il voto complessivo per il Comune de L’Aquila parla di un PdL al 54,75% (52,67% in provincia), di un PD staccatissimo al 19,63% (22,12% in provincia) e di un’IdV all’11,38% (10,10% in provincia) – non esattamente un voto “di protesta”, insomma.
Il PdL doppia il PD alle europee in Abruzzo

Con lo scrutinio del 99,07% delle sezioni il Pdl si conferma primo partito della regione con il 44,5% delle preferenze (286.435).
Si ferma al 22,35% il Pd (143.902 voti).
Cresce l’Italia dei Valori che conquista il 13,71% (88.271).
L’Udc raccoglie il 5,88% delle preferenze (37.874).
Gli altri si sono fermati tutti al di sotto del 5%: Rifondazione comunista, Sinistra europea e Comunisti italiani è al 4,26, Sinistra e Libertà 2,68%, Pannella- Bonino 2,32, Lega Nord 1,29%, Fiamma Tricolore 0,94, L’Autonomia 0,88%, Forza Nuova 0,82%, Liberal democratici 0,30%.
(fonte: PrimaDaNoi – continua a leggere)