Articoli marcati con tag ‘sciopero della fame’

A Napoli direbbero “chiagne e fotte”

E’ proprietaria di alcuni immobili e di sette appezzamenti di terreno la sfollata di Sulmona che per 41 giorni aveva attuato lo sciopero della fame per protestare contro il disagio e le penalizzazioni che vivono gli sfollati fuori dal cratere dei paesi terremotati: è quanto emerge, in base alle visure catastali, dagli accertamenti della Guardia di Finanza.
Le verifiche erano state richieste dal sindaco di Sulmona, Fabio Federico, su sollecitazione del prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, il quale aveva voluto verificare le condizioni in cui la sfollata viveva.
Oltre alla casa resa inagibile dal terremoto, la donna risulta proprietaria, di garage e altri spazi in via Gramsci a Sulmona, di una casa di sei vani in via Atri e di un fabbricato a Montesilvano e di un ristorante a Sulmona dove percepisce un affitto di 1.500 euro mensili.
Proprietari di immobili a Sulmona risultano essere anche il marito e il figlio della donna.
E bravi…

Giuseppe Tatangelo in ospedale per una crisi ipoglicemica

Finisce in ospedale per una crisi ipoglicemica dopo otto giorni di sciopero della fame. Stavolta Giuseppe Tatangelo, l’allevatore di Trasacco che da oltre una settimana è incatenato per protesta davanti alla Asl con una bara nera al suo fianco, ha rischiato davvero grosso. L’uomo è finito al pronto soccorso.

L’allevatore protesta per il mancato risarcimento dei danni, da parte del Parco nazionale d’Abruzzo, per i suoi bovini sbranati dai lupi.

Probabilmente a causa del forte caldo, e soprattutto per il digiuno che sembra andare avanti da ben otto giorni, l’uomo è stato colto da malore. I medici gli hanno sconsigliato di proseguire sia nel digiuno che nella protesta sotto il sole.

Tatangelo ha incontrato anche il direttore del Parco, Vittorio Ducoli ma non è stato raggiunto alcun accordo. In una nota del Parco si legge che «i danni verificati e riconosciuti vengono regolarmente e sollecitamente liquidati, ma gli indennizzi proposti vengono rifiutati». Tatangelo, infatti, giudica inconsistente la somma prevista dal Parco per il risarcimento.

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