Articoli marcati con tag ‘zona franca’

Approvata zona franca per L’Aquila, area peligna dichiarata zona di crisi

Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato all’unamita’ un provvedimento in base al quale sara’ il territorio dell’Aquila e non del cosiddetto ”cratere” a poter beneficiare delle agevolazioni conseguenti al riconoscimento della Zona franca urbana da parte della Comunita’ europea. Apprezzamento trasversale per il risultato.

”C’e’ grande soddisfazione – ha commentato il vice presidente del Consiglio, Giorgio De Matteis, che si e’ sempre battuto per questa soluzione – per la perimetrazione dell’Aquila nella Zona franca. Questo provvedimento, insieme ad altri ugualmente importanti, come gli 83 milioni di euro di rimodulazione dei fondi Por e le risorse aggiuntive della misura 87.2B, permettera’ di riavviare un processo positivo per le attivita’ produttive dell’Aquila e del suo comprensorio”.

E ancora: ”Un’accelerazione notevole anche per l’utilizzazione dei 45 milioni di euro che si renderanno disponibili a partire dal 2009”. Dopo l’indirizzo politico di oggi, spettera’ ora ai tecnici della Regione individuare le zone ”franche” e proporle al ministero per lo Sviluppo economico che, a sua volta, provvedera’ ad inoltrarle alla Comunita’ europea.

De Matteis ha espresso il proprio plauso anche per l’ok ad un documento che riconosce la zona peligna come area di crisi.”L’Esecutivo – ha aggiunto De Matteis – interverra’ in tempi brevissimi con cospicui finanziamenti che riguarderanno soprattutto l’industria e le infrastrutture”.

(fonte: ASCA)

Guerra di cifre fra Camera di Commercio e Confcommercio

Sono state smentite ieri dal direttore di Confcommercio le dichiarazioni del presidente della Camera di Commercio relative ad una ripresa delle attività pari al 70%. Secondo Celso Cioni infatti “ancora oggi l’80% del settore economico aquilano è impossibilitato a riprendere le attività. Solo nel capoluogo, sono circa 300 le aziende del terziario che non sono in condizione di riaprire perché situate nella zona rossa”.

Visione divergente quindi, da quella fornita in precedenza dal presidente della Camera di Commercio aquilana, Rainaldi. Secondo la versione di Confcommercio, occorre essere concordi “sull’esigenza di tornare a spingere sull’istituzione della Zona Franca che abbiamo richiesto ufficialmente il 10 aprile. un presupposto fondamentale – conclude Cioni – per il rilancio di un contesto economico e sociale disastrato che con le sole proprie forze non è assolutamente in condizione di riprendere il cammino del rilancio e dello sviluppo”.

(fonte: www.rete5.tv)

Francamente le cifre fornite da Confcommercio mi sembrano poco credibili. Secondo Cioni in pratica solo il 20% delle attività sarebbero ripartite, contro il 70% indicato dalla Camera di Commercio.

Una percentuale decisamente bassa: già in Maggio il sindaco Cialente aveva affermato che a L’Aquila città era operativo il 10% del tessuto economico – che questa percentuale sia solo raddoppiata dopo ben tre mesi sembra davvero difficile.

Probabilmente Confcommercio non tiene conto di chi ha ripreso l’attività fisicamente in luoghi diversi dal punto vendita, ad esempio: so di commercianti che hanno aperto dei chioschi provvisori, proprio perché il loro negozio è tuttora inagibile.

Va anche considerato che una cosa è L’Aquila, con la sua zona rossa, una cosa è l’insieme dei Comuni del cratere: nella sua relazione la Camera di Commercio parla di un 70% relativamente all’intera area del cratere, e di un 50% scarso per L’Aquila città: probabilmente Confcommercio parla solo di L’Aquila città, senza tenere conto del resto del cratere, e considera ancora “inattive” le attività commerciali e di servizio che si svolgono al di fuori della loro vecchia sede, in strutture provvisorie.

Da qui le notevoli, e altrimenti inspiegabili, discrepanze.

Piccone interviene sulla zona franca

Gli emendamenti presentati dai senatori Lusi e Legnini e respinti dal Senato non contenevano alcun dettato in merito all’istituzione della zona franca urbana ma si limitavano a chiedere l’ampliamento della dotazione del fondo presso il Ministero dell’economia e delle finanze per i prossimi quattro anni.

Vorrei ricordare ai senatori Lusi e Legnini che l’articolo 10 del Decreto n. 39, convertito lo scorso 29 giugno e meglio conosciuto come Decreto Abruzzo, già prevede, che il Cipe su proposta del Mef, provveda all’istituzione delle zone franche urbane.

