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Tagli alla sanità, si prepara la mobilitazione

Contro i tagli ai servizi e alle strutture sanitarie, la Marsica è pronta alla mobilitazione. A Tagliacozzo e a Pescina i comitati cittadini si oppongono alla chiusura pomeridiana e notturna degli ospedali, come stabilito dal nuovo piano della Asl; questa eventualità aggraverebbe ulteriormente la situazione di due presidi sanitari, dove non c’è neppure il servizio di emergenza come 118 e pronto soccorso.

Non diversa la situazione all’ospedale di Avezzano, dove c’è forte carenza di personale nei reparti. Critica è invece la condizione del Pronto Soccorso del nosocomio del capoluogo marsicano, dove rimangono di turno due soli infermieri. C’è una delibera della giunta regionale del 2002 che destinava oltre 3 milioni di euro per 118 e pronto soccorso, ma di questi fondi non si sa più nulla.

Lanfranco Venturoni è atteso nella Marsica per il prossimo giovedì, dove a Tagliacozzo incontrerà sindaci e cittadini. I cittadini di Tagliacozzo chiedono la convocazione di un assemblea alle istituzioni comunali, prima dell’incontro, altrimenti ci sarà una manifestazione popolare.

(fonte: Il Centro)

Grossi cambiamenti nella mappa della sanità regionale

La nuova mappa sanitaria dell’Abruzzo, una volta completate tutte le azioni (o fasi), dovrebbe prevedere non più di nove ospedali: Teramo, Giulianova, L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Pescara, Chieti, Lanciano e Vasto.

Su tutti gli altri è destinata ad abbattersi la scure della Regione, che finora ha cercato di prendere tempo e di resistere al pressing del Ministero della Salute che sollecita con insistenza il drastico ridimensionamento dell’offerta ospedaliera in Abruzzo.

Non basta. La notizia che fa più rumore, ufficializzata da Venturoni, è il progetto di dare vita a quattro Asl provinciali (in pratica l’accorpamento delle Asl dell’Aquila e di Avezzano-Sulmona e di quelle di Chieti e Lanciano-Vasto).

E’ una misura già prevista nel Piano sanitario regionale, che però istituiva contestualmente anche le Aziende ospedaliere a Chieti e L’Aquila, utili anche ai fini di un riequilibrio di ruoli a livello territoriale. Ma la creazione delle aziende ospedaliere è stata sospesa in Parlamento nella conversione del decreto terremoto, e quindi qualcuno dovrà rassegnarsi a perdere la sede della Asl, L’Aquila o Avezzano, Chieti o Lanciano.

Parte del personale dovrà cambiare luogo di lavoro, molti responsabili di dipartimenti e servizi perderanno i loro incarichi (ci sarà un solo capo del personale, un solo capo del Dipartimento tecnico e così via).

Si risparmierà, ma se l’operazione sarà affrettata e male organizzata (come capita spesso da queste parti), senza procedure certe e meditate, si rischia di peggiorare l’esistente.

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