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Il Teatro Stabile d’Abruzzo rinasce al Festival di Mezza Estate

“Se l’umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà per un terremoto o una guerra, ma per un dopo-terremoto o un dopo-guerra”, lo scriveva Ignazio Silone in “Uscita di sicurezza”, il testo che Indro Montanelli considerava tra i più importanti del Novecento.

Il romanzo autobiografico dello scrittore abruzzese diventa un racconto popolare suddiviso in quattro movimenti con parole, musica e immagini che scandiscono quattro tappe della vita dell’autore: dall’infanzia a Pescina al terremoto del 1915, dalla sua adesione al partito comunista all’abbandono della politica.

Uno spettacolo diretto da Fabio Bussotti con le musiche di Stefano Caprioli che ha un valore sociale fuori misura, si tratta infatti della prima produzione del Teatro Stabile D’Abruzzo dopo il sisma del 6 aprile.

Ad accoglierlo a braccia aperte è il XXV Festival Internazionale di Mezza Estate che si terrà a Tagliacozzo (L’Aquila) dal 17 luglio al 22 agosto, un compleanno che la manifestazione avrebbe voluto festeggiare in maniera diversa.

“Il teatro a L’Aquila non esiste più – afferma il direttore artistico Lucia Bonifaci – “il nostro è un segnale per dire: Ricostruiamo insieme il tessuto sociale e culturale di una città traumatizzata”.

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Calcio, VDG Avezzano: salta il cambio di denominazione?

l sindaco di Pescina, Maurizio Radichetti, ha atteso invano insieme ai componenti della giunta l’arrivo in Municipio del Presidente della Valle del Giovenco Pescina, Luca Mastroianni.

Quest’ultimo era atteso nel centro Siloniano per firmare una convenzione tra la società sportiva ed il comune che avrebbe portato alle casse municipali 300mila euro in 5 anni, in cambio di un documento in cui Radichetti notificava l’impossibilità di adeguare il campo sportivo di Pescina per le gare di Prima Divisione.

La Valle de Giovenco infatti, gioca le proprie gare interne da due anni allo stadio dei Marsi soltanto per una deroga che è stata rinnovata di anno in anno.

Attraverso questo documento, Mastroianni avrebbe potuto richiedere alla Lega Pro il cambio di denominazione in ”VDG Avezzano” e quindi anche l’assegnazione dello stadio di Avezzano come impianto ufficiale. Mastroianni però ieri non si è presentato a Pescina e, secondo voci vicine alla dirigenza, il cambio di denominazione sarebbe possibile anche senza la documentazione di Radichetti.

I tifosi bianco verdi però sono preoccupati e temono di essere costretti ancora un anno a sostenere una squadra che non rappresenta la loro città, visti i cattivi rapporti che la precedente società aveva instaurato con il presidente della Lega Pro, Macalli.

La società, comunque, potrebbe aver deciso di aspettare ancora un anno per il cambio di denominazione, visto che il regolamento gli consentirebbe il cambio dopo tre anni anche senza la documentazione richiesta a Radichetti, risparmiando così i 300mila euro.

Il sindaco di Pescina ieri ha ribadito la propria disponibilità confermando che sulla cifra ci sono state delle trattative visto che per l’adeguamento dell’impianto di Pescina, il comune ha già speso 400mila euro senza aver mai incassato l’affitto per l’uso di 300mila euro.

Calcio, ore decisive per il cambio di nome della Valle del Giovenco

Tifosi, appassionati e cittadini attendono il verdetto. La Valle del Giovenco Pescina si trasformerà in Vdg – Avezzano?

La decisione sarà presa entro oggi, presumibilmente. Dopo la richiesta del sindaco di Avezzano Antonio Floris al collega di Pescina Maurizio Radichetti si è passati all’azione. Questa mattina il primo cittadino di Pescina firmerà una convenzione con la quale il presidente della società di calcio Luca Mastroianni si impegnerà a versare, nell’arco di cinque anni, 300 mila euro al Comune di Pescina e, a sua volta Radichetti dichiarerà che la squadra non potrà giocare nello stadio di Pescina perché l’impianto non è idoneo alle esigenze della categoria in cui milita la squadra.

Stando così le cose il sindaco Floris e il presidente della Valle del Giovenco presenteranno alla Lega calcio la richiesta per cambiare il campo e di conseguenza il nome della squadra, in quanto in base al regolamento della Lega Pro non ci sono i tempi per adeguare l’impianto sportivo alle esigenze della serie superiore.

