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Sciame sismico, L’Aquila: resta chiuso il centro storico

Resterà chiuso per altre 48 ore il centro storico dell’Aquila. Ad annunciarlo, a margine della presentazione della nuova campagna abbonamenti della societa’ “L’Aquila Rugby 1936″, il sindaco Massimo Cialente.

Nel corso della mattina si è svolta anche una riunione tecnica in Prefettura, convocata per fare il punto sulla situazione relativa allo sciame sismico che sta interessando l’Alto Aquilano e i monti Reatini. Il primo cittadino ha annunciato anche di aver dato mandato ai tecnici del Comune di verificare i piani di sicurezza di tutti i cantieri del centro storico dell’Aquila.

Monti Reatini, è sciame sismico

Dopo le due scosse di questa mattina da 3.4 e 3.6 gradi Richter, altre due scosse hanno interessato poco fa il distretto sismico Monti Reatini.

La prima è stata registrata dall’INGV alle 13:45 con magnitudo 2.3 Richter e profondità 9,9 chilometri, la seconda è invece delle 14:06 con magnitudo 3.3 Richter e profondità di appena 2,3 chilometri.

La Prefettura sta monitorando la situazione.

Il fantasma di Ciancimino dietro la ricostruzione post-terremoto?

«I primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il “tesoro” di Vito Ciancimino».

E’ questa la notizia che qualche giorno fa era stata lanciata dalle pagine del quotidiano La Repubblica, in un articolo di Attilio Bolzoni. Ma il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli ha assicurato che gli accertamenti e i controlli sono continui e non c’è nulla di cui temere.

Repubblica, però, ha ricostruito tutto l’intreccio di ditte, vincitori, amicizie e collegamenti che gettano così le prime ombre sulla ricostruzione della città. Una ricostruzione che fin dal principio aveva creato preoccupazioni e perplessità, tanto che a vigilare sarà una commissione parlamentare antimafia.

Bolzoni fa il nome di Dante Di Marco, imprenditore di Carsoli di 70 anni, che si è aggiudicato l’appalto per le piattaforme di cemento di Bazzano dove sorgeranno le nuove case antisismiche, insieme all’associazione temporanea di imprese.

«La capogruppo», si legge nell’articolo di Repubblica, «era la “Prs, produzione e servizi srl” di Avezzano, la seconda ditta era la “Idio Ridolfi e figli srl” (anch’essa di Avezzano, sta partecipando anche ai lavori per la ristrutturazione per il G 8 dell’aeroporto di Preturo), la terza era la “Codisab” di Carsoli, la quarta era l’impresa “Ing. Emilio e Paolo Salsiccia srl” di Tagliacozzo e la quinta l’”Impresa Di Marco srl” con sede a Carsoli, in via Tiburtina Valeria km 70».

(fonte: PrimaDaNoi – continua a leggere)

Crisi economica e rischio usura

Da Ascomfidi Marsicana:

Non c’è dubbio che la crisi economica sia un pericoloso volano per il diffondersi dei fenomeni legati all’usura. Le imprese sono strette fra il calo della domanda, ritardo nei pagamenti da parte dei clienti oltre che della pubblica amministrazione, e un sistema creditizio che si è irrigidito, rigidità di cui soffrono particolarmente le piccole e medie imprese.

La difficoltà di reperire finanziamenti potrebbe spingere qualche imprenditore, più debole o esposto più degli altri, a percorrere vie extrabancarie nell’illusione di poter abolire la crisi economica da un lato e le regole bancarie sempre più rigide dall’altro.

Ma quello che sembra un aiuto in realtà può essere l’inizio di una spirale che travolge imprenditori e famiglie nelle maglie della criminalità organizzata.

Alle Forze dell’Ordine chiediamo di continuare a vigilare come già stanno facendo, alle banche e agli enti pubblici chiediamo di aiutarci a prevenire il fenomeno con tutti i mezzi possibili.

Al di là degli obblighi imposti da Basilea, gli istituti di credito devono porsi il problema di garantire una normale operatività alle imprese soprattutto a quelle che vogliono investire per innovarsi e crescere.

Importante il ruolo delle Cooperative di Garanzia delle Associazioni di Categoria nel sostegno ai soggetti a rischio che potrebbero essere dotate di un fondo rischio speciale per allontanare lo spettro dei prestiti usurai.