Il modello preso a riferimento sarà quello francese introdotto in Italia dalla Finanziaria 2007 e modificato dalla manovra del 2008 con il fine di favorire l’integrazione nel tessuto socio economico delle popolazioni residenti in aree svantaggiate.

Così il Senatore Filippo Piccone in merito alle notizie riguardanti la mancata istituzione della zona franca all’Aquila ed alle dichiarazioni dei senatori Lusi e Legnini Il Decreto Abruzzo “ conclude il Sen. Piccone – ha previsto una dotazione iniziale di 45 milioni a copertura del suddetto fondo, trattasi di un impegno economico dovuto ai soli fini istitutivi in quanto il finanziamento delle zone franche urbane sarà realizzato annualmente, a risposta delle esigenze dei territori, dopo il via libera da parte dell’Unione Europea.

Manifestazione all’aeroporto di Preturo

È sempre più caldo il fronte della protesta finalizzata alla modifica del decreto Abruzzo che oggi verrà discusso alla Camera.

Ieri, di fronte all’aeroporto di Preturo, una delle strutture strategiche del G8 di luglio, rappresentanti delle istituzioni locali e sindaci del cratere hanno manifestato pacificamente, tornando a chiedere l’inserimento di emendamenti decisivi allo strumento legislativo già approvato in Senato.

«Non vogliamo creare problemi – ha esordito la presidente dell’amministrazione provinciale dell’Aquila Stefania Pezzopane – ma non vogliamo nemmeno che il Governo si concentri esclusivamente sull’organizzazione del G8, dimenticando chi è ancora nelle tende e sulla costa.

Vogliamo solamente che la Commissione Ambiente modifichi il decreto così come ci era stato promesso dallo stesso Berlusconi e sani il tradimento che è stato operato alle spalle degli abruzzesi e degli aquilani».

Risorse agli enti locali, rimborsi del cento per cento anche per la ricostruzione delle seconde case e dei centri storici, istituzione della zona franca e salvaguardia dei beni culturali sono i cinque punti che si chiede al Parlamento di inserire nel decreto sul terremoto numero 39 «dal quale – ha aggiunto il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis – dipende il futuro di una città capoluogo di regione e di decine di Comuni. Chiediamo solamente certezze e che si dia seguito a quelle promesse che è stato lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi a fare quando è stato all’Aquila. Se ci sono i soldi, lo scrivano nel decreto: si stima che occorrano almeno dieci miliardi di euro per la ricostruzione. Tutti devono aver ben chiaro che il tragico evento che ha colpito L’Aquila è qualcosa di unico nella storia».

Nel pomeriggio di ieri è stata diffusa una nota a firma del sottosegretario Letta nella quale veniva garantito il rimborso anche per le seconde case: «Mi fido di quanto dice Letta – ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – ma non vorrei che queste dichiarazioni siano estemporanee per tenere calmi gli animi fino al G8. Berlusconi ha fatto delle promesse, chiediamo solo che adesso le mantenga».

(fonte: Il Tempo)

Manifestazione a Sulmona il 9 Giugno

Sulmona – Martedì 9 Giugno, a Sulmona, corteo per le vie della città da Piazza Carlo Tresca alle ore 17.30 con interventi dei rappresentanti istituzionali in piazza XX Settembre alle ore 19.00.

Il terremoto del 6 aprile ha prodotto tragiche conseguenze sia sulle persone che sul patrimonio abitativo e storico culturale, nonché sull’intero tessuto economico del territorio.

La Valle Peligna è stata colpita direttamente  nel suo patrimonio abitativo e storico culturale, come testimoniano le verifiche effettuate dalle squadre di tecnici della Protezione civile,  e soffre del riflesso negativo che le conseguenze del sisma stanno determinando sull’intera economia provinciale, a causa della distruzione del Capoluogo di Regione.

La crisi economica, che la nostra zona stava già attraversando a causa della chiusura di molte attività industriali e di servizio, è oggi ulteriormente aggravata.
Per questo chiediamo:

  1. l’inserimento dei Comuni dell’area Peligna che ne hanno diritto nell’elenco dei Comuni terremotati, affinché si dia una risposta equa, solidale e proporzionale ai danni e disagi effettivamente subiti dalla popolazione locale e oggettivamente rilevati;
  2. l’effettivo coinvolgimento delle aziende, imprese artigianali, commerciali, industriali e di servizio, unitamente ai professionisti e alle forze lavorative del territorio sia nella fase dell’emergenza che della ricostruzione;
  3. l’istituzione di una Zona Franca nella Valle Peligna, già dichiarata più volte area di crisi, con la previsione di particolari agevolazioni fiscali, contributive e creditizie, in favore degli operatori economici di tutti i settori;
  4. la definizione dell’accordo di programma individuato nel protocollo d’intesa sulla Valle Peligna, siglato con il Ministero dello Sviluppo Economico;
  5. l’inserimento dell’intero territorio nell’obiettivo convergenza (ex obiettivo 1) così da facilitare l’insediamento di nuove attività  imprenditoriali ed il mantenimento delle attuali.

