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“Domani” è il singolo più venduto nel 2009
Cinquantasei grandi artisti della musica italiana si erano riuniti lo scorso aprile per raggiungere uno scopo, e ce l’hanno fatta.
E’ “Domani” il brano più venduto in Italia nel 2009 e il milardo di euro raccolto andrà, come previsto, a sostenere gli interventi di ricostruzione, consolidamento e restauro del Conservatorio “Alfredo Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo de L’Aquila.
La vendita del singolo si concluderà a fine dicembre, quando verrà ritirato dai negozi e dal mercato digitale. L’intera operazione, invece, avrà fine il prossimo aprile a L’Aquila, a un anno dal terremoto, con una conferenza stampa dove verranno ringraziati gli artisti, i media e tutti coloro che hanno contribuito al successo del progetto.
Al via il festival di Tagliacozzo
Apre oggi il festival di Tagliacozzo il nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo, per poi essere presentato, venerdì 31 alle ore 21,30, nella Piazza del Duomo di L’Aquila.
“Uscita di sicurezza” è un allestimento pensato prima del terremoto del 6 aprile, in cui le parole di Ignazio Silone dettavano una necessità di riflessione sulla nostra contemporaneità: Silone racconta la sua parabola umana, l’infanzia a Pescina, il terremoto del 1915, la povertà, la fame, il senso di giustizia maturato nel rapporto col padre, la dignità della sua gente, il Fucino, l’incontro con Don Orione, la scelta di entrare nel partito Comunista e la sua dolorosa ma inevitabile “Uscita”.
Lo spettacolo ripercorre le tappe principali dei primi trent’anni di vita del grande scrittore, trent’anni riproposti come un racconto popolare ricco di immagini, suoni, voci e melodie che evocano sentimenti e stati d’animo di appassionante attualità e che oggi diventa manifesto della voglia di risorgere e ricostruire.
L’adattamento e la regia sono di Fabio Bussotti, applaudito coprotagonista de “La parola ai giurati”, le musiche originali sono di Stefano Caprioli, in scena gli attori Sergio Meogrossi, Manrico Gammarota, anche loro pluripremiati interpreti de “La parola ai giurati”, Alessia Giangiuliani ed i musicisti Stefano Caprioli (fisarmonica), Pierpaolo Di Giandomenico (violoncello), Marco Guidolotti (sassofono/clarinetto), Ersilia Verlinghieri (violino), Antonio Vitagliani (percussioni).
Le immagini proiettate sono a cura di Linda Parente, l’allestimento si avvale del patrocinio dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila e della collaborazione del Conservatorio di Musica “A. Casella”.
Indro Montanelli diceva che Uscita di Sicurezza era un libro così importante per la storia italiana che avrebbero dovuto inserirlo tra i testi scolastici obbligatori. Non era un paradosso, quello di Montanelli: Uscita di Sicurezza ci pone di fronte a questioni fondamentali, quali la condizione delle classi sociali più povere, il riscatto sociale e il tragico inganno che ha portato tanti giovani, pieni di buona fede, a sposare ideologie che nella pratica si sarebbero rivelate contrarie a ogni concetto di libertà.
Il Novecento, nell’autobiografia di Silone, sembra essere il secolo degli appuntamenti mancati, delle speranze tradite. Un secolo che, per quanto “breve”, ci ha dato due orribili guerre mondiali, il fascismo, il comunismo, la Shoah. Eppure, dopo tante tragedie, vogliamo ancora guardare avanti. Dobbiamo farlo, certo. Se non per noi, almeno per le generazioni a venire. Ma non possiamo immaginare un futuro se prima non accettiamo di fare i conti con noi stessi e col nostro passato.
Il Teatro Stabile d’Abruzzo rinasce al Festival di Mezza Estate
“Se l’umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà per un terremoto o una guerra, ma per un dopo-terremoto o un dopo-guerra”, lo scriveva Ignazio Silone in “Uscita di sicurezza”, il testo che Indro Montanelli considerava tra i più importanti del Novecento.
Il romanzo autobiografico dello scrittore abruzzese diventa un racconto popolare suddiviso in quattro movimenti con parole, musica e immagini che scandiscono quattro tappe della vita dell’autore: dall’infanzia a Pescina al terremoto del 1915, dalla sua adesione al partito comunista all’abbandono della politica.
Uno spettacolo diretto da Fabio Bussotti con le musiche di Stefano Caprioli che ha un valore sociale fuori misura, si tratta infatti della prima produzione del Teatro Stabile D’Abruzzo dopo il sisma del 6 aprile.
Ad accoglierlo a braccia aperte è il XXV Festival Internazionale di Mezza Estate che si terrà a Tagliacozzo (L’Aquila) dal 17 luglio al 22 agosto, un compleanno che la manifestazione avrebbe voluto festeggiare in maniera diversa.
“Il teatro a L’Aquila non esiste più – afferma il direttore artistico Lucia Bonifaci – “il nostro è un segnale per dire: Ricostruiamo insieme il tessuto sociale e culturale di una città traumatizzata”.