Confcommercio è direttamente impegnata sul fronte della lotta all’usura per questo ritiene che l’attivazione presso le Prefetture degli Osservatori sul Credito, vanno nella giusta direzione.

Il decreto anti-crisi ha infatti assegnato ad ogni Prefettura il compito di costituire al proprio interno un centro di controllo che dovrà fungere da Osservatorio e contemporaneamente facilitare il rapporto banca-impresa.

Imprese che da parte loro, possono segnalare attraverso una specifica modulistica, comportamenti degli istituti di credito che ritengono lesivi dei propri diritti.

Terremoto: chiesti tassi anche dell’8,9% per la ricostruzione

Eccole qua, le banche “vicine ai cittadini”.

Dall’agenzia ANSA:

L’AQUILA – Tassi di interesse dell’8,50 e dell’8,90 per cento sono stati proposti da due grandi banche a un cittadino aquilano che aveva chiesto piccoli prestiti fiduciari finalizzati alla ristrutturazione dell’abitazione danneggiata dal terremoto.

Le richieste sono documentate da filmati realizzati con una telecamera nascosta per un’inchiesta giornalistica; la Prefettura del capoluogo ha chiesto di avere la registrazione.

Da un’indagine condotta dal responsabile locale dell’emittente televisiva regionale “ATV7″, Gianfranco Sciarra – egli stesso danneggiato dal terremoto – è emerso che il tasso di interesse praticato per piccoli prestiti è pari o superiore all’8,50 per cento in quei due istituti di credito.

L’inchiesta è stata mandata in onda nella trasmissione “Sotto le colonne”, con riferimento ai portici dell’Aquila, che storicamente rappresentano il salotto della città dove è solito discutere di politica, cultura, sport e attualità in generale.

A causa della mancata liberatoria da parte degli intervistati non sono stati divulgati i nomi delle due banche, ma sono evidenti le dichiarazioni fornite dagli addetti.

Il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, è vice Commissario delegato con funzioni vicarie per l’emergenza terremoto in Abruzzo. Secondo quanto si è appreso, il filmato – richiesto dall’ufficio stampa della Prefettura – sarà consegnato lunedì prossimo.

Trecento milioni di danni per stabili provinciali all’Aquila

Questa la valutazione emersa all’Assemblea delle provincie italiane tenuta a Coppito, presso la scuola della Guardia di Finanza.

(AGI) – L’Aquila, 23 apr. – E’ di circa 300 milioni di euro la stima degli interventi stilata dalla Provincia dell’Aquila per la ricostruzione, la messa in sicurezza e il consolidamento di scuole e di edifici pubblici, di pertinenza dell’Amministrazione provinciale.

Il piano e’ stato presentato oggi nel capoluogo abruzzese all’Assemblea delle Province Italiane, organizzato a Coppito, presso la scuola della Guardia di Finanza, dall’Upi, a cui sono intervenuti gran parte dei presidenti delle province.

Tra questi, oltre alla presidente della Provincia dell’’Aquila Stefania Pezzopane, anche Fabio Melilli presidente dell’UPI, Nicola Zingaretti (Roma), Nicola Bono (Siracusa), Filippo Penati (Milano) Alberto Cavalli (Brescia), Antoci Francesco (Ragusa). Era presente anche direttore generale dell’Ufficio volontariato relazioni istituzionali e internazionali della Protezione civile, Agostino Mozzo.
Nell’elenco delle priorità, stilato dalla Provincia dell’Aquila, figurano 50 edifici, tra scuole e sedi di enti.  Tra questi la Biblioteca provinciale, la Prefettura, l’’Archivio notarile, alcuni palazzi storici come Palazzo Gaglioffi o Palazzo Quinzi, sedi scolastiche.

(fonte: AGI – continua a leggere)

Insomma, decine e decine di edifici fra scuole, Prefettura, Biblioteca provinciale, Archivio notarile ed enti pubblici vari, tutti di pertinenza dell’Amministrazione provinciale: a questo punto mi chiedo il senso delle polemiche e degli attacchi alle istituzioni “incapaci o inadempienti” lanciati dalla Pezzopane nei giorni scorsi, visto che una delle principali “istituzioni incapaci o inadempienti” parrebbe essere proprio quella amministrata da lei – forse farebbe meglio a fare meno polemiche sterili e più autocritica.

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