(fonte: Terre Marsicane)

Fucino, chiesto lo stato di calamità naturale

Acqua, grandine e insetti stanno mettendo a dura prova le colture del Fucino, compromettendo soprattutto i raccolti. Il presidente del Consorzio di Bonifica Settimio Dino Iacutone ha chiesto lo stato di calamità naturale inviando una lettera dettagliata sullo stato delle coltivazioni del Fucino all’assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo, al presidente della commissione regionale agricoltura Antonio Del Corvo e a tutti i sindaci dei comuni interessati.

“Seminare un campo oggi costa e se non c’è un’entrata dalla raccolta per l’agricoltore è un danno ingente. Per questo abbiamo richiesto lo stato di calamità naturale”, ha spiegato Iacutone.  Questo periodo generalmente per gli agricoltori è quello della semina di alcuni ortaggi e del raccolto di altri. In questi giorni invece non possono fare né l’uno, né l’altro.I campi infatti sono completamente allagati, non è possibile seminare e i pochi ortaggi che vengono raccolti sono marci. A preoccupare poi gli agricoltori sono gli attacchi da parte di parassiti e funghi.

“Ora i campi sono pieni d’acqua, come del resto anche i canali, ma quando smetterà di piovere arriverà il caldo e di conseguenza gli attacchi di parassiti e funghi perché non sono stati fatti i trattamenti necessari”, ha precisato il presidente del Consorzio di Bonifica .

Per ora la situazione è critica ma è ancora troppo presto per fare una stima dei danni complessivi visto che sono interessate le colture di tutto il Fucino”. La richiesta di stato di calamità naturale, inviata da Iacutone interessa le coltivazioni di tutto il Fucino: Avezzano, Celano, Aielli, Cerchio, Ortucchio, Luco dei Marsi, Pescina, San Benedetto dei Marsi e Trasacco.

“Il mal tempo ha messo a rischio i raccolti della maggior parte delle aziende agricole del Fucino”, ha continuato Iacutone. Per molti infatti non è stato possibile seminare i finocchi, per l’impraticabilità dei campi, in altri i prodotti precedentemente seminati non sono nati, in altri ancora le carote o le patate già presentano uno stato di deperimento.Le autorità conoscono il territorio marsicano e sanno cosa sta accadendo in questi giorni alle nostre colture”, ha concluso Iacutone.

“Auspichiamo perciò che venga riconosciuto, almeno per il comprensorio fucense, lo stato di calamità naturale di cui ne ricorrono ampiamente i presupposti”.

Turismo nella Marsica: i cunicoli di Claudio

Il Comune di Avezzano, l’Arssa e la Comunità Montana Marsica Uno hanno deciso di prendere in considerazione l’idea, sulla base di un progetto presentato tempo fa dall’Università dell’Aquila e commissionato dall’Arssa, di far diventare i cunicoli di Claudio tappa di un percorso di promozione turistica del Fucino e di conseguenza un’importante risorsa per l’economia locale.

Nel progetto, il parco naturalistico-archeologico comprenderebbe anche le antiche vasche romane lungo la Circumfucense, l’emissario di Claudio nei pressi di Capistrello, il museo Mazzarino di Pescina e Alba Fucens.

La spesa prevista è di 3 milioni di euro ed oltre al contributo da parte degli enti interessati, si spera in un aiuto anche dalla Comunità Europea; nei cunicoli sarebbero installate telecamere e sistemi di illuminazione per permettere di renderli accessibili ai visitatori.

(fonte: stampa locale – Il Centro)

Ospitare corsi di laurea aquilani ad Avezzano

Fra le iniziative  a sostegno dell’Università dell’Aquila segnalo quella della Comunità montana “Marsica 1″: d’intesa col Rettore dell’Università aquilana, professor Ferdinando Di Iorio, il presidente della C.M. Marsica 1, Italo Taccone, ha convocato una riunione coi sindaci di Avezzano, Celano, Pescina, Carsoli e Tagliacozzo e con rappresentanti di altre istituzioni pubbliche e private per una prima verifica circa la disponibilità di strutture in grado di ospitare temporaneamente i vari corsi di laurea rimasti privi di strutture adeguate.

La riunione è fissata per martedì 21 Aprile alle ore 11:00 presso la sede della Comunità montana Marsica 1 in via Monte Velino, 61 ad Avezzano.

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