Invitiamo tutti i cittadini, le forze politiche, sindacali e di categoria, gli ordini professionali, le associazioni e le rappresentanze istituzionali ad aderire e partecipare alla manifestazione e sostenere in ogni sede le presenti richieste.

Il comitato organizzatore:
Comuni di Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Cocullo, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano Sul Gizio, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Roccacasale, Scanno, Sulmona,  Villalago, Vittorito, Comunità Montana Peligna.

Terremoto, oggi pomeriggio manifestazione a L’Aquila

I rappresentanti provinciali di Confindustria, Apindustria, Confcommercio, Confesercenti, CGIL, CISL, UIL, Coldiretti, CIA, Direzione Regionale del Lavoro, INPS, Camera di Commercio, Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri e diversi soggetti economici hanno aderito alla manifestazione che si terrà oggi alle ore 16.30 alla Villa Comunale, organizzata dalle Istituzioni (Provincia e Comuni) e aperta a tutti i cittadini.

L’adesione ufficiale è stata annunciata ieri dalle diverse categorie, durante un incontro organizzato dalla Presidente della provincia Stefania Pezzopane per coinvolgere il tessuto produttivo e professionale locale nell’opera effettiva della ricostruzione.

“Sono convinta” – ha esordito la Presidente all’incontro – “che le proposte debbano partire dal territorio e che noi abbiamo intelligenze e conoscenze da spendere. Tramite progetti credibili dobbiamo riuscire a coagulare inoltre grandi nomi dell’architettura, ingegneria, geologia, urbanistica ecc.

E’ nostra intenzione, come istituzione, favorire con questo ed altri incontri, un lavoro coordinato con i corpi intermedi della società e con gli stessi cittadini che rappresentano.

Molti e utili i suggerimenti e contributi che sono venuti dall’incontro di oggi e che saranno recepiti all’interno delle proposte che la Provincia porterà all’attenzione degli interlocutori governativi.

Sul decreto inoltre, con la manifestazione di mercoledì, dobbiamo esprimere in maniera composta e decisa la nostra volontà di non cedere sui punti più decisivi per il nostro futuro. Invito tutti ad aderire”.

Il decreto, già passato al Senato, sarà discusso alla Camera il 15 giugno. L’obiettivo della manifestazione di mercoledì 3 giugno è dunque quello di alzare l’attenzione sugli emendamenti presentati, considerati irrinunciabili e di informare i cittadini.

Ecco i cinque punti: più risorse per la Zona Franca Urbana (45 milioni di euro per 4 anni sono del tutto insufficienti), estendere il diritto al risarcimento anche ai non residenti, inserire più fondi per i beni culturali (finora è stata trovata la copertura finanziaria solo per 44 monumenti, a fronte degli oltre 1000 danneggiati), più risorse anche per la ricostruzione dei centri storici, restituire pieni poteri agli enti locali e infine risarcire a Comuni, Provincia e municipalizzate i mancati introiti dovuti all’impossibilità di riscuotere i tributi.

Terremoto, decreto “Abruzzo”: via libera al Senato

Dall’ANSA:

ROMA – Via libera del Senato al “decreto Abruzzo” che stanzia i fondi per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Il provvedimento, che andrà ora alla Camera, passa con 135 voti a favore, 90 astensioni e nessun no. Tutta l’opposizione, infatti, sceglie di non votare contro il testo nella speranza che alla Camera possa essere ulteriormente limato. Il centrodestra rivendica di aver risposto “tempestivamente” al dramma delle popolazioni abruzzesi e senza il ricorso alla fiducia mentre il centrosinistra avanza ancora dubbi sulle coperture.

“Rimaniamo critici – sottolinea la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro – sulla copertura del provvedimento. Ci asteniamo sperando che le nostre ragioni abbiano più ascolto alla Camera”. Soddisfatto il governo che con il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, parla di un “bel momento in termini umani ancor prima che politici e istituzionali”.

Ecco, in pillole, alcuni dei punti più importanti del decreto:

CONTRIBUTI PRIMA CASA – Lo Stato pagherà al 100% e con contributo a fondo perduto la ricostruzione e la riparazione della prima casa.

TETTO A MUTUI – Lo Stato potrà subentrare nei mutui di chi ha subito danni dal terremoto fino a un importo di 150mila euro. In contemporanea la proprietà dell’immobile passerà a Fintecna.

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